Buongiorno a tutti. La crisi su tutto. Salvini prova ad accelerare e presenta una mozione di sfiducia a Conte mentre partono le grandi manovre del partito anti-elezioni. La Lega teme una trappola Pd-M5S. I grillini frenano, voci di contatti tra renziani e Movimento. E intanto lo spread sale e la Borsa scende mentre tutti guardano con preoccupazione alla bomba atomica dei 23 miliardi di Iva da disinnescare. Costerebbe 541 euro a famiglia dice il Sole. Anche oggi sono tantissimi i commenti. Buona lettura a tutti.

La data del voto. Scontro sulla sfiducia. Partono le manovre del partito anti-elezioni. Il vicepremier vorrebbe accelerare al massimo, i grillini frenano. Hanno aperto canali coi renziani. In campo anche Gianni Letta. Renzi: «Non possiamo far aumentare l’Iva per lo sghiribizzo di Salvini» (Stampa p.2). Convocati a Roma per lunedì i parlamentari leghisti, la corsa del leader per la sfiducia a Conte. E attacca: «Sento che ci sono toni simili tra Renzi e Di Maio». La replica del Movimento: «Un giullare». Ora è scontro per la data del voto Salvini evoca l’inciucio M5S-Pd (Corriere p.2). Sfiducia dopo Ferragosto. I dubbi del Quirinale su elezioni a novembre. La data più probabile per la resa dei conti in Senato è il 20 agosto. Mattarella preoccupato: se le urne ritardano è a rischio il varo della legge di bilancio (Repubblica p.2). Tra 631 “matricole” alla prima legislatura e non ricandidabili, il partito anti urne. Grillini, renziani e forzisti insieme in senato avrebbero la maggioranza (Messaggero p.6).

Le manovre del partito anti-elezioni. Ugo Magri sulla Stampa a pagina 2. More

L’inciucio. Trame e veleni sui tempi della crisi. Il Carroccio sospetta di Fico e Franceschini. L’esecutivo è in carica, gli alleati non si parlano (Corriere p.3). Quei contatti tra renziani e grillini per fermare le urne. Anche radicali, forzisti e altri dem nel fronte per un governo di scopo basato sulla riforma costituzionale. Ma c’è lo stop di Di Maio e Zingaretti. Goffredo De Marchis su Repubblica (p.3). Salvini scopre che il Pd è diviso sull’opzione di votare presto. Problemi. Zingaretti vuole le elezioni subito, come Salvini, i parlamentari del Pd meno. La guerra delle date e i triangoli con il M5s (Foglio in prima). Il Bullo è disperato e ci prova con i grillini. Nonostante i toni da battaglia di Renzi, i suoi aprono un canale con Di Maio. Marcucci: «L’unico incubo è il Capitano premier». La trappola: anticipare la sfiducia a Salvini rispetto a Conte e allontanare le urne. E colpire il segretario dem che vuole il voto. Luca Telese sulla Verità (p.7).

Renziani e grillini per fermare le urne. Goffredo De Marchis su Repubblica a pagina 3. More

Taglio dei parlamentari. La carta quasi impossibile che può far slittare tutto. Tentazione tra pentastellati e dem, ma serve un’ampia intesa. Se slittasse in avanti la seduta sulla sfiducia, si potrebbe convocare la Camera sulla riforma. Francesco Verderami sul Corriere (p.2). Patuanelli “Votiamo il taglio dei parlamentari con chi ci sta”. Salvini stacca la spina con le Camere già chiuse per non consentire a questa legislatura di approvare una riforma sacrosanta (Repubblica p.6).

Velleità grillina. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 2. More

Conte. Conte potrebbe restare in scena. Sarebbero 70 i parlamentari M5S che lo vorrebbero leader (Corriere p.9). Il prwsidente del Consiglio al leader del Carroccio: “In Parlamento dovrai guardarmi in faccia e poi votarmi contro” (Fatto p.2). L’idea di candidarsi. «E in Senato dirò tutta la mia verità». Il presidente del Consiglio ormai è sempre più una figura politica. Il pressing dei grillini perché scenda in campo con loro (Messaggero p.8). Il premier prepara l’“operazione verità”: ecco i bluff di Matteo nell’ultimo anno. Il discorso alle Camere per ricostruire le “omissioni” di Salvini. Obiettivo: addebitargli la fine dell’alleanza. Descriverà le riunioni disertate dal capo leghista mentre si prendevano decisioni (Stampa p.4).

Operazione verità di Conte. Francesca Schianchi sulla Stampa a pagina 4. More

Lega. Il leader ha confidato ai suoi: «I Cinque Stelle vorrebbero prima votare il taglio dei parlamentari. Puntano solo ad allungare il sugo ma nelle urne vedrete, glieli taglio io i parlamentari» Il grande azzardo di Salvini che ora teme “l’inciucione” (Stampa p.3). «Abbiamo il mondo contro dobbiamo fare prestissimo», In tour tra Abruzzo e Puglia, il leader teme trappole: non voglio giochini strani (Corriere p.5). Salvini ora teme il trappolone «Chiedo al Paese pieni poteri» (Giornale p.5). Zaia: «L’agonia è finita. Col nuovo esecutivo chiuderemo subito sull’autonomia. I 5Stelle sanno solo dire no» (Corriere p.9).

Datemi i pieni poteri. Paolo Bracalini sul Giorfnale a pagina 5. More

Cinquestelle. Il Movimento deve fare i conti con il divieto di superare il doppio mandato. Molti parlamentari sarebbero automaticamente esclusi dalle nuove liste. I grillini sognano Conte candidato al governo. Dibba subito in campo. Casaleggio incontra tutti i “big”: per Di Maio possibile un ruolo di regista. A chi non potrà correre potrebbe essere garantito un ruolo nel partito (Stampa p.5). Casaleggio: alle urne ci capiranno. Ma tra i falchi c’è chi apre ai dem. A Roma un summit di sei ore tra i big. Tante critiche a Di Maio: ascolti di più. Per Di Battista un ruolo di primo piano (Corriere p.6). Il tetto dei mandati decapita i vertici (si salva solo Dibba). Spinta per la deroga. Ma Fraccaro: la regola deve valere. L’eventuale strappo alla regola sarebbe votato su Rousseau, ma il sì finale spetterebbe a Grillo (Corriere p.6). L’ora del Maalox. Così i fan dei 5S fanno i conti sui social con il Grande Trauma. Tra irrealtà e livore contro Salvini (Foglio in prima).

L’ora del Maalox. Daniele Rainieri sul Foglio in prima. More

 

Intanto il Pd. Nel Pd parte la caccia al candidato premier: Gentiloni, Sala e Calenda in pole position. Anche Zingaretti in corsa. Si guarda al “modello Livorno”: una lista civica nazionale di sindaci alleata ai dem (Stampa p.6). Zingaretti non corre. L’idea Gentiloni a capo della coalizione. Il leader del Pd orientato a ritagliarsi un ruolo da regista. Primarie in forse, c’è poco tempo. Oltre all’ex premier, in corsa anche Calenda e Sala (Repubblica p.7). Renzi e Zingaretti, prove di tregua. «Sfiducia? Prima quella a Salvini». Nel partito tutti contro le alternative al voto, ma i paletti sull’iter possono allungare i tempi. «Precedenza alla mozione dem sul Viminale» (Corriere p.8). «Un traghettatore per fare la manovra. E poi andiamo subito alle urne». Pisapia: con il M5S non si governa. «Renzi è una risorsa. Il Pd unica forza del centrosinistra, basta personalismi» (Corriere p.8).

Prove di tregua. Daria Gorodisky sul Corriere a pagina 8. More

Pd 2. Renzi. Il piano di Renzi: governo di un anno con il M5S. Il fiorentino si muove a tutto campo e spera in Mattarella. Ma Zingaretti teme la trappola. L’ex premier adesso è filogrillino. L’ex segretario va all’attacco del Nazareno: fa sapere di avere con sé ancora 45 senatori su 51. Stefano Feltri sul Fatto (p.5). Zingaretti vuole le elezioni. Però Renzi pensa all’inciucio. Marcucci apre ai 5 Stelle: «Esecutivo di emergenza». E chiede di votare per prima la sfiducia a Salvini. Laura Cesaretti sul Giornale (p.2). Andrea Orlando, vicesegretario dem: “Salvini al Viminale da candidato premier è un problema. Tra di noi non serviranno le primarie. Con Di Maio nessuna alleanza possibile. Serve l’aiuto di tutti: un centrosinistra accogliente fondato sulla lotta alle diseguaglianze” (Stampa p.6).

Renzi filogrillino. Stefano Feltri sul Fatto a pagina 5. More

Forza Italia e Fdi. Salvini e la telefonata pre-crisi a Berlusconi: “Mi garantisci che Fi non farà strani patti?”. Prima della rottura con i 5S il leader leghista ha chiamato il leader di Forza Italia. E il Cavaliere prova a dettare le condizioni: “Serve un’alleanza pre-voto”. Ma i parlamentari azzurri non si fidano: “Dichiari l’intesa prima della sfiducia”. Berlusconi La nostra coalizione governa gran parte delle Regioni e dei Comuni con successo (Stampa p.7). Il pressing di FI e Meloni: alleanza prima del voto. Scriviamo un programma comune (Corriere p.5).

La telefonata al Cav. Alessandro Di Matteo sulla Stampa a pagina 7. More

Proiezioni e sondaggi. Le simulazioni YouTrend/Agi: Salvini con forzisti e Fratelli d’Italia avrebbe più di 400 deputati. Anche con Meloni la governabilità è garantita. Senza nessuno servono alleanze post-voto. La Lega da sola potrebbe non farcela. Col centrodestra maggioranza certa (Stampa p.7). La nuova Camera? Sovranisti in vetta. La proiezione: l’asse Lega-FdI a 358 seggi, con FI è record a 413. Il Movimento precipita, superato dal Pd (Corriere p.11). Quanto vale Salvini? Nei sondaggi tocca punte del 38%, ma non può governare da solo. E c’è l’effetto Conte. Sergio Rizzo su Repubblica (p.4). Alessandra Ghisleri: «Non ci sono vincitori annunciati alle urne il consenso è mutevole e le parabole veloci». L’analisi della sondaggista: non c’è disorientamento ma preoccupazione per i tanti dossier rimasti inevasi. Prevalenza leghista nei sondaggi? Va presa per quello che è, nessuno dimentichi la vicenda renziana (Messaggero p.12).

Consenso mutevole. Diodato Pirone sul Messaggero a pagina 12. More

I commenti e gli editoriali.

Fine di un’illusione. Luciano Fontana sul Corriere. Non poteva durare e non è durata, nonostante le assicurazioni continue che niente sarebbe cambiato e che i cinque anni di legislatura erano garantiti. More

Non aiuta giocare col deficit. Carlo Cottarelli sulla Stampa. Pensiamo davvero che un aumento del deficit pubblico sia il modo migliore per far crescere l’economia italiana più rapidamente nel medio periodo? Secondo me, non è questa la strada, ma è anche su questa ipotesi che si basa l’intera strategia di chi oggi ci sta portando a nuove elezioni. More

Le certezze e gli interrogativi. Stefano Folli su Repubblica. Due punti fermi: Zingaretti che che vuole il voto e Mattarella che non vuole la volontà di Mattarella di non favorire giochi dilatori. Il governo Conte dimissionario può gestire le elezioni? Può farlo con Salvini, protagonista e aspirante premier, al ministero dell’Interno? More

Che cosa ha spinto Salvini allo strappo. Roberto D’Alimonte sul Sole. È improbabile che la Lega ce la possa fare da sola. In ogni caso molto dipenderà dal suo risultato nelle regioni meridionali. Quanti collegi riuscirà a strappare in questa zona del paese ai Cinque Stelle? È il motivo per cui in questi giorni di crisi si vede Salvini in giro a far comizi nei lidi balneari del Sud.

Salvini si sfida con i voti, non con i veti. Claudio Cerasa sul Foglio. Un governo Salvini fa paura, ma uno anti Salvini fa ancora più paura. Ragioni e spunti per tifare per le elezioni presto.

La parabola dei leader e i giochi aperti. Luca Ricolfi sul Messaggero. Se una cosa ci ha insegnato la presente Legislatura, è che i partiti possono benissimo presentarsi alleati e poi dividersi, oppure presentarsi da acerrimi nemici e poi allearsi per formare un Governo. Insomma, i giochi sembrano chiusi, ma non lo sono. In tre mesi possono cambiare tante cose.

Salvini prepara l’assalto all’euro e a Bruxelles “Uscita concordata”. Claudio Tito su Repubblica. In campagna elettorale la Lega riproporrà l’addio alla moneta unica e la volontà di non sottostare agli accordi con la Commissione In alleanza con Visegrad

Salvini, basta errori. Alessandro Sallusti sul Giornale.

Chi ha paura di andare al voto? Pietro Senaldi su Libero. M5S, Pd, Conte cercano scuse perché il Colle rinvii le elezioni. Il leghista sente puzza di bruciato. Confidano tutti in Mattarella, che secondo Costituzione, prima di indire le elezioni è costretto a verificare se in Parlamento si può costituire una maggioranza alternativa a quella sfiduciata.

Tutti i pericoli della guerra lampo. Augusto Minzolini sul Giornale. Col segretario Pd un patto segreto come quello Molotov-Ribbentrop. Ma la «blitzkrieg» va chiusa in fretta. L’azzurro Rotondi: «Se Conte si proponesse nel modo giusto potrei anche votargli la fiducia».

W l’esercizio provvisorio. Foglio in prima. Votare presto e fare una Finanziaria con il pilota automatico è il minore dei mali possibili, “ed è anche bellissimo.

Un bubbone scoppiato. Elsa Fornero sul Foglio. Il governo ha accelerato il declino economico dell’Italia e le conseguenze del populismo peseranno per anni.

I rischi dello sfondare. Pier Carlo Padoan sul Foglio. Le elezioni preoccupano i mercati a causa dell’ostilità mostrata da Salvini nei confronti del modello soft di Tria.

Commissario. Commissario Ue: Tante le ipotesi. L’Italia ha tempo fino al 26 Resta in pole Garavaglia, oppure Centinaio. Il premier non si metterà di traverso sui nomi già fatti alla Von der Leyen, per non inasprire il clima già acceso. Improbabile che si viri su donne tecniche come Letizia Moratti o Fabiola Gianotti. Giorgetti solo come carta d’emergenza (Stampa p.2). Commissario Ue, lo indicherà il premier. E adesso in corsa restano solo i tecnici. In pole Moavero e Tria (Messaggero p.3).More

Mercati. Mercati, spread a 240 e 15 miliardi in fumo. Fitch: l’incertezza costa. L’agenzia conferma il rating BBB, ma anche le previsioni negative su Pil e conti pubblici. Gli analisti: sfidare l’Ue è pericoloso. Banche e Poste le più penalizzate del crollo dei prezzi dei Btp (Repubblica p.10). More

Iva. Il presidente dell’Abi Patuelli: “L’esercizio provvisorio è un segnale negativo per i mercati internazionali. Gli istituti di credito hanno superato un periodo complicato, ora i rischi possono arrivare da una nuova recessione. Aumenta l’incertezza politica Così è inevitabile l’aumento dell’Iva” (Stampa p.9). Iva, una bomba da 23 miliardi sulla manovra. Sarà molto difficile disinnescare le clausole di salvaguardia. E ne vanno trovati altri 20 per flat tax, cuneo fiscale e spesi indifferibili (Repubblica p.12). Nord Est, allarme imprese. «Così fabbriche più a rischio». Gli industriali: «Si eviti l’incremento dell’Iva. Ricucire con l’Ue» (Corriere p.10). L’aumento dell’Iva costa 541 euro in più a famiglia Fisco. Con l’incremento di aliquota ordinaria e ridotta più colpiti Nord-Est e Lombardia. Effetto pesante sul budget dei nuclei familiari con due figli (Sole p.4).

Migranti. Richard Gere sale a bordo dell’Open Arms. “Io coi migranti” (Stampa p.17). Richard Gere in mare con l’Ong: «A questi migranti serve un approdo». L’attore Usa sulla nave al largo di Lampedusa Corriere p.15). “Aiutiamo i nostri fratelli”. L’attore offre scorte di cibo. “Ora devono avere un porto”. Salvini lo attacca: “Un radical chic, spero si abbronzi” (Repubblica p.20).

Ani, capo di Open Arms: “Se salvare è un reato io sono una trafficante”. Preferisco invecchiare con la chiara coscienza di aver fatto la cosa giusta. Non importa cosa può accadermi se loro sono in salvo (Repubblica p.20).

Salvini bocciato. Residenza ai profughi bocciato il Viminale. (Repubblica p.21). More

Razzismo. Pietro, cacciato dal lido solo perché nero: “Tira un vento razzista”. Parla il 18enne italiano escluso dallo stabilimento di Chioggia poi chiuso. More

Diabolik. No ai funerali pubblici. Il questore: sicurezza a rischio. Il delitto dell’ultrà della Lazio. La famiglia protesta: faremo ricorso al Tar. In arrivo nella Capitale anche tifoserie rivali. More

L’conomia arranca… Azienda Italia, la grande frenata. Cresce poco e si ferma l’export. Rapporto Mediobanca sulle principali società industriali e dei servizi. Nel 2018 bruciata la metà dell’aumento del fatturato dell’anno precedente.More

…anche in Germania. Il gelo dell’export frena la Germania. (Corriere p.40).

E a Londra… Effetto Brexit. Londra verso la recessione. Per la prima volta da 7 anni, l’economia britannica si restringe. Nel trimestre aprile-giugno il Pil è sceso dello 0,2 per cento, portando il Regno Unito sull’orlo della recessione (definita da due trimestri negativi di seguito). La Gran Bretagna si avvicina dunque all’uscita dalla Ue, prevista per il 31 ottobre prossimo salvo rinvii, confermando i timori espressi dalla stessa Banca d’Inghilterra che la Brexit provocherà una crisi economica (Repubblica p.34).

Giappone. Giappone, il Pil cresce più del previsto e in ottobre scatta l’aumento dell’Iva (Sole p.13).

Petrolio. L’Agenzia internazionale dell’energia taglia le stime. A settembre il Wti era a 74 dollari al barile, ieri a 54,5. “Il prezzo del petrolio calerà ancora”. E gli Usa crescono a spese dell’Opec

(Stampa p.18).

Web. Facebook apre a giornali e tv: “Pagheremo i vostri contenuti”. Il social network cerca l’intesa con alcuni media americani (Stampa p.18). Il potere sottile (e pericoloso) dei colossi del web. Il commento di Daniele Manca sul Corriere (p.32).

Autostrade, tramonta la revoca “impossibile”. L’iter per ritirare la concessione mai partito. E la crisi di governo lo affossa. Una forzatura sarebbe costata allo Stato 25 miliardi di indennizzo (Messaggero p.14).

Boom di case all’asta. Ma i prezzi dimezzati colpiscono i debitori. Le nuove regole aiutano le banche e tagliano i tempi di esecuzione. Anna Greco su Repubblica (p.35).

Uber. Sharing economy. Uber crolla a Wall Street dubbi su conti e futuro (Repubblica p.35).

Hong Kong, Pechino all’attacco: “Gli Usa fomentano i disordini”. L’ambasciatore in Italia contro Washington: “Così soffia sul fuoco delle proteste” (Repubblica p.32). La protesta dei giovani arriva in aeroporto. “Appello ai turisti” (Stampa p.17). «Gli Usa dietro il caos a Hong Kong». Funzionari americani muovono i fili. La replica: estranei, regime criminale (Corriere p.12).

Trump contro gli 007. Non c’è pace per i vertici dei servizi Usa. Dopo Coats, il presidente silura anche la sua vice Gordon, per 25 anni alla Cia. Ma ora l’ex numero due dell’Fbi fa causa (Repubblica p.15).

Il superdrone di Putin, un “Cacciatore” dei cieli per i vent’anni al potere. Mosca presenta il nuovo velivolo da combattimento: va a 1000 km all’ora. Un armamento che può rimettere in discussione gli equilibri militari. L’S-70, secondo i produttori, ha un’autonomia di 5 mila chilometri (Repubblica p.16).

Amazon. Fornitori di Amazon nei guai: sfruttano gli studenti. Inchiesta del Guardian sulla cinese Foxconn: ragazzi al lavoro di notte per 10 ore e pochi yuan (Corriere p.12).

Francia. Emergenza sanità pubblica. Tagli e pochi medici in corsia. Bloccati oltre 200 pronto soccorso. Scioperi a catena: non ci sono abbastanza camici bianchi. Pazienti abbandonati sulle barelle (Stampa p.10).

Indagato. Americano bendato in caserma indagato il carabiniere della foto. C’è un nuovo carabiniere indagato per rivelazione del segreto d’ufficio nella vicenda della fotografia del ragazzo bendato. More

I Prefetti del mare. Un Corpo nobile, votato a salvare vite e a governare i porti. Cosa resta della Guardia costiera ai tempi di Salvini, “Capitano”, mai ammiraglio

Foglio p. IV

Borsa. La borsa s’è svuotata. Sono sempre di più i piccoli risparmiatori e gli imprenditori che si tengono lontani da Piazza Affari. Per investire i soldi ci vuole fiducia. E allora meglio il materasso, i gioielli o i titoli di stato tedeschi. Stefano Cingolani sul Foglio (p.I).

Il citazionista. Non c’è post senza Oscar Wilde. Ecco l’homo sapiens nell’epoca dei social. Poco importa chi ha scritto l’aforisma che l’avventore di internet riporta nella sua bacheca tra un tramonto e un drink. E’ stato Shakespeare o forse Freud, Carlo Marx o Tiziano Terzani? Foglio p. VI