Buongiorno a tutti. I temi di oggi. La manovra da trenta miliardi. L’iva congelata. Le liti fra Conte Pd e Renzi che fa asse con Di Maio. Il voto ai sedicenni. Gli otto miliardi di dazi di Trump all’Europa di cui quattro sono sul nostro agroalimentare: parmigiano prosciutto prosecco. Il cancelliere austriaco che dialoga con i verdi. La Cina che festeggia i suoi 70 anni. Buona lettura a tutti.

Manovra. Ecco la manovra da 30 miliardi «Sterilizzato l’aumento dell’Iva». Deficit al 2,2% con 14 miliardi di flessibilità (Corriere p.2).

Manovra. Arrivano i tagli al cuneo fiscale. Ma Gualtieri non esclude una rimodulazione delle aliquote. Via ai green bond per 50 miliardi (Stampa p.2).

Manovra. Sostenuta anche da tagli a spesa e sconti fiscali (3,5 miliardi complessivi). Crescita a +0,6%, debito al 135,2% (Sole p.3). Due fondi verdi da 50 miliardi, 1,8 da tasse ambientali nel 2020. Risorse mobilitate in un arco di 15 anni (Sole p.2). Cuneo: taglio solo da luglio per 2,7 miliardi, 5,4 nel 2021. Tetto a 26mila euro di reddito con un vantaggio fiscale che a regime potrà arrivare fino a 1.500 euro annui (Sole p.4).

Cottarelli scettico. “La spesa cresce e non servirà a rilanciare il Pil. Risparmiare per ridurre il fisco” (Qn p.4).

Giornale e Libero. Il governo approva il Def. Ci sono altri 8 miliardi di tasse. La stangata serve a scongiurare l’aumento dell’Iva. Diesel a rischio rincaro. Lo spettro del salasso sulla casa (Giornale p.2). Tasse su case e aziende. Soldi a fannulloni e Br (Libero p.2).

Bruxelles. Per ora sospende il giudizio e aspetta di vedere le misure concrete (Messaggero p.2).

Evasione. Sette miliardi di gettito dubbi sulla cifra messa nel Def (Messaggero p.5).

Mancano cinque miliardi. Meno sgravi a chi guadagna di più. La riduzione su spese sanitarie e ristrutturazioni edilizie, ma non sui tassi passivi dei mutui. Le ipotesi per i redditi fino a 100mila euro. Il dilemma sulle coperture e il nodo delle tasse Federico Fubini (Corriere p.5).

Piccoli passi. Il commento di Enrico Marro (Corriere (p.5): Deficit, la svolta che non c’è.

Contanti e carte. Detrazione al 19% e rimborsi con i pagamenti elettronici. Ipotesi doppio incentivo contro il contante: bonus fiscale di 475 euro su una spesa annua massima di 2.500 euro e rimborsi tra il 2 e il 4% sugli estratti conto (Sole p.2). Dal “bonus della befana” al cashback per incentivare la moneta elettronica (Messaggero p.5).

Golden share. La lunga notte delle liti sulla manovra. I timori su Renzi e Di Maio: così facciamo poca strada. Il premier e Franceschini li vedono come i possibili guastatori (Corriere p.3). Conte bacchetta Matteo: «Non ha la golden share» (Messaggero p.6). E sul fisco: “Basta giochini e fibrillazioni”. Franceschini sferza l’ex premier: “La smania di visibilità logora i governi (Stampa p.3).

Commenti. Il commento di Marcello Sorgi: Renzi e Di Maio, quei “no” decisi che sanno tanto di pretattica (Stampa p.3).

Renzi mena le danze. Giuliano Ferrara sul Foglio (p.1): A me sembra che lo sconfitto del 4 dicembre 2016, quello che voleva il monocameralismo e il ballottaggio alle elezioni, è l’unico che sarà in grado di far ballare il governo sulle punte, visto che l’ha generato e non è sprovvisto di duttilità, perché è l’unico che non sgomita e non mugugna, fa politica che è ciò per cui paghiamo viventi e semiviventi del Parlamento.

Trabochetti. Per Stefano Folli – su Repubblica (p.31) – forse ha ragione Zanda, quando dice che il premier Conte deve saper mediare e trovare compromessi in una situazione di grande fragilità. Sull’Iva il presidente del Consiglio si è mosso, anche se c’è da capire come. Ma il cammino è lastricato di trabocchetti.

Piace il voto ai sedicenni. Sì di Conte e dei partiti. Di Maio: “Una battaglia storica del Movimento”. Zingaretti: “È il tempo”. Fedriga: “La Lega lo chiese nel 2015” (Repubblica p.6).

Il voto a 16 anni riunisce Conte e Salvini. Il premier: ragazzi maturi, il tema in Parlamento. Leghisti favorevoli, ma insultano Letta anche se è in sintonia (Stampa p.6).

Un milione. Quel milione di nuovi elettori tra Europa e ambiente (Repubblica p.7).

Una Greta per il debito. Ma forse la risposta migliore alla proposta di Enrico Letta è quella offerta ieri da Mario Monti dai microfoni di Radio Capital scrive il Foglio (p.3): proporre di dare il voto ai sedicenni è demagogia pura. Vogliamo occuparci dei giovani? Bene. Lavoriamo affinché le Camere siano dotate oltre che di un ufficio parlamentare di bilancio anche di un ufficio capace di valutare che impatto possa avere sui giovani ciascuna riforma proposta da ciascuna maggioranza parlamentare. Un paese con un debito pubblico come l’Italia più che ragionare su come far votare i sedicenni dovrebbe ragionare su come dargli un futuro. Dateci con urgenza una Greta del debito pubblico, please. Sul Foglio (p.3).

Greta come Salvini. “Greta semplifica sull’ambiente come Salvini fa con i migranti”. Il filosofo Massimo Cacciari: “Le generalizzazioni dilagano e indeboliscono l’identità dell’Europa In questa stagione manca qualcuno che si opponga adoperando la forza della ragione. Il movimento verde ha in sé un messaggio europeo: trasgredire i sistemi esistenti” (Stampa p.8).

Lite sulla cittadinanza. Nuovi italiani, maggioranza in stallo. Franceschini: “È un dovere morale”. Il capo delegazione Pd convoca i parlamentari, ma i dem sono divisi e i 5S frenano sulla discussione della legge per lo ius culturae. L’affondo di Renzi: facciamo come con le unioni civili, niente annunci e risultati subito (Repubblica p.9). Ma la cittadinanza spacca il M5S. «Nel programma non c’è» (Corriere p.8).

Referendum. Testo inaffondabile (Messaggero p.10). La Lega punta alla “spallata”. Presentati i quesiti per abolire la quota proporzionale ma l’ultima parola sarà della Consulta (Stampa p.6). E Repubblica (p.11) interpella il costituzionalista Enzo Cheli: “Difficile che la Consulta dica sì al referendum elettorale di Salvini”.

Casaleggio. Sei minuti di spot all’Onu per Rousseau e la democrazia digitale. La cittadinanza digitale per tutti al centro dell’intervento del manager: “Il voto online è un modo per esercitare un diritto” (Repubblica p.11).

Migranti. Il pressing della Tunisia. Arrivi moltiplicati. Il sospetto di una strategia per la trattativa con Di Maio sui rimpatri. Salvini accusa il governo. Donna e bimbo morti nell’incendio di Lesbo. L’Ue: è insostenibile. Piano di Atene: 10 mila torneranno in Turchia. (Corriere p.6).

Reddito di cittadinanza all’ex brigatista condannata per il delitto D’Antona che riceve 623 euro al mese (Qn p.11). L’amarezza di Olga D’Antona: «Il reddito all’ex Br? Non ne ha bisogno lo lasci ai veri poveri. Pieni diritti a chi sconta la pena, lei è ai domiciliari» (Corriere p.17). Il presidente dell’Inps Tridico: «Dare l’assegno alla Saraceni è ripugnante». Mi pongo anch’io il problema, tuttavia la legge prevede che quella donna venga pagata anche se ha commesso crimini tanto gravi: se l’ente non provvedesse, verrebbe sanzionato. La soluzione è modificare le normative (Verità p.3).

Guede ottiene la semilibertà. «Ora voglio pensare alla laurea». Viterbo, l’unico condannato per l’omicidio Kercher considerato un «detenuto modello». I legali avevano chiesto l’affidamento ai servizi sociali, ma la richiesta è stata respinta (Corriere p.10).

Le bombe del 1993. L’indagine su Berlusconi spiegata (anche) a Renzi. Il leader di FI è stato indagato e prosciolto già due volte, ma ora ci sono le conversazioni in carcere del boss Graviano (Fatto p.8).

Dazi. Wto pronta a dare il via libera ai dazi Usa contro l’Europa. Le tariffe colpirebbero esportazioni Ue per 7,5 miliardi di dollari. Bruxelles prepara ritorsioni su 12 miliardi che però scatteranno solo nel 2020. L’agroalimentare italiano è il settore più a rischio (Sole p.17).

Pompeo a Roma. E oggi arriva a Roma il segretario di Stato americano Pompeo. Il pressing di Di Maio per frenare i dazi. Si punta sugli importatori Usa per sostenere la causa del made in Italy. In agenda anche il dialogo con Mattarella e Conte su Libia, Iran e i rapporti con Cina e Russia (Stampa p.5). Dazi Usa, conto pesante per l’Italia che punta sull’intervento di Pompeo. Il Wto all’Europa: 8 miliardi. La metà investirà i nostri prodotti (Corriere p.10). Dazi amari per la Coldiretti. Sempre favorevole alle barriere (proprie), ora scopre il lato oscuro del protezionismo (Foglio p.3).

Boccia. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia alla Stampa (p.5): “L’Italia non può cavarsela da sola. Più Europa, altrimenti la partita è persa. Ora una svolta per l’integrazione politica. Le imprese di Francia e Germania sono d’accordo. A dicembre faremo una trilaterale a Roma”.

Disoccupazione in calo è ai minimi dal 2011

Per l’Istat in agosto è scesa al 9,5%. Crescono gli occupati ma anche gli inattivi (Repubbblica p.24). La discesa dei disoccupati non è frutto di un aumento del numero degli occupati, ma dalla forte diminuzione delle persone in cerca di occupazione. -3,4%, pari a -87 mila unità nell’ultimo mese (Corriere p.29).

Petrolio, il principe saudita Bin Salman: «Il mondo fermi l’Iran o prezzi alle stelle». L’erede al trono: azione forte per scoraggiare Teheran o ci sarà un’escalation che metterà a rischio gli interessi mondiali (Messaggero p.18).

Austria. Kurz e la tentazione dei Verdi. La grande coalizione per il clima. Si lavora a un governo tra conservatori e ambientalisti: sarebbe il primo caso in Europa. Kurz: Avvierò colloqui con tutti i partiti disponibili, la mia priorità è rafforzare l’economia (Stampa p.8).

Cina show. Festa e parata a Tienanmen per i 70 anni della Repubblica. Xi più morbido con Hong Kong (Repubblica p.12). L’inchino di Xi a Mao per i 70 anni del comunismo. Il presidente cinese omaggia il padre della patria. Hong Kong blindata: si prepara a nuove dure proteste (Giornale p.13).

Brexit. Urla, discorsi, slogan e affondi: una serata con il premier Boris Johnson durante gli incontri riservati nella convention dei conservatori a Manchester. “Corbyn? Nello spazio. Brexit? Subito”. Parola di Boris. “Amici, mi dicono che dovrei moderare il mio linguaggio militare: voi che ne dite?”. “Nooooooo!” (Repubblica p.13).

Ucrainagate. Usa, non solo impechment, anche sesso, droga e corruzione nel Kiev-gate che affossa i sogni della famiglia Biden. Federico Rampini su Repubblica (p.15). Trump vuole incontrare la talpa dell’Ucraina-gate. I legali: «È in pericolo». Il presidente contro il teste e i dem: traditori. E Biden scrive alle tv: basta invitare Giuliani (Giornale p.12).