Buongiorno a tutti. I medici non vogliono essere i dottor morte e invocano l’obiezione di coscienza e la deontologia. O meglio, alcuni medici, gli ordini professionali. I singoli medici non è dato sapere in che percentuale siano contrari. I Cinquestelle vogliono mettere la tagliola del vincolo di mandato e multare i transfughi. Arme spuntate. Il referendum bufala va avanti. Ieri la quinta regione ha detto si. Ma è solo propaganda. Buona lettura a tutti.

Eutanasia. Fine vita, medici in rivolta: “Decidere non spetta a noi”. Dopo la sentenza della Consulta, molti annunciano obiezione di coscienza e tutti chiedono certezze. “Altrimenti il suicidio assistito è inattuabile. Dell’ultimo atto si occupi un funzionario pubblico” (Repubblica p.10). «Non saremo dottor Morte». La richiesta dei sanitari: la domanda del paziente sia valutata da una commissione (Messaggero p.3). Gli ordini: una scelta contro il nostro codice deontologico (Corriere p.3).

Papa Francesco. Fine vita, il turbamento di papa Francesco: “I politici non si assumono responsabilità”. I vescovi manifestano “sconcerto e preoccupazione”. Per il Pontefice “la difesa della vita deve essere integrale” (Stampa p.2).

La legge. Pd e M5S già trattano sulla nuova legge. Gelo tra Casellati e Fico. Sono tredici le proposte parlamentari su suicidio assistito ed eutanasia. Mediazione dem: estendere il ricorso alla sedazione palliativa profonda (Stampa p.3).

Contro. Quindici eletti decidono per tutti gli italiani. L’organo, costituito quasi esclusivamente da esponenti della sinistra, ha dato via libera al commercio della morte, che si aggiunge a quello della vita con gli uteri in affitto. Pure la Chiesa ha grandi responsabilità per aver passato anni a curarsi solo degli immigrati. Maurizio Belpietro sulla Verità (p.5).

Clima. Manifestazioni in 160 città italiane. Per la prima volta il ministero sostiene gli alunni, sfilano anche i prof. Da Venezia a Rio, l’onda verde torna in piazza. Milioni di studenti scioperano per il clima (Stampa p.4). «Vogliamo scuole ecologiche». Fridays for future, oggi la mobilitazione. Borracce e riciclo, l’impegno dei presidi (Corriere p.6).

Il sindaco di Milano. Sala “Apriamo le porte del Palazzo a Greta e ai suoi”. Li inviterò in consiglio comunale, non voglio mettere il cappello ma al tema ci credo, ora servono i fatti non le parole. Il Pd deve bilanciare un sistema basato troppo sulle correnti e poco sul territorio (Repubblica p.6).

Contro. La grande truffa del clima che frega la nostra economia. Il mondo non finirà nel 2030 per l’inquinamento, come sostengono i seguaci di Greta. In compenso, ridurre del 50% in vent’anni le emissioni di anidride carbonica causerebbe una grave recessione (Libero p.2).

Vincolo di mandato. Di Maio prova a frenare i dissidenti: “Vincolo di mandato in Costituzione”. Il capo politico minaccia i parlamentari: “Chi cambia partito pagherà 100 mila euro di multa”. Il Pd: “No al trasformismo, ma la Carta non si tocca”. Anche i 5S lo criticano, poi il dietrofront (Stampa p.7). Il M5S teme il fuggi fuggi con destinazione Italia Viva e Lega. Altri tre senatori pronti a lasciare dopo Vono, che Di Maio ha cercato di trattenere: “Ti marchieranno”. Calo di consensi, taglio degli eletti e regola del doppio mandato tra i motivi del malcontento grillino (Repubblica p.14). M5S, via un altro senatore. In uscita il pentastellato napoletano Grassi e contatti dei renziani con eletti del Lazio (Messaggero p.6).

Generosità invocata. Il senatore Primo di Nicola: “Onore a Beppe ma adesso regali il M5S agli attivisti. Rousseau non basta più. Stop alle nomine dall’alto. Dotiamoci di organi democraticamente eletti e stop ai vertici in villa” (Stampa p.7).

Comune di Roma. Bugani, missione Campidoglio per preparare il bis di Raggi. Il braccio destro di Casaleggio dopo lo strappo con Di Maio diventa il capo staff della sindaca. Sarà regista della nuova fase del Comune M5S (Messaggero p.7).

Suicidio. «Un incomprensibile suicidio». È quello che mette fine all’esperienza di +Europa, la formazione politica nata dall’incontro tra Bruno Tabacci e il suo Centro democratico e i Radicali Italiani di Emma Bonino. Dice Bruno Tabacci: «Emma ha scelto l’opposizione, dove ci sono i nemici dell’Ue. Ora tolgo il simbolo. Noi nel Pd? I dem hanno bisogno del centro, ma non abbiamo fretta» (Corriere p.10).

Referendum bufala. Legge elettorale, sì al referendum Salvini esulta: voto in primavera. La richiesta del consiglio del Piemonte si aggiunge a Lombardia, Veneto, Friuli e Sardegna. Ora tocca alla Corte costituzionale dare via libera al quesito che punta a trasformare il Rosatellum in un maggioritario puro (Repubblica p.13). Referendum, c’è la quinta regione. Forzisti «rassegnati» a votare sì. Scatta la richiesta antiproporzionale. Ma anche tra i leghisti ci sono dubbi di costituzionalità. Francesco Verderami sul Corriere (p.13) che scrive: L’ordine di «sabotare», voluto da Berlusconi e Letta, poi è diventato libertà di voto. In fondo non c’era alcun motivo di rompere il partito per una simile battaglia, una «bandiera» di Salvini da sventolare finché la Consulta non la ammainerà, cassando il referendum per quei profili di incostituzionalità che — sottovoce — gli stessi dirigenti leghisti riconoscono. Ma la vicenda evidenzia la crisi di Forza Italia. Se non ti poni in alternativa a Salvini cosa ti resta? Anche perché, senza di te, la Lega non vince e non governa.

La costituzionalista Carlassarre: “Grave rischio ridurre i parlamentari senza il proporzionale” (Repubblica p.13).

Innovazione. Intervista alla ministra dell’Innovazione Paola Pisano “Voglio i ragazzi negli uffici a spiegare cos’è il mondo digitale. Sono una tecnica. Mi interessa riformare e basta. Su alcune cose del M5S, come la Tav, non sono d’accordo. Per la carta di identità elettronica renderemo molto più semplici le prenotazioni sul sito del Viminale e apriremo gli sportelli” (Repubblica p.27).

Prescritto, non assolto. P4, prescritto Alfonso Papa. Processo durato “solo” 8 anni. Si salva l’ex deputato Pdl condannato in primo grado per i dossier ricattatori: la riforma Bonafede in vigore da gennaio 2020 l’avrebbe impedito. Luigi Bisignani, accusato degli stessi reati, ne uscì patteggiando 19 mesi (Fatto p.2). “Assolto”, la fake news dilagata sui media. E la Corte d’Appello costretta a smentire: “Non è stata pronunciata sentenza di assoluzione” (Fatto p.2).

Assolto, dice il Giornale. Ora è ufficiale: la P4 una bufala dei magistrati. La terribile P4 che avrebbe «infettato il Paese» trafficando notizie segrete e manovrando nomine, non esisteva. Assolto Alfonso Papa, l’ex deputato di Forza Italia mandato ai ceppi dai colleghi ormai 10 anni fa. Da innocente (Giornale p.9).

La legge Anselmi. Insomma, la P4 non è mai esistita. “Ma questo lo si era capito sin dalle prime fasi, lo sapevano tutti, almeno quelli che hanno seguito il processo. La P4 è esistita solo sui giornali”, dice al Foglio Alfonso Papa dopo il proscioglimento dopo otto anni, per intervenuta prescrizione. Ma è l’occasione per fare una riflessione sulla “legge Anselmi” che non ha prodotto effetti. Non c’è mai stata cioè una sentenza definitiva di condanna per associazione segreta. Ma allora perché una fattispecie così difficile da provare – bisogna dimostrare l’esistenza di un’associazione e la sua capacità di interferire – è stata negli anni così frequentemente usata? L’ipotesi più ragionevole è il fatto che consente strumenti invasivi d’indagine, intercettazioni telefoniche e ambientali che altrimenti non sarebbero possibili. La società segreta decade presto, spesso in fase d’indagine, ma le intercettazioni restano. La novità è che questa strana pratica investigativa molto probabilmente sparirà: con la riforma di Bonafede è diventato così facile intercettare chiunque che gli inquirenti non avranno bisogno di inventarsi logge segrete. Sembra un passo avanti, ma forse è un passo indietro. E’ come se tutti, all’improvviso, fossimo diventati di diritto membri della P-Italia. Luciano Capone sul Foglio (p.1).

Stragi, Berlusconi è indagato pure per l’attentato all’amico Costanzo. Contestato all’ex Cavaliere come reato ipotetico, ma adesso i pm Turco e Creazzo dovranno chiedere una proroga o l’archiviazione (Fatto p.3).

Eni. «Conflitto di interessi». Descalzi e la moglie indagati e perquisiti. Inchiesta a Milano. L’ad di Eni: «Sono accuse infondate» (Corriere p.23).

Deficit al 2%. Il deficit pubblico di quest’anno potrebbe essere più basso di quanto previsto, fermandosi al 2% del prodotto interno lordo. Per il 2020, invece, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, immagina un disavanzo in torno al 2,2-2,3%, contando sulla flessibilità da parte della Commissione Europea. Servono almeno 5 miliardi per ridurre il cuneo fiscale (Corriere p.15). Deficit, trattativa sul 2,2%. Colloquio Gualtieri-Conte. Disavanzo più alto soltanto con il via libera preventivo di Bruxelles (Messaggero p.4).

Carte di credito. Manovra, sconto sull’Iva a chi paga con il bancomat. Il Fisco restituirà tra il 2% e il 3% delle somme spese. Si partirà dai settori ad alto rischio “nero”. Negoziati con l’Abi per ridurre le commissioni sui pos e azzerarle per le transazioni fino a 5 euro. Una carta unica farà da documento e da strumento di pagamento: sarà emessa da Poste italiane (Messaggero p.4). Nel 2018 le carte elettroniche nel nostro Paese sono più di 70 milioni. Le associazioni dei consumatori: azzerare le commissioni bancarie. L’operazione contante costerà al governo fino a 4 miliardi (Stampa p.6).

Giù l’iva delle bollette. Il piano del governo: Iva giù sulle bollette. Si studia la mossa del Portogallo che nel 2018 ha tagliato le imposte su elettricità e gas. Potrebbe salire il prelievo al 22% sui beni di lusso (Repubblica p.8).

Su quella per il lusso. Il governo Conte studia aumenti iva per alcuni beni. Villarosa (M5S) assicura: solo rimodulazioni (Stampa p.6).

Scettico Tremonti. Scettico l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti: «Non si fanno le coperture con la lotta all’evasione. Bene la consapevolezza che il fisco va riformato. Gli sconti fiscali a chi paga con carta di credito favoriscono i ricchi. E l’idea di tassare merendine e bibite è ridicola. La Prima Repubblica copriva le spese con le entrate previste dall’evasione. Oggi ne ricordiamo deficit e debito» (Sole p.5).

Fregatura. Garavaglia: «Pd e Cinquestelle vogliono fregare le partite Iva». L’ex viceministro dell’Economia leghista: «Il governo smonterà il nostro regime forfettario, con un aumento di gabelle pari al 70%. Chi nel 2020 avrebbe pagato 10.000 euro, ne sborserà anche 17.000. Alzare l’Iva sarà il prossimo passo» (Verità p.7).

Sanità. Sanità, detrazioni in base al reddito. Arriva la card ricaricabile unica (Corriere p.15)

Ambientalismo del fare. Parla il viceministro al Mef Misiani: Lanceremo un fondo da 50 miliardi in quindici anni per lo sviluppo sostenibile. Sarà la manovra più ambientalista della storia di questo paese. Ambientalismo del fare. Stiamo introducendo un fondo da 50 miliardi di euro in 15 anni interamente dedicati allo sviluppo sostenibile e alle infrastrutture sociali con la potenzialità di creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, consolidare il primato italiano nell’economia circolare e favorire anche un drastico abbattimento delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici del paese. In Italia ci sono un milione di condomini, migliaia di scuole ed edifici pubblici che sono stati costruiti più di 30 anni fa. E che consumano un terzo dell’energia di questo paese. Bisogna rafforzare tutti quegli strumenti che possano consentire, nei prossimi dieci anni, di ricostruire un pezzo molto rilevante del nostro patrimonio edilizio” (Foglio p.1).

Pil, l’America va. Pil, l’America cresce del 2%. Europa, misure per la ripresa. Cambio euro/dollaro a quota 1,09. La Bce: spread sceso grazie a questo governo (Corriere p.33).

Impeachment. La Casa Bianca provò a coprire Trump. Pubblicato il rapporto della «talpa»: pressioni del presidente Usa sul leader di Kiev per incastrare Biden (Corriere p.16). La Casa Bianca insabbiò la telefonata Trump -Zelensky. La denuncia dell’agente della Cia (Stampa p.8). Nel documento trapelato per errore la strategia degli avvocati: nessuno scambio di favori o pressioni tra i presidenti. Così Donald tenta di smontare l’accusa (Stampa p.9).

Iran. Il presidente iraniano Rohani sul nucleare: “Togliete le sanzioni e torniamo a trattare”. Anche l’Italia ha un ruolo nei negoziati (Stampa p.11).

Chiarac Adieu. Era l’ultimo dei gollisti, tra i padri dell’Ue. Per 40 anni sulla scena politica. Il suo partito segnò un’epoca, oggi quel mondo non esiste più. Macron: «Argine all’estremismo» (Giornale p.13). Il presidente delle contraddizioni. Il più popolare e il più detestato della Quinta Repubblica (Repubblica p.16). Addio a Chirac, seduttore di Francia. Morto a 86 anni l’ex presidente gollista. Sfidò Bush sull’Iraq: “In politica estera guardo gli Usa e faccio il contrario” (Stampa p.13). Criticato all’Eliseo, adorato da ex presidente (Corriere p.18).

 

Buongiorno a tutti. Mentre i due Mattei si danno appuntameto in tv nel salotto di Vespa, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, i due protagonisti degli unici scontri televisivi diretti che si siano visti fino ad oggi, si prendono la ribalta dei giornali con due importanti interviste. Al centro delle quali ci sono i due Mattei. Buona lettura a tutti.

Matteo contro Matteo. Salvini-Renzi, sfida fra acerrimi rivali per dominare la scena. Scintille sul duello tv, il match a Porta a Porta a metà ottobre. Primi insulti: “Vendutello, hai paura”. “Lascia perdere i mojito” (Stampa p.4). Ma i protagonisti dei finora unici scontri diretti in tv della Prima e della Seconda Repubblica degli unici confronti diretti dall’introduzione del maggioritario, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, oggi si prendono la ribalta dei giornali. Occupano la scena con due interviste al Corriere e Repubblica che non a caso hanno al centro i due Mattei.

Un figlio mancato chiede Francesco Verderami a Berlusconi, sul Corriere (p.9). «Perché figlio, perché mancato? Il percorso di vita di Matteo Renzi è all’antitesi del mio. Lui fin da giovanissimo ha vissuto e vive nella politica, nell’apparato di un partito. E si è sempre collocato nella sinistra. Io ho seguito e seguo un percorso esattamente contrario. Per questo i moderati non lo votano anche se è moderno europeo e lontano dalle ideologie». Su Salvini che sul referendum chiede al Cavaliere la prova d’amore Berlusconi è netto: «Dopo la prova d’amore viene il matrimonio riparatore o il delitto d’onore, tutte cose che non farebbero bene al futuro del centrodestra. Questi temi richiedono invece serietà, perché la legge elettorale è il cuore della democrazia rappresentativa. In attesa che i nostri tecnici approfondiscano la proposta referendaria, sarebbe piuttosto opportuno che il centrodestra definisse una proposta unitaria da presentare in Parlamento». Chiude affermando di apprezzare il garbo e la competenza di Conte e negando problemi all’interno di Forza Italia.

Romano Prodi dal canto suo su Repubblica (p.3) sembra rispondere al Cavaliere sulla legge elettorale: «Sono per il maggioritario perché la legge elettorale deve avere l’obiettivo di dare un governo al Paese, non di fotografarlo. È impressionante vedere come nemmeno la buona esperienza di Comuni e Regioni (un tempo perennemente in crisi) possa essere di insegnamento» dice l’ex premier dell’Ulivo. Che critioca Renzi per la scissione e lo irride sul nome del nuovo partito: «Bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema. Parlo su serio: attenzione che i partiti personali funzionano la prima volta. Ripeterli crea problemi. Questo vale per tutti, per Renzi e forse anche per Salvini».

Due interviste a specchio, come l’intervista doppia delle Iene. E se l’uno – Prodi – parla di lotta all’evasione fiscale, l’altro – Berlusconi – ribadisce la lotta contro l’oppressione fiscale. Ma entrambi ottimisti per il futuro.

Prodi: «Siamo andati in vacanza avendo bruciato il passaporto, e forse anche la carta d’identità. Adesso abbiamo di nuovo in tasca il biglietto dell’EuroRail, per viaggiare in tutta Europa. Ci resta ora da costruire treni ad alta velocità e ferrovie migliori».

Berlusconi: «Il nostro centrodestra è da sempre chiarissimo: liberale, europeista, garantista, cristiano, riformatore. Un centrodestra di governo. Sta a noi rafforzare il profilo liberale della coalizione. Noi saremo, come sempre, il cervello, il cuore, la spina dorsale liberale della coalizione».

Una ricostruzione esclusiva della Stampa (p.6). Casaleggio jr, D’Alema e quel colloquio segreto dietro l’accordo sulla Sanità. Incontro tra i due a Tirana in ottobre. Ilario Lombardo ricostruisce la rete dei contatti che ha portato Speranza al ministero. È la storia di un network che si è formato all’ombra della nuova coalizione giallorossa e che racconta alcuni passaggi fondamentali dell’ultimo mese, svelando i contatti tra una onlus che si occupa di migranti, la Sanità di Frontiera; una società focalizzata sulla tutela legale dei medici che si è allargata al business della blockchain, la Consulcesi Group; un ex premier, Massimo D’Alema; l’imprenditore che ha in mano l’algoritmo di controllo del primo partito in Parlamento, Davide Casaleggio; e un’università privata collegata all’isola di Malta, la Link University. In aggiunta, Michela De Biase, la moglie del capodelegazione del Pd al governo Dario Franceschini e il senatore Sileri, presidente della Commissione Sanità, candidato ministro della Sanità, poi solo vice.

Conte avvisa la «squadra»: niente spazio ai personalismi (Corriere p.6). Tra le bandiere rosse: “Io di sinistra, del Pd mi fido” (Repubblica p.2). Acclamato alla festa degli ex comunisti. Selfie in completo scuro tra bandiere rosse e salsicce. Attacco a Di Battista che aveva detto “Pd ipocrita”. (Stampa p.8). Di Maio sorpreso dall’incursione di Dibba (Corriere p.5). Ma l’ex deputato insiste: «Farò le mie battaglie».

Tranquillizzante Maria Elena Boschi sul Corriere (p.10) in un’intervista a Maria Teresa Meli: «Non saremo un partitino. Arriverà un’altra decina di eletti, c’è una prateria davanti a noi. Rispetteremo i programmi e le scelte della coalizione» mentre il Psi di Nencini si allea con Renzi e fa nascere il gruppo in Senato.

Intanto è indagato l’organizzatore della Leopolda, l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente di Open, chiusa un anno fa. Ne dà conto La Stampa (p.6). L’accusa è traffico di influenze illecite. Era a capo della fondazione che finanziava le iniziative di Matteo Renzi. I legali: “Ipotesi di reato fumosa”. Su Repubblica (p.4) un commento di Gianluca Di Feo: I conti opachi (e senza controlli) della politica.

Per le regionali in Umbria, stallo tra M5S e dem (Corriere p.5). Oggi Rousseau vota sull’asse.

Contro Salvini, ora si aspetta il miracolo di San Francesco dice il Fatto (p.3). Da Perugia a Terni, da Todi a Città di Castello il brand leghista va fortissimo: B. è costretto ad allearsi con Toti.

La sfida leghista nell’Emilia rossa sulla Stampa (p.9): “Il Pd cerca l’inciucio coi grillini”. Il voto sarà il 24 novembre o il 26 gennaio. Duello tra la salviniana Borgonzoni e il presidente uscente Bonaccini. La base dei Cinque stelle divisa. E Forza Italia traballa: il recordman bolognese di preferenze Bignami passa a FdI.

Diversa la prospettiva che offre Repubblica (p.7). La Lega teme un doppio ko. Borgonzoni in bilico: l’ultimatum di Meloni a Salvini: “In Emilia Romagna non riuscirà a superare Bonaccini”. Martedì il vertice decisivo.

Berlusconi felice per aver vinto un altro round nei confronti della ex moglie Veronica Lario a cui ha fatto pignorare i conti (Repubblica p.8) chiama in causa la fidanzata per dire no a Salvini. “Siamo diversi, e Francesca non lo tollera”.

Giorgia Meloni invece intervistata dal Messaggero (p.9) parla di «Italiani stufi degli inciuci. E al Centro ci sono più partiti che voti». Inizia oggi la festa di Atreju: «Apprezzo molto che Conte, pur nella diversità d’opinioni, abbia accolto l’invito».

Sui migranti Mattarella e Steinmeier sono in sintonia dice La Stampa (p.10): “L’Europa non deve lasciare sola l’Italia”. Von der Leyen apre alla redistribuzione dei profughi: “Il nostro modello non è quello americano”. Ma, avverte il ministro degli interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska sulla Stampa (p.10), “la retorica dei porti chiusi non può trasformarsi in quella dei porti aperti e Italia e Spagna devono cooperare”. Sul Corriere, nell’editoriale (p.1), Federico Fubini chiede cosa fare se l’Europa chiude gli occhi. Non basta la cooperazione fra leader, la redistribuzione deve avvenire fra molti più Paesi. Non solo con Francia e Germania. E l’Unione deve investire nei territori subsahariani per filtrare e prendere il controllo dei flussi.

Nuovi sbarchi a Lampedusa (Stampa p.10). In 28 arrivano a bordo di una piccola barca. Mentre Repubblica (p.25) segnala che è allarme degli 007 sui barchini: “Nuova strategia dei trafficanti”.

Servono centri di espulsione dice il Viminale, ma è tutto fermo perchè i sindaci non vogliono scrive il Messaggero (p.11).

Rivelazione di Repubblica (p.15) sulla vicenda Salvini-Pontida-Bibbiano. La bambina di Pontida non doveva stare sul palco scrive Giampaolo Visetti. “Mai restituita alla madre”. Greta era fuggita il 3 settembre dalla comunità a cui era affidata. Portata anche a Palazzo Chigi.

Procura romana, tutto da rifare. Un ballottaggio per Torino. A quattro mesi dallo scandalo che lo ha travolto, il Csm riprende in mano l’incandescente nomina del procuratore di Roma. La quinta commissione, che a fine maggio aveva selezionato tra i 13 candidati Marcello Viola (4 voti), Giuseppe Creazzo (1) e Franco Lo Voi (1), ha comunicato ieri la revoca del provvedimento. Procedura inusuale: generalmente, la riapertura dell’istruttoria presuppone una decisione del plenum. Invece la commissione ha agito in autotutela, motivando la retromarcia con la necessità di valutare le intercettazioni dell’indagine di Perugia. La prossima settimana la commissione ricomincerà l’esame di tutti i candidati, disponendone l’audizione come auspicato anche dal Quirinale. Il che rimetterebbe in gioco anche Michele Prestipino, braccio destro di Pignatone e attualmente procuratore reggente. Nella stessa seduta la commissione ha affrontato anche la nomina del procuratore di Torino, ferma da nove mesi.Stampa p.20

La giustizia vera crepa della triplice alleanza. L’editoriale di Carlo Nordio sul Messaggero (p.1). Qualcuno dirà che il salvataggio del deputato forzista è una forma di autotutela preventiva, perché ogni parlamentare, con i tempi che corrono, è a rischio di imprevisti dolorosi. Ma non è così. Al di là dell’interesse personale alla propria incolumità, crediamo che i numerosi franchi tiratori che hanno sconfessato la linea della maggioranza abbiano voluto affermare, nel senso più squisitamente politico, la centralità del parlamento rispetto all’invadenza del potere giudiziario.

Sui fattorini sfruttati ora indagano i pm di Milano dice la Stampa (p.17). Controlli a tappeto tra i rider: trovati in tre senza documenti. “Un clic e si vende la nostra identità”. I lavoratori denunciano lo smercio di account e accusano: “Il vuoto normativo causa il caporalato”.

Stop del Tesoro al piano Costa sostiene il Corriere (p.2): decreto per l’ambiente senza fondi, accantonato dal consiglio dei ministri, «va coordinato con la manovra». L’assenza della relazione tecnica al provvedimento e i dubbi sui tagli agli incentivi. Via libera alle misure per cyber security e al potenziamento dell’Agenzia digitale. Scatta la golden power sulla Borsa italiana. Reddito di cittadinanza più flessibile.

Ma Costa non molla (Repubblica p.13). “Ci sono le coperture per il pacchetto green”.

Democrat, sindacati e aziende fanno saltare il decreto Clima dice il Giornale (p.2). Tutti contro il pasticciato testo del ministro M5s Costa Niente corsia preferenziale anti-imboscate in Aula. La follia verde dei giallorossi: la spesa diventerà un incubo Il governo dichiara guerra agli imballaggi e promette incentivi per i prodotti sfusi. Commercianti in allarme

“Se col Green New Deal falliremo, gli ultimi saranno sempre ultimi” dice al Fatto (p.6) l’ex ministro del lavoro e ex presidente dell’Istat Enrico Giovannini. “Sarebbe una buona idea inserire lo sviluppo sostenibile in Costituzione”.

Per la lotta all’evasione si guarda ai pagamenti tracciabili con doppio bonus fiscale dice il Sole (p.2). Allo studio un credito d’imposta ai negozianti per coprire i costi di installazione e gestione del Pos. Rimborso per chi acquista con moneta elettronica e per le carte di credito dice il presidente dell’Abi Antonio Ptuelli occorre guardare al modello adottato per i benzinai.

Per Carige, oggi è il giorno più lungo per soci e clienti ci spiega La Stampa (p.2 e 3). Battaglia in assemblea per evitare il crac. Il primo azionista Malacalza potrebbe causare la liquidazione della banca. Il commissario Lener tenta la mediazione. In caso di liquidazione ai correntisti toccherà un rimborso di oltre 8 miliardi. Francoforte prende tempo per evitare una crisi. La mediazione di Enria (Bce). La famiglia riunita con consulenti e collaboratori fino a tarda sera. Prima l’incontro con il numero uno della Vigilanza dell’Ue. Il governo prepara il piano B. Salvataggio sul modello venete. Scartata l’ipotesi della nazionalizzazione, si cerca il sostegno di un colosso bancario . Unicredit chiede garanzie. Un miliardo potrebbe essere messo a disposizione per il salvataggio.

“Navigator inutili e pochi controlli. Il reddito grillino ora va cambiato”. Parla alla Stampa (p.5), Giampaolo Galli, economista, ex Pd, ex direttore generale di Confindustria, oggi vice direttore dell’osservatorio sui conti pubblici: “Per la manovra limare le voci esistenti”.

“Non si governa contro il Nord Italia. Ora tagliare i costi”. Sulla Stampa (p.22) il Ceo di Intesa San Paolo, Carlo Messina: “serve un grande piano di dismissioni”.

«Così rischiamo di non crescere» (Libero p.4). Il ministro pd Provenzano invece: «Brava Lezzi a stoppare Zaia e Fontana»

Farinetti su Repubblica (p.33) dopo aver venduto Lurisia, risponde alle critiche e alle polemiche: “Ho venduto l’acqua alla Coca-Cola non l’anima al diavolo. È un ottimo segnale per il Paese. Eataly con i soldi incassati dalla cessione di Lurisia potrà aprire altri sei negozi negli Usa”.

Mediaset, patto con Peninsula. Stampa (p.22), dal fondo un miliardo di euro per pagare il recesso di Vivendi. L’ad Pier Silvio Berlusconi mette al riparo la holding olandese Mfe. Ora i francesi puntano alla battaglia legale per annullare l’assemblea.

Israele, Gantz non cede “Netanyahu ha perso scrive il Corriere (p.16). Tocca a me governare”. Il premier tenta il dialogo, ma il generale rifiuta Rivlin insiste per un esecutivo di unità nazionale.

Retroscena del vertice di Biarritz svelato dalla Stampa (p.12). Così Trump cercò di intrufolarsi all’incontro con Zarif. La richiesta rifiutata dal presidente francese Macron al vertice del G7. Il presidente degli Stati Uniti cercò di inserirsi nell’incontro tra Javad Zarif ed Emmanuel Macron tenuto a margine del G7 di Biarritz in Francia. Quando il titolare dell’Eliseo ha avvertito l’inquilino della Casa Bianca che avrebbe incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Trump ha tentato in tutti i modi di inserirsi dando vita ad un tira e molla dal quale il padrone di casa si è dovuto sfilare con destrezza.

Feste e travestimenti razzisti. Trudeau si gioca la rielezione (Corriere p.12). Il premier canadese nei guai per foto e video risalenti al periodo in cui insegnava.

Trudeau è vittima del Trudeau Show dice il Foglio (p.1). Ha costruito il proprio brand sul moralismo pol. corr. Ora il premier canadese con la faccia da Aladino finisce come l’addestratore sbranato dalla tigre. Anziché scusarsi, avrebbe dovuto rispondere come Barney.

A 83 anni è morto il piccolo satrapo tunisino ci fa sapere il Corriere (p.17). Addio a Ben Alì, padrone della Tunisia. Fu travolto dalla Primavera araba (Messaggero p.12).

Il mistero dello sciamano anti-Putin arrestato mentre andava a Mosca racconta La Stampa (p.13). Aleksandr Gabyshev aveva deciso di percorrere a piedi 8000 chilometri per cacciare “il demone dal Cremlino”. È stato prelevato nel cuore della notte nel paesino di Vydrino da una squadra di agenti speciali armati di mitra.

Buongiorno a tutti.

 

Buongiorno a tutti. Buona lettura a tutti.

 

Buongiorno tutto.

 

Buongiorno a tutti. Il fondo salva stati, il si di Strasburgo alla nuova Commissione di Ursula Von der Leyen, la casa di Renzi e il prestito ponte per comprarla. Poi autostrade, Ilva e tanto altro. Buan lettura a tutti.

 

Buongiorno a tutti. Il terremoto in Albania, Renzi e Open perquisiti, l’Alitalia che non ha più compratori e Patuanelli che vuole fare una nuova Iri e oggi la nuova Commissone dovrebbe avere il via libera dal Parlamento Europeo. Buona lettura a tutti.

 

Buongiorno a tutti. Ponti chiusi e Genova isolata. Legge elettorale e Di maio che – dice lui – per statuto, non può allearsi col Pd. Trump licenzia un gemerale. Buona lettira a tutti.

 

Buongiorno a tutti.

 

Buingiorno a tutti. Grillo commissaria Di Maio e poi Alitalia, Ilva, Mes. Due intervistone: Conte a Repubblica e Di Maio al Messaggero. Un interessante Prodi sul Messaggero. E tante letture domenicali. Buona lettura a tutti.