Lunedi sedici settembre

Buongiorno a tutti.

Buona lettura a tutti.

T 1 Pontida

A Pontida Salvini ottiene il perdono dei leghisti. “Torneremo a vincere”. Il leader cerca la rassicurazione di un legame sentimentale dopo la rottura di agosto: “I sette ministri ce li riprenderemo con gli interessi. Non mollerò”. Una sfida al nuovo governo ma anche un segnale di isolamento.

Nel discorso nessuna citazione per gli alleati, per Meloni e tanto meno per Berlusconi

Ai dirigenti locali chiede di arruolare i transfughi. La parola d’ordine: “Mai col Pd”

Repubblica p.2

Sul Pratone entusiasmo e rabbia. «Ladri. Ci hanno rubato in casa». Conte nel mirino dei militanti, confusi per le urne mancate: ma Matteo ha fatto bene. E tra il pubblico si riparla di Berlusconi. «Speriamo che non faccia il furbo»

Corriere p.3

«Il governo del popolo vincerà». Salvini accende la folla di Pontida. Opposizione con i referendum: legge elettorale e sicurezza. Bimba di Bibbiano sul palco

Lucia Borgonzoni, candidata star: non temo la sfida in Emilia-Romagna.

Corriere p.2

“Se toccano i decreti sicurezza referendum anche sui migranti” Dopo il proporzionale Salvini minaccia un’altra consultazione. Attacchi ai senatori a vita e niente scuse al capo dello Stato. Poi cita Giovanni Paolo II, Fallaci, Enzo Ferrari e pure Berlinguer

Repubblica p.4

La bimba di Bibbiano sul palco e la politica che non diventa adulta

Mario Ajello sul Messaggero a pagina 2

Insulti antisemiti contro Lerner Aggredito cronista di Repubblica

Solidarietà da Fnsi, Ordine dei giornalisti, partiti e sindacati. Zingaretti: “Fermiamo questa deriva”. Zaia: “L’ospitalità è sacra” Ma viene fischiato

Repubblica p.3

Calderoli: “Sconvenienti le offese al Quirinale ma Mattarella poteva dare l’incarico a noi”

Repubblica p.4

Croci, madonnine e bandiere tricolore Così il rituale padano diventa patriottico. Cambiano linguaggio e protagonisti del raduno: non si parla di secessionismo e spariscono i simboli russi

Alberto Mattioli sulla Stampa a pagina 9

Dal Papeete a Bibbiano chi usa i bambini

Repubbloca p.3

T 2 Patto civico

«Un patto civico perl’Umbria» DiMaio apre. E Zingaretti dice sì L’idea di un candidato e programma comuni.Il centrodestra attacca:mossa patetica

La proposta M5S «Un passo indietro delle forze politiche: sosteniamo la giunta ma senza entrarci»

Il segretario dem «Avanti con il confronto. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo»

Corriere p-5

Di Maio: “Patto civico per l’Umbria” Il leader 5S apre alla proposta Pd

Il voto regionale del 27 ottobre potrebbe scrivere un nuovo capitolo dell’alleanza governativa Zingaretti: “Avanti con il confronto”

Repubblica p.8

Di Maio e Zingaretti Prove d’intesa per le regionali Possibili accordi con candidati civici alla presidenza Il Dem: “La scissione? L’unità serve alla democrazia”

Stampa p.6

Il leader grillino e l’imprenditore hanno maturato l’idea di tenere fuori i partiti e puntare sui tecnici per le regionali La telefonata tra il grillino e Cucinelli Così è nata l’alleanza Pd-5S in Umbria. Non è escluso che il re del cashmere possa scendere in campo.

Fabio Martini sulla Stampa a pagina 7

“Se c’è un’intesa sui contenuti il candidato non sarà un ostacolo”

WALTER VERINI Il commissario Pd in Umbria: “Apertura positiva. Da tempo ci lavoriamo”

Salvini ha detto “ci prenderemo l’Umbria”, ma l’Umbria è solo degli umbri

Alessandro Di Matteo sulla Stampa a pagina 7

Fora, quel candidato della società civile che ora rischia di saltare

Repubblica p.8

Ilmanager coop,la sindaca eil sognoCucinelli IdeminsistonosuFora,vicinoalcardinaleBassetti.TraleipotesilaprimacittadinadiAssisi

Corriere p.5

Pierluigi Castagnetti(Pd) «Diamo del tempo ai Cinque Stelle Nessuna abiura»

I renziani La scissione concordata è una pia illusione: la conflittualità tra le due parti porta a danneggiare la coalizione fino a farla finire

Corriere p.6

Gianluigi Paragone (M5S) «Un bacio mortale Senza identità saremo schiacciati»

L’ipnosi Questa partita l’ha gestita BeppeGrillo.Il Movimento ormai è scisso: chi vive nel Palazzo è in uno stato di ipnosi

Corriere p.6

EQUAZIONE A DOPPIA INCOGNITA

Federico Geremicca sulla Stampa in prima.

T 3 Scissione

Da giorni si susseguono le voci sulla possibile nascita di gruppi autonomi dei renziani in Parlamento, che lascerebbero così il Partito democratico, restando nell’ambito del centrosinistra. Zingaretti: «Scissione fatto drammatico». Il Pd fa muro contro i piani di Renzi. L’appello di Franceschini: Matteo non farlo, questa è la tua casa. E cita il Talmud: costruiamo la nuova casa con i sassi che ci siamo tirati

Corriere p.8

Renzi accelera e vede Conte Nome in ballo “Italia del Sì”

Appelli all’unità e attacchi contro la scissione, ma il progetto accelera La formazione punta ad attrarre parlamentari di Forza Italia e +Europa

Carlo Bertini sulla Stampa a pagina 6

Pd, da Zingaretti a Franceschini appelli a Renzi: “Fermati Un errore la scissione” Il segretario: “Dividersi sarebbe gravissimo, l’Italia non capirebbe” Il ministro: “Non c’è separazione consensuale se spacchi un partito”

Costruisci la tua casa con i sassi che ti hanno gettato contro c’è scritto nel Talmud, ci dice Erri De Luca

Vale per noi e per i 5Stelle. Dobbiamo costruire una casa comune con le pietre che ci siamo tirati

Repubblica p.6

“Italia del sì”, Matteo brucia i tempi: «Subito i gruppi, farò una renzata»

«VEDRÒ CONTE E IL CAPO M5S: È UN’OPERAZIONE IN AMICIZIA, NON MINACCIA IL GOVERNO» NEL PARTITO L’IPOTESI GIACHETTI PRESIDENTE

Alberto Gentili sul Messaggero a pagina 8

Le ragioni dei renziani “Nuovi gruppi per guidare l’agenda di governo”

Repubblica p.6

Zanda “È un trauma, chi se ne va non pretenda l’assenso di chi resta”

Spero sia solo un brutto sogno, ma non si può continuare a rimanere nel limbo, a parlarne senza decidere in un senso o nell’altro

Repubblica p.7

T 4 Legge elettorale

La legge elettorale che divide

Idee diverse anche dentro glistessi partiti I fondatori del Pd contro il proporzionale Dubbi di FI e FdIsulreferendum leghista

Ceccanti: se pensiamo all’asse con i 5 Stelle è chiaro che non va bene il maggioritario

Corriere p.9

Il grande intrigo del proporzionale

Stefano Folli su Repubblica a pagina 23

«Maggioritario, FI decida» E la Lega tenta i delusi M5S

Coalizione alla prova del referendum Salvini: alleati con chi raccoglie le firme

Lo scouting del Carroccio al Senato con i grillini esclusi dal sottogoverno

Messaggero p.5

La sfida di Gentiloni: “Diritti e ambiente per far ripartire l’Europa” Il neo commissario all’Economia: la priorità è battere le diseguaglianze Sulla Web tax: serve un’azione globale, ma siamo pronti ad agire da soli

C’è un nuovo inizio europeo, non può essere imposto dall’alto ma condiviso dall’opinione pubblica

Sulle riforme europee il dialogo fra Parigi e Berlino è un fatto, ma l’Italia deve svolgere un suo ruolo

Von der Leyen vuole riprendere la via della crescita rendendola sostenibile sul piano sociale

Servono incentivi fiscali per un’Europa sostenibile: la sfida è difficile ma dev’essere un’ossessiva priorità

Non sarà facile arrivare alla revisione dell’accordo di Dublino, l’Italia può dare un contributo

L’Europa può essere una «superpotenza tranquilla» in grado di evitare una guerra fredda fra Cina e Usa

Maurizio Molinari sulla Stampa a pagina 2

T 5 Migranti

Lampedusa, cento arrivi in 24 ore L’hotspot oltre la capienza massima. Grandi(Unhcr): bisogna concentrarsisu cooperazione e solidarietà

Corriere p.11

Arrivi in aumento È la rotta dei barchini

Repubblica p.16

Sei «volenterosi» per distribuire i migranti nell’Ue prima deglisbarchi Negoziati per un’intesa al vertice di Malta

Francia e Germania Con il nuovo governo c’è disponibilità a collaborare (fino a modificare Dublino)

Rifugiati e non Italia e Malta chiedono che siano distribuiti tra tutti anche i migranti «economici»

● La Convenzione di Dublino (1990) è stata il primo accordo per stabilire regole europee sul diritto d’asilo. Prescriveva che a offrirlo fosse il Paese d’ingresso, principio ribadito nelle successive revisioni della carta (Dublino II, Dublino III).

Corriere p.11

Conte, pressing su Macron: «Ora la rotazione dei porti»

Mercoledì il premier chiederà al presidente francese di accettare pure i migranti economici

`Il nostro governo cerca la sponda di Parigi sulle sanzioni per i Paesi che non accolgono

Messaggero p.3

Migranti, la frenata delle Ong “Noi un esercito nato per sciogliersi” Le organizzazioni: nessuna corsa ai salvataggi dopo l’era dei porti chiusi, non vogliamo farci strumentalizzare Molte navi ferme per sequestro. Msf: “Saremo presenti, ma vogliamo lavorare con la Guardia costiera”

Repubblica p.16

Alessandra Ziniti su Repubblica a pagina 16

Come andare oltre Dublino, Il regolamento sui migranti può essere modificato tagliando fuori il blocco di Visegrad, come suggerisce Enrico Letta

Pietro Bartolo e Giuliano Pisapia su Repubblica a pagina 23

T 6 Attacco ai Pozzi

L’attacco al petrolio saudita Gli Usa minacciano l’Iran

Cresce la tensione dopo il raid con i droni sugli impianti-cardine della produzione dell’oro nero di Riad Ma Trump dice: pronto a vedere Rohuani

Repubblica p.15

AttaccoaipozziinArabia «Usaprontiaintervenire» A rischio l’incontroTrump-Rouhani.Teheran ambigua rilancia il dialogo

Corriere p. 12.

Missili,mine e il giallo dei droni Chisono i ribellisciiti dietro alraid Tentatividiincursioneavviatidatempo.Finoa«bucare»ladifesasaudita

Corriere p. 12.

Un’escalation farebbe salire anche il prezzo del barile

Corriere p.12

La guerra del petrolio. L’Iran dietro l’attacco ai pozzi sauditi.

Federico Rampini su Repubblica a pagina 22.

Domande e risposte

Ma ora la grande incognita sul prezzo del greggio Rischio quotazioni in salita

Eugenio Occorsio su Repubblica a pagina 15

Riad mobilita le riserve per evitare il caro-petrolio

Aramco ha dimezzato la produzione di greggio La Borsa saudita ha perso già il 3 per cento

Washington in soccorso dell’alleato: pronti a mettere sul mercato le scorte

Servono settimane per riattivare gli impianti Il greggio potrebbe salire a 70 dollari

Francesco Semprini sulla Stampa a pagina 10

T 7 Prof

«Ai prof100 euro in più al mese E niente cartellino peri presidi» Il ministro dell’Istruzione Fioramonti: cosìspenderò i2miliardi chiesti perla scuola

No agli aumenti di merito per i docenti, sarebbe come pagare i donatori di sangue

L’Invalsi resta non obbligatorio. Le tre buste per le prove orali? Vediamo

Corriere p.22

T 8 Messina Denaro

Il killer amico di Messina Denaro “Matteo hai perso, ora arrenditi” Parla il pentito Di Filippo: “Lo conoscevo bene, lui custodisce ancora i segreti delle stragi Tutta la sua famiglia è finita in carcere ed è sempre più isolato, prima o poi qualcuno lo tradirà”

Repubblica p.17

Salvo Palazzolo su Repubblica a pagina 17.

T 9 Bosso

Il dramma di Bosso “Non posso più suonare il pianoforte” Il musicista malato: “Soffro tantissimo, ho due dita che non rispondono bene Se mi renderò conto di non poter gestire un’orchestra smetterò di dirigere”

Repubblica p.18

Carlo Moretti su Repubblica a pagina 18.

T 10

ECONOMIA

Tagli di spesa, meno sgravi e lotta all’evasione fiscale: il governo cerca 15 miliardi

Messaggero p.8

1 tavolo

Furlan: ora c’è un solo tavolo per parlare con il governo Serve uno sforzo sulle tasse

Sul taglio del cuneo fiscale meglio alzare l’asticella In passato il Pd aveva proposto fino a 50 mila euro

Corrierre p.8

2 Autostrade

Atlantia, i Benetton decidono il futuro dei vertici Oggi i consigli della holding di famiglia Edizione e di Autostrade. Sul tavolo «non c’è la vendita»

Corriere p.17

Oggi cda della holding Edizione. Mion: “Valuteremo le iniziative, doverose e necessarie, a salvaguardia di credibilità, reputazione e buon nome degli azionisti” Benetton, resa dei conti con i manager A rischio l’ad di Atlantia Castellucci

La famiglia veneta é compatta: vuole recuperare la propria reputazione

“Atlantia non sta pensando a uno spin-off di Autostrade Non è sul tavolo”

Stampa p.4

Autostrade, Castellucci in bilico A rischio anche l’operazione Alitalia Oggi cda di Edizione, la holding dei Benetton che controlla Atlantia. Dopo le intercettazioni sul Morandi i principali soci vorrebbero un passo indietro dell’ad. Allarme Fs: il gruppo potrebbe sfilarsi dal salvataggio della compagnia

La società Aspi annuncia una nuova strategia di trasparenza: sarà possibile consultare tutti i documenti sulla gestione

Repubblica p.11

Goffredo De Marchis su Rep a pagina 11

Il dilemma dei Benetton Vogliono l’addio del manager ma sostituirlo è difficile

A maggio l’ad è stato riconfermato, ma oggi per la dinastia è in pericolo la reputazione

Repubblica p.11

Francesco Manacorda su Rep a pagina 11

Quel patto di ferro tra i dirigenti per truccare e nascondere le carte

Dall’inchiesta emergono ”rapporti privilegiati” con il Genio Civile e il tentativo di influenzarne le valutazioni

A 5 mesi dal crollo cancellati file e nascosti dossier agli inquirenti

Stampa p.5

Aspi: “Per la manutenzione abbiamo speso 5 volte Anas”. La replica: Falso, stessi investimenti.

Stampa p.4

3 Zhang

Calcio, moda e grandi marchi La missione italiana di Zhang Il fondatore del colosso Suning sbarca a Milano. Perla Champions e per affari

Corriere p.17

4 evasione dataroom

Lotta all’evasione: organici a meno 5.000 Milano in 5 anni ha recuperato 5,6 miliardi da grandi gruppi malgrado le carenze di personale, aggravate da quota 100. Processi a chi non paga tasse? Come per chi ruba pochi euro.

Milena Gabannnelli Corriere p.22

5 Affitti brevi

Affitto lungo in crisi nelle grandi città L’offerta si sposta sulle formule brevi

Le nuove tendenze delle locazioni

Mercato più sguarnito nelle aree turistiche, nei luoghi d’arte e nelle zone universitarie Gli alloggi disponibili restano tali per poco tempo: in media 2,9 mesi e a Milano 1,8

Sole p.3

La web tax globale resta un miraggio ma big sotto assedio

Caccia grossa ai profitti nella rete

Tra accordi giudiziari e nuovi prelievi locali si moltiplicano le iniziative in ordine sparso Dai fiscalisti internazionali l’ipotesi di una tassazione sulle multinazionali, non solo digitali

Sole p.5

Alessandro Galimberti sul Sole a pagina 5

«Partenza nel 2020 applicando subito l’Iva»

FRANCESCO BOCCIA ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e primo ideatore della web tax

Sole p.5

Alessandro Galimberti sul Sole a pagina 5

ESTERI

1 Israele

Referendum su Bibi

Israele non èarischio, la democrazia è forte Qui non c’è spazio per un altro Mussolini

Se Bibi ha attaccato la giustizia è stato per i suoi processi. Non demolirà la democrazia

Benny Morris, 70 anni, è uno dei più influenti storici israeliani. La sua opera più importante è «Vittime» (Rizzoli). È docente di storia al dipartimento di Studi medioorientali alla «Università Ben Gurion del Negev»

Corriere p.13

Il voto di domani è soprattutto un giudizio sul premier israeliano più longevo. Gli interventi dello storico Benny Morris e dello scrittore Eshkol Nevo

Vedo un pericolo di deriva oscurantista La posta in gioco va oltre Netanyahu

Eshkol Nevo, 48 anni, è uno scrittore israeliano, nipote di Levi Eshkol che fu il terzo primo ministro di Israele.Oggi insegna scrittura creativa. Il suo ultimo libro è Tre piani (Neri Pozza) che Nanni Moretti sta adattando per il cinema

Corriere p.13

Gantz spinge Netanyahu a destra Duello all’ultimo voto per Israele

Il premier riunisce il governo nella Valle del Giordano. L’incognita del piano di pace Usa sulle elezioni di domani

Giordano Stabile sulla Stampa a pagina 11

2 Usula

L’intervento della presidente della Commissione Ue “Difendo lo stile di vita europeo Una scelta basata sui diritti”

I valori sanciti nel nostro Trattato sono le fondamenta che ci garantiscono la libertà di cui godiamo oggi, dopo grandi sacrifici

Per questo “the European way of life” è uno dei sei principi guida della mia politica che ha avuto il sostegno del Parlamento europeo

Repubblica p.13

Ursula von der Leyen su Repubblica a pagina 13

3 Tunisia

Tunisi premia il professore e il re della tv Vince a sorpresa il docente di diritto Kaïs Saïed Ballottaggio per la presidenza con Nabil Karoui

Repubblica p.14

Il giurista e il tycoon in Tunisia la sfida è tra i candidati laici `Il voto sconvolge il quadro politico del Paese nordafricano: ballottaggio tra il professore Saied e l’imprenditore televisivo Karoui, ora agli arresti

Messaggero p.10

Affluenza alle urne di appena il 20% per scegliere il nuovo presidente

Stampa p.17

4

IDEE COMMENTI EDITORIALI

L’inganno dei fascisti gentili

Mateusz Mazzini su Repubblica a pagina 22

Chi sbaglia alla Rai

L’impianto dell’informazione è rimasto agli schemi degli anni Settanta, come se fosse un latifondo da lottizzare

Stefano Balassone su Repubblica a pagina 23

COSÌ LA FORZA DELLA MAGNA CARTA HA FERMATO BORIS JOHNSON

Caterina Soffici sulla Stampa a pagina 25

La solitudine del sovranista che ora cerca i vecchi alleati

Alessandro Campi sul Messaggero a pagina 18.

GIUSTIZIA

1 csm

Csm, Di Matteo: «Le correnti? Sono metodi mafiosi»

Corriere p.23

www.nonsprecare.it

Di Matteo: “In magistratura vince il metodo mafioso”

Il pm antimafia candidato per un seggio vacante al Csm “Basta correnti”

Repubblica p.17

Liana Milella su repubblica a pagina 17

2 diabolik

Patto con i clan, e Piscitelli entrò nel business droga

`Il controllo dello spaccio a Ponte Milvio con la benedizione del camorrista Senese

`Il tentativo di “scalata” alla Lazio: minacce a Lotito per conto di un gruppo ungherese

Camilla Mozzetti e Giuseppe Scarpa sul Messaggero a pagina 13

3

LETTURE

1

Il ragazzo dalle treccine blu

Scampia, le regole e le ragioni della preside che non lo fa entrare

Repubblica p.19

“Da Pep a Sarri la Champions degli strateghi”. Ripartono le coppe, la parola ad Arrigo Sacchi, l’ex tecnico del Milan. Gli allenatori tattici puntano a sfruttare le opportunità concesse, gli strateghi le creano. La Juve ha dato una spallata al passato serve pazienza. Guardiola è sinfonia gioia musicalità. Conte tra i migliori ma deve avere più coraggio. Tifo Atalanta, amo gli eroi del calcio.

Intervista a Arrigo Sacchi sulla Stampa a pagina 32

La memoria e la storia divise dal Male Come può un evento come l’Olocausto passare da esperienza personale a ricordo collettivo? E a che prezzo? Con quali rimozioni? Politica e riflessione sul passato nel saggio di Walter Barberis

Quando dimenticare sembrava una risorsa civile per uscire da un’epoca maledetta, Primo Levi affidò alla scrittura la riflessione

La documentazione della tragedia porta i carnefici a cercare una conciliazione con le loro vittime Ma chi ha l’autorità di perdonare?

Ezio Mauro su Repubblica a pagina 24

“Prezzi e clima: il miele si compra all’estero L’Argentina in crisi minaccia tutto il settore”

ALESSANDRO AMBROSOLI Il presidente dell’azienda comasca: “Il governo ci tuteli a Bruxelles: servono regole uguali per tutti sulle etichettature”

In Italia produzione insufficiente anche per effetto del cambiamento climatico

Evitiamo la Cina: qualità non all’altezza Ma solo il nostro Paese obbliga a indicare l’origine esatta

Non abbiamo linee di miele biologico: non dà più qualità Impossibile che le api rispettino i parametri

Gabriele De Stefani sulla Stampa a pagina 22

Racconta Alessandro Ambrosoli, 86 anni, che un pomeriggio due dipendenti litigarono e uno se ne andò perché era così arrabbiato che non ci pensava neanche di rimanere al lavoro: «E sa cos’ho fatto io a quel punto? Ero talmente dispiaciuto e infastidito che me ne sono andato anch’io, perché a me piace che qui si lavori in armonia». Qui significa a Ronago, provincia di Como, 1.800 abitanti a un passo dal confine svizzero, dove nel 1923 il capostipite Giovan Battista fondò l’azienda-icona del miele italiano. E l’episodio citato dall’attuale presidente, ultimo degli otto figli di Giovan Battista, rivela lo spirito di un’impresa ancora molto legata alle tradizioni, nella gestione e nello spirito. Successioni familiari al timone e nella proprietà, un direttore (Luca Torri) che è in azienda da 30 anni, dopo che il padre a sua volta ci aveva passato una vita. Difficile scattare una fotografia ad Ambrosoli, ma immagini delle origini ce ne sono appese a tutte le pareti: dai furgoncini per le consegne di miele degli anni Trenta ai primi alveari che precedettero il battesimo ufficiale dell’impresa. Tempi in cui si viaggiava con latte da 30 chili acquistate in Svizzera e ancora si produceva, mentre ora Ambrosoli si occupa solo di miscela e commercializzazione. Di miele, naturalmente. Ma anche di caramelle, che valgono quasi la metà dei 26 milioni di euro di fatturato del 2018 (una sessantina i dipendenti). Il miele è destinato tutto al mercato italiano, all’estero si vendono solo caramelle per circa 2,5 milioni di euro all’anno negli Stati Uniti. Ambrosoli, come sta il vostro settore in Italia? «In generale direi bene. I consumi, contando sia il miele per consumo diretto che quello usato come ingrediente in torte o altri prodotti, sono attorno ai 400 grammi pro capite all’anno: lontani da Paesi come la Germania dove si superailchiloemezzo, main costante crescita, seppur lieve. Sul fronte dei prezzi l’andamento è simile: sono sostanzialmente stabili, ma nel medio-lungo periodo la curva è al rialzo. Questa non è un’annata facile perché il clima e l’inquinamento stanno penalizzando parecchio la produzione italiana, ma del resto il mercato è globale e anche noi ci rivolgiamo all’estero per la maggior parte dei nostri acquisti, con un obiettivo del 60% per quest’anno. Senza rinunciare alla qualità, perché miele di alto livello se ne trova in molti Paesi. E, tra l’altro, l’Italia purtroppo non ne produce abbastanza per coprire il suo fabbisogno (nel nostro Paese ci sono circa 45mila apicoltori, due terzi dei quali sono amatori chelavorano perautoconsumo,ndr)». In quali Paesi comprate? E quali sono le differenze di prezzo? «Metà dei nostri acquisti all’estero è in Argentina, seguita dall’Ungheria. Ripeto, in Italia si fa ottimo miele ma è sbagliato associare l’idea di estero a quella di qualità inferiore. Quanto ai prezzi, quello italiano ci costa circa 5 euro al chilo, mentre in Argentina ne spendiamo al massimo 3. Noi preferiamo non acquistare sul mercato cinese, ma in quel caso si compra anche a meno di2euroalchilo». Non a caso quasi metà delle importazioni europee arriva proprio dalla Cina. «Sì, la ragione è strettamente di costo. Ma la qualità in cui ci siamo imbattuti su quel mercato per noi non è soddisfacente». L’Argentina, vostro primo fornitore, è alle prese con nuove difficoltà, con l’ennesimo rischio default. «È uno scenario che preoccupanoietutto ilsettore.Selasituazione in Argentina dovesse ulteriormente peggiorare, i prezzi aumenterebbero e non solo su quel mercato: inevitabilmenteancheneglialtriPaesi la dinamica sarebbe al rialzo. Speriamo di scongiurare il rischio, così come finora non siamo stati toccati dalla guerradei dazi». Dal governo gialloverde a quello giallorosso, l’agenda economica è cambiata, almeno nelle intenzioni: da quota 100 e flat tax, alla riduzione del cuneo fiscale e all’economia verde. Cosa chiede alla politica un’azienda come la vostra? «Grazie a quota 100 abbiamo avuto diversi pensionamenti e questo ci ha costretto allo sforzo di anticipare un ricambio generazionale che immaginavamo sarebbe arrivato più tardi. La chiave del nostro lavoro sta nella miscela di tipi di miele diversi e dunque non lo si impara a scuola: serve tempo per formare i nuovi sul campo, cioè in reparto. Detto questo, noi avremmo bisogno di un governo che snellisse la burocraziaeche ciaiutassead avere pari condizioni con gli altri Paesi sul tema dell’etichettatura. In Italia, giustamente, su un vasetto di miele bisogna scrivere con esattezza da dove proviene; nel resto dell’areaUe,èsufficienteindicare se il prodotto arriva da dentro o fuori Europa. In questo modo il consumatore non distingue, ad esempio nel nostrocaso, un miele di alta qualità come quello argentino da quellocinese». A proposito dei gusti dei consumatori, la vostra azienda non ha linee di prodotti biologici. Una scelta in controtendenza. «Noi riteniamo di offrire già un prodotto di alta qualità. E le faccio un esempio. Le api si muovono nel raggio di tre chilometri dagli alveari. Bene, com’è possibile controllare che non entrino in contatto con antibiotici e varie colture abbeverandosi in giro? Insomma, abbiamo il massimo rispetto del mondo del biologico, ma riteniamo di poter garantire alta qualità e serietà con le nostre linee tradizionali».

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E per soddisfare chi ancora non è ancora pronto per l’acquisto c’è Yescapa, la piattaforma francese di camper sharing con più di 6.500 veicoli disponibili in tutt’Europa. e quasi 300mila utenti registrati (di cui 10milain Italia). Un modo facile ed economico per avvicinarsi a questo mondo e vivere appieno l’avventura.

Propaganda live

La cosa che continua a piacermi di più di «Propaganda live» sono i contributi video di Diego Bianchi: uno sguardo tagliente sulla realtà, capace di usare l’ironia (anche quella involontaria che si crea in molte situazioni) come arma di lettura delle mille contraddizioni della politica e della società italiana. L’altra sera, per celebrare il ritorno in video della nuova stagione del programma, l’attenzione non poteva che essere riservata alla crisi di governo ferragostana, con i suoi risvolti balneari e parlamentari (venerdì, La7, 21.15). Dalla visita di Salvini a un lido affollato, in un tripudio di selfie e bacioni, fino al primo discorso di Conte in Senato, Bianchi ha messo insieme un «video-diario» della crisi che era al contempo una sottile analisi politica e un variegato bestiario umano.Nel tempo, Zoro e la sua squadra hanno costruito intorno ai suoi surreali «documentari», genere con cui aveva mosso i primi passi sul web, una formula più televisiva, aggiungendo ed espandendo sempre di più le parti di talk show in studio, lanciando personaggi (da Makkox ad Andrea Pennacchi) e trovando una propria cifra stilistica, unica nel panorama tv, il cui unico limite è peccare talvolta di eccessiva autoreferenzialità. Per apprezzare appieno «Propaganda live» bisogna esserne accoliti, avere familiarità con i suoi riti e i suoi volti, con una certa idea di romanità. Questo garantisce senz’altro una comunità di ascoltatori fedele e attivissima sui social, ma forse limita il potenziale di parlare anche al di là di essa, di essere veramente mainstream. Bisogna dire che «Propaganda» ha trovato una perfetta cornice di coerenza, creando un circuito virtuoso con gli altri appuntamenti d’informazione di La7, soprattutto quelli che ruotano intorno al direttore Mentana. In quale altro programma, in quale altro canale si potrebbe ironizzare sulle ferie d’agosto dell’inviato Paolo Celata?

Il denaro costa meno I vecchi mutui sulla casa si possono rottamare Nei primi 6 messi del 2019 boom di richieste di surroga Ma i benefici maggiori sono per i prestiti a tasso fisso

Su un ventennale da 100 mila euro possibile risparmio di 40/60 euro al mese

Boom di richieste di surroghe per i mutui. I tassi d’interesse dei finanziamenti per la casa sono andati a picco durante i mesi di luglio e agosto e hanno così risvegliato l’interesse di molte famiglie per una rinegoziazione del proprio finanziamento. Le nuove misure sul costo del denaro, annunciate la settimana scorsa dalla Banca centrale europea (Bce), potrebbero accelerare ancora di più la corsa alla rottamazione del vecchio mutuo. Intanto oggi, per la prima volta, l’intero arco di migliori offerte, dal variabile al fisso e fino alle durate più lunghe, si muove sotto la soglia dell’1%. E così, come rileva l’Osservatorio MutuiOnline, dopo la progressiva riduzione dei flussi di surroghe registrata a partire dalla seconda metà del 2018, quest’estate, la richiesta di rottamazioni è schizzata al 61,6% del totale, dal 38,3% del secondo trimestre. I benefici riguardano però principalmente i prestiti a tasso fisso. Durante la pausa estiva l’Eurirs, il parametro cui sono ancorati i tassi fissi, ha registrato una fiammata in negativo. L’andamento è stato spinto proprio dalle aspettative su nuove manovre espansive in arrivo dalla Bce. Il mercato ha anticipato le dichiarazioni arrivate giovedì scorso da Mario Draghi, numero uno della Banca centrale europea, e ha premuto all’ingiù l’Eurirs. Così nell’ultimo mese, questo valore (su durate a 10 anni) è precipitato sotto zero a quota -0,12%. Per fare un confronto, a inizio anno l’Eurirs si muoveva in area 1%. Vuol dire il ribasso è stato di quasi un punto percentuale. Il risultato è che oggi, le proposte più vantaggiose sul mercato per un mutuo a tasso fisso a 20 anni oscillano tra lo 0,50% e lo 0,60%. «Sono livelli record, quasi irreali – commenta Anedda, direttore marketing di MutuiOnline -. In pratica, chi sottoscrive un mutuo oggi a tasso fisso, pagherà soltanto gli interessi dello spread alla banca, e niente altro». Quant’è quindi il risparmio in euro per chi vuole surrogare la rata del suo mutuo? Rinegoziare il finanziamento sottoscritto anche solo poco più di un anno fa, porta a un taglio sul tasso da pagare che è di circa un punto percentuale. Facendo i conti su un mutuo di durata ventennale e dell’importo di 100mila euro, si arriva a un risparmio sulla rata mensile di circa 40-60 euro. Vuol dire portare il pagamento periodico dai 500 euro di prima ai circa 460-440 successivi alla rottamazione. «E’ un miglioramento che vale una rata all’anno, vale a dire che ogni anno non si paga la prima rata» dice Anedda. Va detto che tassi così ridotti non sempre portano un beneficio. Sono esclusi dai tagli quei mutui con durate o importi residui molto contenuti o con differenziali di tasso poco rilevanti. E’ quindi probabile che una parte anche rilevante della nuova domanda di surroghe possa non essere accolta dalle banche e quindi non trasformarsi in erogazioni effettive. Molto conveniente è, in questa fase, anche il tasso variabile che però non è cambiato molto durante l’estate. Questo perché era già sceso parecchio negli ultimi anni, arrivando ai minimi storici. Le proposte migliori per il tasso variabile sul mercato oggi si muovono intorno allo 0,50% con picchi allo 0,21%. Se quindi, nel passato, il tasso variabile era più vantaggioso, oggi i due saggi si equivalgono e dunque gli incentivi per la scelta del variabile, che costa meno ma è più rischioso perché può salire nel corso degli anni, sono pochi. Lo hanno capito le famiglie che continuano a correre verso il tasso fisso. Secondo l’Osservatorio MutuiOnline, la quota coperta dalle richieste a tasso fisso è salita nel trimestre a luglio all’88,4% dall’83% dei tre mesi precedenti. La preferenza per il tasso fisso viaggia ormai sui massimi assoluti ed è facile che salga ancora nel corso dei prossimi mesi.

Con la facciata termoattiva l’edificio dice addio alla caldaia

Efficienza energetica. Assieme al tradizionale isolamento, l’acqua che scorre in un sistema di serpentine aiuta a regolare la temperatura interna sfruttando la massa dei muri esistenti

Un brevetto che scommette sull’applicazione di una facciata termoattiva, cioè su un sistema capace di attivare sotto l’aspetto termico la massa di un edificio esistente e di spostare il focus del progetto dal riscaldamento e raffreddamento dei volumi interni di aria allo sfruttamento della naturale inerzia termica della struttura. Muri e pareti diventano, in sostanza, innovativi sistemi di accumulo naturale del caldo e del freddo. La tecnologia è stata messa a punto dallo studiodbm di Sesto San Giovanni e, fra le applicazioni più note, verrà impiegata per la riqualificazione di alcuni edifici pubblici del Comune di Certosa di Pavia, fra cui il municipio e alcune scuole e ambulatori medici. L’intervento, che sarà realizzato in project financing e senza oneri finanziari per l’amministrazione dalla Esco Samso (vincitrice di un bando da 1,8 milioni), consentirà in particolare di trasformare l’attuale palazzo del Comune in un edificio Nzeb (consumo energetico pari quasi a zero, ndr). La facciata termoattiva si compone di diversi elementi. Cuore dell’innovazione è lo speciale termointonaco, a base cementizia e ad alta resistenza meccanica, sviluppato secondo una formula brevettata e per conto di studiodbm dalla società Cugini di Bergamo. La miscela ha la capacità di mantenere una temperatura controllata fra i 25 e i 30 gradi e fa da barriera alle dispersioni. Oltre a ricevere apporti solari diretti, viene “ pilotata” termicamente da un sistema di serpentine – in cui circola acqua calda o fredda a seconda delle necessità – che sono posate sotto l’intonaco stesso, sulle pareti perimetrali del fabbricato. Tutto viene regolato dall’energia rinnovabile di un impianto solare termico e da un sistema domotico, che controlla in modo costante la temperatura interna ed esterna del fabbricato. L’insieme così integrato riesce ad “attivare” la massa termica dei muri (cioè a sfruttarne le caratteristiche di accumulo). L’edificio è, infine, ricoperto da uno strato isolante. «Il principio di attivazione termica delle masse dell’edificio – racconta l’architetto Gianpaolo Di Giovanni, dello studiodbm – è noto da tempo alla letteratura tecnica, ma fino a oggi è stato applicato sono nelle nuove costruzioni e mai sfruttato davvero nelle ristrutturazioni dell’esistente. Tuttavia, il patrimonio edilizio italiano è costituito da circa 12 milioni di edifici, che per la maggior parte hanno prestazioni energetiche scadenti se non versano addirittura in uno stato di evidente degrado. La nostra idea è stata quella di trovare una soluzione di facile applicazione proprio per una parte di questi immobili». La termofacciata è stata già testata con successo e studiata nel caso pilota di un edificio residenziale ristrutturato a Paderno Dugnano (Mi) ed ora sarà implementata non solo nel Comune di Certosa, ma anche a Monza, su un edificio scolastico. Insieme all’Università di Bergamo, è inoltre in corso uno studio che sta valutando la possibilità di armare l’intonaco con gli spessori necessari a un rafforzamento dell’immobile anche in funzione antisismica. «Non tutti gli immobili sono adatti a questo tipo di tecnologia – prosegue Di Giovanni –. Più la muratura dell’immobile preesistente è massiva, più il risultato che si ottiene sarà efficiente. Per questa ragione, sono particolarmente adatti alla riqualificazione con questa tecnologia gli edifici con struttura in cemento. Un po’ meno, ma ugualmente performante con il mattone pieno. Un po’ meno ancora con il forato. Con il legno o se un edificio è isolato, inutile applicare questa tecnologia. Idem per le facciate storiche: ma in questo caso la ragione è la difficoltà di riprodurre forme e decori originari». I risultati possono portare a notevoli miglioramenti energetici. A fronte di un intervento di isolamento con un cappotto tradizionale, la spesa passa da 55/60 euro a 110-120 euro al mq senza considerare l’impianto solare, che non può essere prezzato se non sulla effettiva superficie/esposizione dell’edificio. «Il ritorno di questo investimento – dice Pineta – è calcolato in 6-7 anni contro i 13 circa di un cappotto tradizionale. Si può arrivare ad abbattere anche a zero i consumi dell’edificio, fino ad eliminare la stessa caldaia. Anche in termini di comfort interno la tecnologia consente il raggiungimento di un risultato ottimale e l’immobile acquista valore». «Nella maggior parte dei comuni gli immobili pubblici sono poco efficienti dal punto di vista delle prestazioni energetiche – aggiunge Igor Bovo, amministratore delegato di Samso – con grandi sprechi e dispersioni, e inevitabili ricadute sulle casse dell’amministrazione pubblica. Grazie all’intervento che metteremo in campo, Certosa di Pavia diventerà un paese più green, abbatteremo i consumi aumentando il comfort generale di questi edifici ad uso pubblico e miglioreremo la qualità dell’aria, prevediamo infatti di ridurre grandi quantità di Co2 immessa in atmosfera, circa 350 mila kg all’anno».

Buongiorno a tutti.

Buona lettura a tutti.

T 1 Pontida

A Pontida Salvini ottiene il perdono dei leghisti. “Torneremo a vincere”. Il leader cerca la rassicurazione di un legame sentimentale dopo la rottura di agosto: “I sette ministri ce li riprenderemo con gli interessi. Non mollerò”. Una sfida al nuovo governo ma anche un segnale di isolamento.

Nel discorso nessuna citazione per gli alleati, per Meloni e tanto meno per Berlusconi

Ai dirigenti locali chiede di arruolare i transfughi. La parola d’ordine: “Mai col Pd”

Repubblica p.2

Sul Pratone entusiasmo e rabbia. «Ladri. Ci hanno rubato in casa». Conte nel mirino dei militanti, confusi per le urne mancate: ma Matteo ha fatto bene. E tra il pubblico si riparla di Berlusconi. «Speriamo che non faccia il furbo»

Corriere p.3

«Il governo del popolo vincerà». Salvini accende la folla di Pontida. Opposizione con i referendum: legge elettorale e sicurezza. Bimba di Bibbiano sul palco

Lucia Borgonzoni, candidata star: non temo la sfida in Emilia-Romagna.

Corriere p.2

“Se toccano i decreti sicurezza referendum anche sui migranti” Dopo il proporzionale Salvini minaccia un’altra consultazione. Attacchi ai senatori a vita e niente scuse al capo dello Stato. Poi cita Giovanni Paolo II, Fallaci, Enzo Ferrari e pure Berlinguer

Repubblica p.4

La bimba di Bibbiano sul palco e la politica che non diventa adulta

Mario Ajello sul Messaggero a pagina 2

Insulti antisemiti contro Lerner Aggredito cronista di Repubblica

Solidarietà da Fnsi, Ordine dei giornalisti, partiti e sindacati. Zingaretti: “Fermiamo questa deriva”. Zaia: “L’ospitalità è sacra” Ma viene fischiato

Repubblica p.3

Calderoli: “Sconvenienti le offese al Quirinale ma Mattarella poteva dare l’incarico a noi”

Repubblica p.4

Croci, madonnine e bandiere tricolore Così il rituale padano diventa patriottico. Cambiano linguaggio e protagonisti del raduno: non si parla di secessionismo e spariscono i simboli russi

Alberto Mattioli sulla Stampa a pagina 9

Dal Papeete a Bibbiano chi usa i bambini

Repubbloca p.3

T 2 Patto civico

«Un patto civico perl’Umbria» DiMaio apre. E Zingaretti dice sì L’idea di un candidato e programma comuni.Il centrodestra attacca:mossa patetica

La proposta M5S «Un passo indietro delle forze politiche: sosteniamo la giunta ma senza entrarci»

Il segretario dem «Avanti con il confronto. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo»

Corriere p-5

Di Maio: “Patto civico per l’Umbria” Il leader 5S apre alla proposta Pd

Il voto regionale del 27 ottobre potrebbe scrivere un nuovo capitolo dell’alleanza governativa Zingaretti: “Avanti con il confronto”

Repubblica p.8

Di Maio e Zingaretti Prove d’intesa per le regionali Possibili accordi con candidati civici alla presidenza Il Dem: “La scissione? L’unità serve alla democrazia”

Stampa p.6

Il leader grillino e l’imprenditore hanno maturato l’idea di tenere fuori i partiti e puntare sui tecnici per le regionali La telefonata tra il grillino e Cucinelli Così è nata l’alleanza Pd-5S in Umbria. Non è escluso che il re del cashmere possa scendere in campo.

Fabio Martini sulla Stampa a pagina 7

“Se c’è un’intesa sui contenuti il candidato non sarà un ostacolo”

WALTER VERINI Il commissario Pd in Umbria: “Apertura positiva. Da tempo ci lavoriamo”

Salvini ha detto “ci prenderemo l’Umbria”, ma l’Umbria è solo degli umbri

Alessandro Di Matteo sulla Stampa a pagina 7

Fora, quel candidato della società civile che ora rischia di saltare

Repubblica p.8

Ilmanager coop,la sindaca eil sognoCucinelli IdeminsistonosuFora,vicinoalcardinaleBassetti.TraleipotesilaprimacittadinadiAssisi

Corriere p.5

Pierluigi Castagnetti(Pd) «Diamo del tempo ai Cinque Stelle Nessuna abiura»

I renziani La scissione concordata è una pia illusione: la conflittualità tra le due parti porta a danneggiare la coalizione fino a farla finire

Corriere p.6

Gianluigi Paragone (M5S) «Un bacio mortale Senza identità saremo schiacciati»

L’ipnosi Questa partita l’ha gestita BeppeGrillo.Il Movimento ormai è scisso: chi vive nel Palazzo è in uno stato di ipnosi

Corriere p.6

EQUAZIONE A DOPPIA INCOGNITA

Federico Geremicca sulla Stampa in prima.

T 3 Scissione

Da giorni si susseguono le voci sulla possibile nascita di gruppi autonomi dei renziani in Parlamento, che lascerebbero così il Partito democratico, restando nell’ambito del centrosinistra. Zingaretti: «Scissione fatto drammatico». Il Pd fa muro contro i piani di Renzi. L’appello di Franceschini: Matteo non farlo, questa è la tua casa. E cita il Talmud: costruiamo la nuova casa con i sassi che ci siamo tirati

Corriere p.8

Renzi accelera e vede Conte Nome in ballo “Italia del Sì”

Appelli all’unità e attacchi contro la scissione, ma il progetto accelera La formazione punta ad attrarre parlamentari di Forza Italia e +Europa

Carlo Bertini sulla Stampa a pagina 6

Pd, da Zingaretti a Franceschini appelli a Renzi: “Fermati Un errore la scissione” Il segretario: “Dividersi sarebbe gravissimo, l’Italia non capirebbe” Il ministro: “Non c’è separazione consensuale se spacchi un partito”

Costruisci la tua casa con i sassi che ti hanno gettato contro c’è scritto nel Talmud, ci dice Erri De Luca

Vale per noi e per i 5Stelle. Dobbiamo costruire una casa comune con le pietre che ci siamo tirati

Repubblica p.6

“Italia del sì”, Matteo brucia i tempi: «Subito i gruppi, farò una renzata»

«VEDRÒ CONTE E IL CAPO M5S: È UN’OPERAZIONE IN AMICIZIA, NON MINACCIA IL GOVERNO» NEL PARTITO L’IPOTESI GIACHETTI PRESIDENTE

Alberto Gentili sul Messaggero a pagina 8

Le ragioni dei renziani “Nuovi gruppi per guidare l’agenda di governo”

Repubblica p.6

Zanda “È un trauma, chi se ne va non pretenda l’assenso di chi resta”

Spero sia solo un brutto sogno, ma non si può continuare a rimanere nel limbo, a parlarne senza decidere in un senso o nell’altro

Repubblica p.7

T 4 Legge elettorale

La legge elettorale che divide

Idee diverse anche dentro glistessi partiti I fondatori del Pd contro il proporzionale Dubbi di FI e FdIsulreferendum leghista

Ceccanti: se pensiamo all’asse con i 5 Stelle è chiaro che non va bene il maggioritario

Corriere p.9

Il grande intrigo del proporzionale

Stefano Folli su Repubblica a pagina 23

«Maggioritario, FI decida» E la Lega tenta i delusi M5S

Coalizione alla prova del referendum Salvini: alleati con chi raccoglie le firme

Lo scouting del Carroccio al Senato con i grillini esclusi dal sottogoverno

Messaggero p.5

La sfida di Gentiloni: “Diritti e ambiente per far ripartire l’Europa” Il neo commissario all’Economia: la priorità è battere le diseguaglianze Sulla Web tax: serve un’azione globale, ma siamo pronti ad agire da soli

C’è un nuovo inizio europeo, non può essere imposto dall’alto ma condiviso dall’opinione pubblica

Sulle riforme europee il dialogo fra Parigi e Berlino è un fatto, ma l’Italia deve svolgere un suo ruolo

Von der Leyen vuole riprendere la via della crescita rendendola sostenibile sul piano sociale

Servono incentivi fiscali per un’Europa sostenibile: la sfida è difficile ma dev’essere un’ossessiva priorità

Non sarà facile arrivare alla revisione dell’accordo di Dublino, l’Italia può dare un contributo

L’Europa può essere una «superpotenza tranquilla» in grado di evitare una guerra fredda fra Cina e Usa

Maurizio Molinari sulla Stampa a pagina 2

T 5 Migranti

Lampedusa, cento arrivi in 24 ore L’hotspot oltre la capienza massima. Grandi(Unhcr): bisogna concentrarsisu cooperazione e solidarietà

Corriere p.11

Arrivi in aumento È la rotta dei barchini

Repubblica p.16

Sei «volenterosi» per distribuire i migranti nell’Ue prima deglisbarchi Negoziati per un’intesa al vertice di Malta

Francia e Germania Con il nuovo governo c’è disponibilità a collaborare (fino a modificare Dublino)

Rifugiati e non Italia e Malta chiedono che siano distribuiti tra tutti anche i migranti «economici»

● La Convenzione di Dublino (1990) è stata il primo accordo per stabilire regole europee sul diritto d’asilo. Prescriveva che a offrirlo fosse il Paese d’ingresso, principio ribadito nelle successive revisioni della carta (Dublino II, Dublino III).

Corriere p.11

Conte, pressing su Macron: «Ora la rotazione dei porti»

Mercoledì il premier chiederà al presidente francese di accettare pure i migranti economici

`Il nostro governo cerca la sponda di Parigi sulle sanzioni per i Paesi che non accolgono

Messaggero p.3

Migranti, la frenata delle Ong “Noi un esercito nato per sciogliersi” Le organizzazioni: nessuna corsa ai salvataggi dopo l’era dei porti chiusi, non vogliamo farci strumentalizzare Molte navi ferme per sequestro. Msf: “Saremo presenti, ma vogliamo lavorare con la Guardia costiera”

Repubblica p.16

Alessandra Ziniti su Repubblica a pagina 16

Come andare oltre Dublino, Il regolamento sui migranti può essere modificato tagliando fuori il blocco di Visegrad, come suggerisce Enrico Letta

Pietro Bartolo e Giuliano Pisapia su Repubblica a pagina 23

T 6 Attacco ai Pozzi

L’attacco al petrolio saudita Gli Usa minacciano l’Iran

Cresce la tensione dopo il raid con i droni sugli impianti-cardine della produzione dell’oro nero di Riad Ma Trump dice: pronto a vedere Rohuani

Repubblica p.15

AttaccoaipozziinArabia «Usaprontiaintervenire» A rischio l’incontroTrump-Rouhani.Teheran ambigua rilancia il dialogo

Corriere p. 12.

Missili,mine e il giallo dei droni Chisono i ribellisciiti dietro alraid Tentatividiincursioneavviatidatempo.Finoa«bucare»ladifesasaudita

Corriere p. 12.

Un’escalation farebbe salire anche il prezzo del barile

Corriere p.12

La guerra del petrolio. L’Iran dietro l’attacco ai pozzi sauditi.

Federico Rampini su Repubblica a pagina 22.

Domande e risposte

Ma ora la grande incognita sul prezzo del greggio Rischio quotazioni in salita

Eugenio Occorsio su Repubblica a pagina 15

Riad mobilita le riserve per evitare il caro-petrolio

Aramco ha dimezzato la produzione di greggio La Borsa saudita ha perso già il 3 per cento

Washington in soccorso dell’alleato: pronti a mettere sul mercato le scorte

Servono settimane per riattivare gli impianti Il greggio potrebbe salire a 70 dollari

Francesco Semprini sulla Stampa a pagina 10

T 7 Prof

«Ai prof100 euro in più al mese E niente cartellino peri presidi» Il ministro dell’Istruzione Fioramonti: cosìspenderò i2miliardi chiesti perla scuola

No agli aumenti di merito per i docenti, sarebbe come pagare i donatori di sangue

L’Invalsi resta non obbligatorio. Le tre buste per le prove orali? Vediamo

Corriere p.22

T 8 Messina Denaro

Il killer amico di Messina Denaro “Matteo hai perso, ora arrenditi” Parla il pentito Di Filippo: “Lo conoscevo bene, lui custodisce ancora i segreti delle stragi Tutta la sua famiglia è finita in carcere ed è sempre più isolato, prima o poi qualcuno lo tradirà”

Repubblica p.17

Salvo Palazzolo su Repubblica a pagina 17.

T 9 Bosso

Il dramma di Bosso “Non posso più suonare il pianoforte” Il musicista malato: “Soffro tantissimo, ho due dita che non rispondono bene Se mi renderò conto di non poter gestire un’orchestra smetterò di dirigere”

Repubblica p.18

Carlo Moretti su Repubblica a pagina 18.

T 10

ECONOMIA

Tagli di spesa, meno sgravi e lotta all’evasione fiscale: il governo cerca 15 miliardi

Messaggero p.8

1 tavolo

Furlan: ora c’è un solo tavolo per parlare con il governo Serve uno sforzo sulle tasse

Sul taglio del cuneo fiscale meglio alzare l’asticella In passato il Pd aveva proposto fino a 50 mila euro

Corrierre p.8

2 Autostrade

Atlantia, i Benetton decidono il futuro dei vertici Oggi i consigli della holding di famiglia Edizione e di Autostrade. Sul tavolo «non c’è la vendita»

Corriere p.17

Oggi cda della holding Edizione. Mion: “Valuteremo le iniziative, doverose e necessarie, a salvaguardia di credibilità, reputazione e buon nome degli azionisti” Benetton, resa dei conti con i manager A rischio l’ad di Atlantia Castellucci

La famiglia veneta é compatta: vuole recuperare la propria reputazione

“Atlantia non sta pensando a uno spin-off di Autostrade Non è sul tavolo”

Stampa p.4

Autostrade, Castellucci in bilico A rischio anche l’operazione Alitalia Oggi cda di Edizione, la holding dei Benetton che controlla Atlantia. Dopo le intercettazioni sul Morandi i principali soci vorrebbero un passo indietro dell’ad. Allarme Fs: il gruppo potrebbe sfilarsi dal salvataggio della compagnia

La società Aspi annuncia una nuova strategia di trasparenza: sarà possibile consultare tutti i documenti sulla gestione

Repubblica p.11

Goffredo De Marchis su Rep a pagina 11

Il dilemma dei Benetton Vogliono l’addio del manager ma sostituirlo è difficile

A maggio l’ad è stato riconfermato, ma oggi per la dinastia è in pericolo la reputazione

Repubblica p.11

Francesco Manacorda su Rep a pagina 11

Quel patto di ferro tra i dirigenti per truccare e nascondere le carte

Dall’inchiesta emergono ”rapporti privilegiati” con il Genio Civile e il tentativo di influenzarne le valutazioni

A 5 mesi dal crollo cancellati file e nascosti dossier agli inquirenti

Stampa p.5

Aspi: “Per la manutenzione abbiamo speso 5 volte Anas”. La replica: Falso, stessi investimenti.

Stampa p.4

3 Zhang

Calcio, moda e grandi marchi La missione italiana di Zhang Il fondatore del colosso Suning sbarca a Milano. Perla Champions e per affari

Corriere p.17

4 evasione dataroom

Lotta all’evasione: organici a meno 5.000 Milano in 5 anni ha recuperato 5,6 miliardi da grandi gruppi malgrado le carenze di personale, aggravate da quota 100. Processi a chi non paga tasse? Come per chi ruba pochi euro.

Milena Gabannnelli Corriere p.22

5 Affitti brevi

Affitto lungo in crisi nelle grandi città L’offerta si sposta sulle formule brevi

Le nuove tendenze delle locazioni

Mercato più sguarnito nelle aree turistiche, nei luoghi d’arte e nelle zone universitarie Gli alloggi disponibili restano tali per poco tempo: in media 2,9 mesi e a Milano 1,8

Sole p.3

La web tax globale resta un miraggio ma big sotto assedio

Caccia grossa ai profitti nella rete

Tra accordi giudiziari e nuovi prelievi locali si moltiplicano le iniziative in ordine sparso Dai fiscalisti internazionali l’ipotesi di una tassazione sulle multinazionali, non solo digitali

Sole p.5

Alessandro Galimberti sul Sole a pagina 5

«Partenza nel 2020 applicando subito l’Iva»

FRANCESCO BOCCIA ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e primo ideatore della web tax

Sole p.5

Alessandro Galimberti sul Sole a pagina 5

ESTERI

1 Israele

Referendum su Bibi

Israele non èarischio, la democrazia è forte Qui non c’è spazio per un altro Mussolini

Se Bibi ha attaccato la giustizia è stato per i suoi processi. Non demolirà la democrazia

Benny Morris, 70 anni, è uno dei più influenti storici israeliani. La sua opera più importante è «Vittime» (Rizzoli). È docente di storia al dipartimento di Studi medioorientali alla «Università Ben Gurion del Negev»

Corriere p.13

Il voto di domani è soprattutto un giudizio sul premier israeliano più longevo. Gli interventi dello storico Benny Morris e dello scrittore Eshkol Nevo

Vedo un pericolo di deriva oscurantista La posta in gioco va oltre Netanyahu

Eshkol Nevo, 48 anni, è uno scrittore israeliano, nipote di Levi Eshkol che fu il terzo primo ministro di Israele.Oggi insegna scrittura creativa. Il suo ultimo libro è Tre piani (Neri Pozza) che Nanni Moretti sta adattando per il cinema

Corriere p.13

Gantz spinge Netanyahu a destra Duello all’ultimo voto per Israele

Il premier riunisce il governo nella Valle del Giordano. L’incognita del piano di pace Usa sulle elezioni di domani

Giordano Stabile sulla Stampa a pagina 11

2 Usula

L’intervento della presidente della Commissione Ue “Difendo lo stile di vita europeo Una scelta basata sui diritti”

I valori sanciti nel nostro Trattato sono le fondamenta che ci garantiscono la libertà di cui godiamo oggi, dopo grandi sacrifici

Per questo “the European way of life” è uno dei sei principi guida della mia politica che ha avuto il sostegno del Parlamento europeo

Repubblica p.13

Ursula von der Leyen su Repubblica a pagina 13

3 Tunisia

Tunisi premia il professore e il re della tv Vince a sorpresa il docente di diritto Kaïs Saïed Ballottaggio per la presidenza con Nabil Karoui

Repubblica p.14

Il giurista e il tycoon in Tunisia la sfida è tra i candidati laici `Il voto sconvolge il quadro politico del Paese nordafricano: ballottaggio tra il professore Saied e l’imprenditore televisivo Karoui, ora agli arresti

Messaggero p.10

Affluenza alle urne di appena il 20% per scegliere il nuovo presidente

Stampa p.17

4

IDEE COMMENTI EDITORIALI

L’inganno dei fascisti gentili

Mateusz Mazzini su Repubblica a pagina 22

Chi sbaglia alla Rai

L’impianto dell’informazione è rimasto agli schemi degli anni Settanta, come se fosse un latifondo da lottizzare

Stefano Balassone su Repubblica a pagina 23

COSÌ LA FORZA DELLA MAGNA CARTA HA FERMATO BORIS JOHNSON

Caterina Soffici sulla Stampa a pagina 25

La solitudine del sovranista che ora cerca i vecchi alleati

Alessandro Campi sul Messaggero a pagina 18.

GIUSTIZIA

1 csm

Csm, Di Matteo: «Le correnti? Sono metodi mafiosi»

Corriere p.23

www.nonsprecare.it

Di Matteo: “In magistratura vince il metodo mafioso”

Il pm antimafia candidato per un seggio vacante al Csm “Basta correnti”

Repubblica p.17

Liana Milella su repubblica a pagina 17

2 diabolik

Patto con i clan, e Piscitelli entrò nel business droga

`Il controllo dello spaccio a Ponte Milvio con la benedizione del camorrista Senese

`Il tentativo di “scalata” alla Lazio: minacce a Lotito per conto di un gruppo ungherese

Camilla Mozzetti e Giuseppe Scarpa sul Messaggero a pagina 13

3

LETTURE

1

Il ragazzo dalle treccine blu

Scampia, le regole e le ragioni della preside che non lo fa entrare

Repubblica p.19

“Da Pep a Sarri la Champions degli strateghi”. Ripartono le coppe, la parola ad Arrigo Sacchi, l’ex tecnico del Milan. Gli allenatori tattici puntano a sfruttare le opportunità concesse, gli strateghi le creano. La Juve ha dato una spallata al passato serve pazienza. Guardiola è sinfonia gioia musicalità. Conte tra i migliori ma deve avere più coraggio. Tifo Atalanta, amo gli eroi del calcio.

Intervista a Arrigo Sacchi sulla Stampa a pagina 32

La memoria e la storia divise dal Male Come può un evento come l’Olocausto passare da esperienza personale a ricordo collettivo? E a che prezzo? Con quali rimozioni? Politica e riflessione sul passato nel saggio di Walter Barberis

Quando dimenticare sembrava una risorsa civile per uscire da un’epoca maledetta, Primo Levi affidò alla scrittura la riflessione

La documentazione della tragedia porta i carnefici a cercare una conciliazione con le loro vittime Ma chi ha l’autorità di perdonare?

Ezio Mauro su Repubblica a pagina 24

“Prezzi e clima: il miele si compra all’estero L’Argentina in crisi minaccia tutto il settore”

ALESSANDRO AMBROSOLI Il presidente dell’azienda comasca: “Il governo ci tuteli a Bruxelles: servono regole uguali per tutti sulle etichettature”

In Italia produzione insufficiente anche per effetto del cambiamento climatico

Evitiamo la Cina: qualità non all’altezza Ma solo il nostro Paese obbliga a indicare l’origine esatta

Non abbiamo linee di miele biologico: non dà più qualità Impossibile che le api rispettino i parametri

Gabriele De Stefani sulla Stampa a pagina 22

Racconta Alessandro Ambrosoli, 86 anni, che un pomeriggio due dipendenti litigarono e uno se ne andò perché era così arrabbiato che non ci pensava neanche di rimanere al lavoro: «E sa cos’ho fatto io a quel punto? Ero talmente dispiaciuto e infastidito che me ne sono andato anch’io, perché a me piace che qui si lavori in armonia». Qui significa a Ronago, provincia di Como, 1.800 abitanti a un passo dal confine svizzero, dove nel 1923 il capostipite Giovan Battista fondò l’azienda-icona del miele italiano. E l’episodio citato dall’attuale presidente, ultimo degli otto figli di Giovan Battista, rivela lo spirito di un’impresa ancora molto legata alle tradizioni, nella gestione e nello spirito. Successioni familiari al timone e nella proprietà, un direttore (Luca Torri) che è in azienda da 30 anni, dopo che il padre a sua volta ci aveva passato una vita. Difficile scattare una fotografia ad Ambrosoli, ma immagini delle origini ce ne sono appese a tutte le pareti: dai furgoncini per le consegne di miele degli anni Trenta ai primi alveari che precedettero il battesimo ufficiale dell’impresa. Tempi in cui si viaggiava con latte da 30 chili acquistate in Svizzera e ancora si produceva, mentre ora Ambrosoli si occupa solo di miscela e commercializzazione. Di miele, naturalmente. Ma anche di caramelle, che valgono quasi la metà dei 26 milioni di euro di fatturato del 2018 (una sessantina i dipendenti). Il miele è destinato tutto al mercato italiano, all’estero si vendono solo caramelle per circa 2,5 milioni di euro all’anno negli Stati Uniti. Ambrosoli, come sta il vostro settore in Italia? «In generale direi bene. I consumi, contando sia il miele per consumo diretto che quello usato come ingrediente in torte o altri prodotti, sono attorno ai 400 grammi pro capite all’anno: lontani da Paesi come la Germania dove si superailchiloemezzo, main costante crescita, seppur lieve. Sul fronte dei prezzi l’andamento è simile: sono sostanzialmente stabili, ma nel medio-lungo periodo la curva è al rialzo. Questa non è un’annata facile perché il clima e l’inquinamento stanno penalizzando parecchio la produzione italiana, ma del resto il mercato è globale e anche noi ci rivolgiamo all’estero per la maggior parte dei nostri acquisti, con un obiettivo del 60% per quest’anno. Senza rinunciare alla qualità, perché miele di alto livello se ne trova in molti Paesi. E, tra l’altro, l’Italia purtroppo non ne produce abbastanza per coprire il suo fabbisogno (nel nostro Paese ci sono circa 45mila apicoltori, due terzi dei quali sono amatori chelavorano perautoconsumo,ndr)». In quali Paesi comprate? E quali sono le differenze di prezzo? «Metà dei nostri acquisti all’estero è in Argentina, seguita dall’Ungheria. Ripeto, in Italia si fa ottimo miele ma è sbagliato associare l’idea di estero a quella di qualità inferiore. Quanto ai prezzi, quello italiano ci costa circa 5 euro al chilo, mentre in Argentina ne spendiamo al massimo 3. Noi preferiamo non acquistare sul mercato cinese, ma in quel caso si compra anche a meno di2euroalchilo». Non a caso quasi metà delle importazioni europee arriva proprio dalla Cina. «Sì, la ragione è strettamente di costo. Ma la qualità in cui ci siamo imbattuti su quel mercato per noi non è soddisfacente». L’Argentina, vostro primo fornitore, è alle prese con nuove difficoltà, con l’ennesimo rischio default. «È uno scenario che preoccupanoietutto ilsettore.Selasituazione in Argentina dovesse ulteriormente peggiorare, i prezzi aumenterebbero e non solo su quel mercato: inevitabilmenteancheneglialtriPaesi la dinamica sarebbe al rialzo. Speriamo di scongiurare il rischio, così come finora non siamo stati toccati dalla guerradei dazi». Dal governo gialloverde a quello giallorosso, l’agenda economica è cambiata, almeno nelle intenzioni: da quota 100 e flat tax, alla riduzione del cuneo fiscale e all’economia verde. Cosa chiede alla politica un’azienda come la vostra? «Grazie a quota 100 abbiamo avuto diversi pensionamenti e questo ci ha costretto allo sforzo di anticipare un ricambio generazionale che immaginavamo sarebbe arrivato più tardi. La chiave del nostro lavoro sta nella miscela di tipi di miele diversi e dunque non lo si impara a scuola: serve tempo per formare i nuovi sul campo, cioè in reparto. Detto questo, noi avremmo bisogno di un governo che snellisse la burocraziaeche ciaiutassead avere pari condizioni con gli altri Paesi sul tema dell’etichettatura. In Italia, giustamente, su un vasetto di miele bisogna scrivere con esattezza da dove proviene; nel resto dell’areaUe,èsufficienteindicare se il prodotto arriva da dentro o fuori Europa. In questo modo il consumatore non distingue, ad esempio nel nostrocaso, un miele di alta qualità come quello argentino da quellocinese». A proposito dei gusti dei consumatori, la vostra azienda non ha linee di prodotti biologici. Una scelta in controtendenza. «Noi riteniamo di offrire già un prodotto di alta qualità. E le faccio un esempio. Le api si muovono nel raggio di tre chilometri dagli alveari. Bene, com’è possibile controllare che non entrino in contatto con antibiotici e varie colture abbeverandosi in giro? Insomma, abbiamo il massimo rispetto del mondo del biologico, ma riteniamo di poter garantire alta qualità e serietà con le nostre linee tradizionali».

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E per soddisfare chi ancora non è ancora pronto per l’acquisto c’è Yescapa, la piattaforma francese di camper sharing con più di 6.500 veicoli disponibili in tutt’Europa. e quasi 300mila utenti registrati (di cui 10milain Italia). Un modo facile ed economico per avvicinarsi a questo mondo e vivere appieno l’avventura.

Propaganda live

La cosa che continua a piacermi di più di «Propaganda live» sono i contributi video di Diego Bianchi: uno sguardo tagliente sulla realtà, capace di usare l’ironia (anche quella involontaria che si crea in molte situazioni) come arma di lettura delle mille contraddizioni della politica e della società italiana. L’altra sera, per celebrare il ritorno in video della nuova stagione del programma, l’attenzione non poteva che essere riservata alla crisi di governo ferragostana, con i suoi risvolti balneari e parlamentari (venerdì, La7, 21.15). Dalla visita di Salvini a un lido affollato, in un tripudio di selfie e bacioni, fino al primo discorso di Conte in Senato, Bianchi ha messo insieme un «video-diario» della crisi che era al contempo una sottile analisi politica e un variegato bestiario umano.Nel tempo, Zoro e la sua squadra hanno costruito intorno ai suoi surreali «documentari», genere con cui aveva mosso i primi passi sul web, una formula più televisiva, aggiungendo ed espandendo sempre di più le parti di talk show in studio, lanciando personaggi (da Makkox ad Andrea Pennacchi) e trovando una propria cifra stilistica, unica nel panorama tv, il cui unico limite è peccare talvolta di eccessiva autoreferenzialità. Per apprezzare appieno «Propaganda live» bisogna esserne accoliti, avere familiarità con i suoi riti e i suoi volti, con una certa idea di romanità. Questo garantisce senz’altro una comunità di ascoltatori fedele e attivissima sui social, ma forse limita il potenziale di parlare anche al di là di essa, di essere veramente mainstream. Bisogna dire che «Propaganda» ha trovato una perfetta cornice di coerenza, creando un circuito virtuoso con gli altri appuntamenti d’informazione di La7, soprattutto quelli che ruotano intorno al direttore Mentana. In quale altro programma, in quale altro canale si potrebbe ironizzare sulle ferie d’agosto dell’inviato Paolo Celata?

Il denaro costa meno I vecchi mutui sulla casa si possono rottamare Nei primi 6 messi del 2019 boom di richieste di surroga Ma i benefici maggiori sono per i prestiti a tasso fisso

Su un ventennale da 100 mila euro possibile risparmio di 40/60 euro al mese

Boom di richieste di surroghe per i mutui. I tassi d’interesse dei finanziamenti per la casa sono andati a picco durante i mesi di luglio e agosto e hanno così risvegliato l’interesse di molte famiglie per una rinegoziazione del proprio finanziamento. Le nuove misure sul costo del denaro, annunciate la settimana scorsa dalla Banca centrale europea (Bce), potrebbero accelerare ancora di più la corsa alla rottamazione del vecchio mutuo. Intanto oggi, per la prima volta, l’intero arco di migliori offerte, dal variabile al fisso e fino alle durate più lunghe, si muove sotto la soglia dell’1%. E così, come rileva l’Osservatorio MutuiOnline, dopo la progressiva riduzione dei flussi di surroghe registrata a partire dalla seconda metà del 2018, quest’estate, la richiesta di rottamazioni è schizzata al 61,6% del totale, dal 38,3% del secondo trimestre. I benefici riguardano però principalmente i prestiti a tasso fisso. Durante la pausa estiva l’Eurirs, il parametro cui sono ancorati i tassi fissi, ha registrato una fiammata in negativo. L’andamento è stato spinto proprio dalle aspettative su nuove manovre espansive in arrivo dalla Bce. Il mercato ha anticipato le dichiarazioni arrivate giovedì scorso da Mario Draghi, numero uno della Banca centrale europea, e ha premuto all’ingiù l’Eurirs. Così nell’ultimo mese, questo valore (su durate a 10 anni) è precipitato sotto zero a quota -0,12%. Per fare un confronto, a inizio anno l’Eurirs si muoveva in area 1%. Vuol dire il ribasso è stato di quasi un punto percentuale. Il risultato è che oggi, le proposte più vantaggiose sul mercato per un mutuo a tasso fisso a 20 anni oscillano tra lo 0,50% e lo 0,60%. «Sono livelli record, quasi irreali – commenta Anedda, direttore marketing di MutuiOnline -. In pratica, chi sottoscrive un mutuo oggi a tasso fisso, pagherà soltanto gli interessi dello spread alla banca, e niente altro». Quant’è quindi il risparmio in euro per chi vuole surrogare la rata del suo mutuo? Rinegoziare il finanziamento sottoscritto anche solo poco più di un anno fa, porta a un taglio sul tasso da pagare che è di circa un punto percentuale. Facendo i conti su un mutuo di durata ventennale e dell’importo di 100mila euro, si arriva a un risparmio sulla rata mensile di circa 40-60 euro. Vuol dire portare il pagamento periodico dai 500 euro di prima ai circa 460-440 successivi alla rottamazione. «E’ un miglioramento che vale una rata all’anno, vale a dire che ogni anno non si paga la prima rata» dice Anedda. Va detto che tassi così ridotti non sempre portano un beneficio. Sono esclusi dai tagli quei mutui con durate o importi residui molto contenuti o con differenziali di tasso poco rilevanti. E’ quindi probabile che una parte anche rilevante della nuova domanda di surroghe possa non essere accolta dalle banche e quindi non trasformarsi in erogazioni effettive. Molto conveniente è, in questa fase, anche il tasso variabile che però non è cambiato molto durante l’estate. Questo perché era già sceso parecchio negli ultimi anni, arrivando ai minimi storici. Le proposte migliori per il tasso variabile sul mercato oggi si muovono intorno allo 0,50% con picchi allo 0,21%. Se quindi, nel passato, il tasso variabile era più vantaggioso, oggi i due saggi si equivalgono e dunque gli incentivi per la scelta del variabile, che costa meno ma è più rischioso perché può salire nel corso degli anni, sono pochi. Lo hanno capito le famiglie che continuano a correre verso il tasso fisso. Secondo l’Osservatorio MutuiOnline, la quota coperta dalle richieste a tasso fisso è salita nel trimestre a luglio all’88,4% dall’83% dei tre mesi precedenti. La preferenza per il tasso fisso viaggia ormai sui massimi assoluti ed è facile che salga ancora nel corso dei prossimi mesi.

Con la facciata termoattiva l’edificio dice addio alla caldaia

Efficienza energetica. Assieme al tradizionale isolamento, l’acqua che scorre in un sistema di serpentine aiuta a regolare la temperatura interna sfruttando la massa dei muri esistenti

Un brevetto che scommette sull’applicazione di una facciata termoattiva, cioè su un sistema capace di attivare sotto l’aspetto termico la massa di un edificio esistente e di spostare il focus del progetto dal riscaldamento e raffreddamento dei volumi interni di aria allo sfruttamento della naturale inerzia termica della struttura. Muri e pareti diventano, in sostanza, innovativi sistemi di accumulo naturale del caldo e del freddo. La tecnologia è stata messa a punto dallo studiodbm di Sesto San Giovanni e, fra le applicazioni più note, verrà impiegata per la riqualificazione di alcuni edifici pubblici del Comune di Certosa di Pavia, fra cui il municipio e alcune scuole e ambulatori medici. L’intervento, che sarà realizzato in project financing e senza oneri finanziari per l’amministrazione dalla Esco Samso (vincitrice di un bando da 1,8 milioni), consentirà in particolare di trasformare l’attuale palazzo del Comune in un edificio Nzeb (consumo energetico pari quasi a zero, ndr). La facciata termoattiva si compone di diversi elementi. Cuore dell’innovazione è lo speciale termointonaco, a base cementizia e ad alta resistenza meccanica, sviluppato secondo una formula brevettata e per conto di studiodbm dalla società Cugini di Bergamo. La miscela ha la capacità di mantenere una temperatura controllata fra i 25 e i 30 gradi e fa da barriera alle dispersioni. Oltre a ricevere apporti solari diretti, viene “ pilotata” termicamente da un sistema di serpentine – in cui circola acqua calda o fredda a seconda delle necessità – che sono posate sotto l’intonaco stesso, sulle pareti perimetrali del fabbricato. Tutto viene regolato dall’energia rinnovabile di un impianto solare termico e da un sistema domotico, che controlla in modo costante la temperatura interna ed esterna del fabbricato. L’insieme così integrato riesce ad “attivare” la massa termica dei muri (cioè a sfruttarne le caratteristiche di accumulo). L’edificio è, infine, ricoperto da uno strato isolante. «Il principio di attivazione termica delle masse dell’edificio – racconta l’architetto Gianpaolo Di Giovanni, dello studiodbm – è noto da tempo alla letteratura tecnica, ma fino a oggi è stato applicato sono nelle nuove costruzioni e mai sfruttato davvero nelle ristrutturazioni dell’esistente. Tuttavia, il patrimonio edilizio italiano è costituito da circa 12 milioni di edifici, che per la maggior parte hanno prestazioni energetiche scadenti se non versano addirittura in uno stato di evidente degrado. La nostra idea è stata quella di trovare una soluzione di facile applicazione proprio per una parte di questi immobili». La termofacciata è stata già testata con successo e studiata nel caso pilota di un edificio residenziale ristrutturato a Paderno Dugnano (Mi) ed ora sarà implementata non solo nel Comune di Certosa, ma anche a Monza, su un edificio scolastico. Insieme all’Università di Bergamo, è inoltre in corso uno studio che sta valutando la possibilità di armare l’intonaco con gli spessori necessari a un rafforzamento dell’immobile anche in funzione antisismica. «Non tutti gli immobili sono adatti a questo tipo di tecnologia – prosegue Di Giovanni –. Più la muratura dell’immobile preesistente è massiva, più il risultato che si ottiene sarà efficiente. Per questa ragione, sono particolarmente adatti alla riqualificazione con questa tecnologia gli edifici con struttura in cemento. Un po’ meno, ma ugualmente performante con il mattone pieno. Un po’ meno ancora con il forato. Con il legno o se un edificio è isolato, inutile applicare questa tecnologia. Idem per le facciate storiche: ma in questo caso la ragione è la difficoltà di riprodurre forme e decori originari». I risultati possono portare a notevoli miglioramenti energetici. A fronte di un intervento di isolamento con un cappotto tradizionale, la spesa passa da 55/60 euro a 110-120 euro al mq senza considerare l’impianto solare, che non può essere prezzato se non sulla effettiva superficie/esposizione dell’edificio. «Il ritorno di questo investimento – dice Pineta – è calcolato in 6-7 anni contro i 13 circa di un cappotto tradizionale. Si può arrivare ad abbattere anche a zero i consumi dell’edificio, fino ad eliminare la stessa caldaia. Anche in termini di comfort interno la tecnologia consente il raggiungimento di un risultato ottimale e l’immobile acquista valore». «Nella maggior parte dei comuni gli immobili pubblici sono poco efficienti dal punto di vista delle prestazioni energetiche – aggiunge Igor Bovo, amministratore delegato di Samso – con grandi sprechi e dispersioni, e inevitabili ricadute sulle casse dell’amministrazione pubblica. Grazie all’intervento che metteremo in campo, Certosa di Pavia diventerà un paese più green, abbatteremo i consumi aumentando il comfort generale di questi edifici ad uso pubblico e miglioreremo la qualità dell’aria, prevediamo infatti di ridurre grandi quantità di Co2 immessa in atmosfera, circa 350 mila kg all’anno».