Pubblichiamo la parte centrale del discorso d’insediamento del premier Abiy Ahmed al Parlamento etiope nel 2018.

Come ha detto uno dei padri della nostra nazione, «mentre siamo in vita, siamo esseri umani; quando moriamo, torniamo alla terra e dunque diventiamo parte della nazione». Ecco, voi troverete i preziosi resti di tanti uomini e tante donne sparsi in ogni angolo di questa terra. Mentre siamo vivi, siano etiopi. Quando moriamo, diventiamo Etiopia. L’Etiopia è la nostra casa comune. In ogni Paese, in ogni contesto, è inevitabile che ci siano differenze di opinione. Ma queste differenze non sono una maledizione. Se siamo disposti ad ascoltare le opinioni degli altri in un dialogo di principi condivisi, le nostre differenze si rivelano una ricchezza, una benedizione. È nella battaglia delle idee che si forgiano le soluzioni ai problemi. La forza è nella cooperazione. Insieme, diventiamo più forti. Non c’è problema che non si possa risolvere restando uniti. L’atteggiamento di chi dice: «Preferisco morire piuttosto che vedere la sconfitta delle mie idee», finisce per distruggere le famiglie, figuriamoci i Paesi. Noi abbiamo una sola Etiopia. Al di là di ogni differenza, l’unità nazionale è al primo posto. Ma l’unità non esclude il pluralismo. L’unità deve abbracciare le nostre diversità. Per questo noi etiopi abbiamo bisogno della democrazia. E ce la meritiamo. La democrazia non vale solo per altri Paesi. Quando era ancora un’idea estranea a molte popolazioni, noi abbiamo vissuto sotto il sistema della Gadaa che è stata un esempio per il mondo (il riferimento è all’antica organizzazione sociale in uso presso la popolazione oromo, con un’assemblea popolare che passava le leggi e eleggeva un leader, ndr). Oggi, la costruzione della democrazia è una questione fondamentale per l’Etiopia così come per ogni altro Paese del mondo. La democrazia non è concepibile senza libertà. E la libertà non è un regalo concesso da un governo al popolo. È semmai un dono di natura che vale pertutti, in virtù della nostra dignità di esseri umani. È necessario rispettare tutti i diritti umani e democratici, specialmente la libertà di espressione, di riunione e di organizzazione, partendo dal vincolo costituzionale che emerge dalla salvaguardia della libertà. In un sistema democratico, il governo permette ai cittadini di manifestare le proprie idee liberamente e senza paura. Il diritto delle persone alla libertà di movimento deve avere il sostegno forte e aperto delle istituzioni. È un diritto che va rispettato (e non certo ostacolato). Il fondamento della pace è la giustizia. La pace non è assenza di conflitto. La pace è un’inviolabile casa comune, costruita sulle nostre convinzioni condivise, e l’unica porta di accesso è il dialogo. È la fiducia reciproca. Il nostro viaggio insieme, che ci permette di appianareiconflitti in modo civile. Con il governo dell’Eritrea, dal profondo del cuore vogliamo porre fine al disaccordo che ha regnato per anni. Non eluderemo le nostre responsabilità. Esprimendo la volontà di superare le differenze attraverso il dialogo, lanciamo un appello al governo eritreo affinché faccia lo stesso. Non lo dobbiamo soltanto ai nostri interessi comuni, ma alle relazioni di sangue e di amicizia che legano i nostri popoli.