Buongiorno a tutti. Di Maio forza la mano nell’incontro del M5s con Conte. «Nostro programma o meglio il voto», dice mentre consegna un piano in 20 punti al premier incaricato e conferma la consultazione degli iscritti su Rousseau. Tra le priorità dei grillini non c’è la modifica dei decreti-Salvini sulla sicurezza. Un’altra ragione di scontro col Pd, insieme al nodo del vicepremier che sta a cuore a Di Maio. «Basta minacce o salta tutto», risponde duro Zingaretti. Buona lettura.

 

Un massaggio al cuore. Un dottore in vacanza che ha la prontezza di rientrare nei suoi panni e di fare a braccio di ferro con la morte, sopra un treno e per oltre mezz’ora, è molto più di un semplice tecnico della salute. È uno che crede nel senso della sua missione, come in fondo vorremmo che fossero tutti i medici. E non solo loro. More

Bell’Italia. Il regalo di laurea del nonno, “Io, accusata di riciclaggio”. Io, ragazza semplice, onesta, piena di ideali e pronta a battermi contro chi per anni mi ha ripetuto “ vai all’estero che qui non c’è nulla per voi giovani”, mi ritrovo a mettere in dubbio le mie convinzioni. Sono stanca, ed ho appena cominciato. More

Radical chic. Pare che Conte dica buongiorno e buonasera e non si sieda a tavola se le signore sono ancora in piedi. Ma devono essere, queste, illazioni messe in giro dallo staff di Salvini per screditarlo. More

L’ultimatum di Di Maio. All’ora di pranzo la strada per un accordo di governo Pd-M5S sembra in discesa, ma nel giro di mezz’ora si torna sulle montagne russe. È Luigi Di Maio ad alzare il tiro: «O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti». Anzi, aggiunge: «Altrimenti meglio il voto». Così il leader dei 5Stelle gela i quasi alleati del Pd, uscendo dall’incontro con il premier incaricato Giuseppe Conte, l’ultimo delle consultazioni a Montecitorio. Sul Messaggero a pagina 2.

Dietrofront. Il leader dem stava andando all’appuntamento con il capo 5S: ha ascoltato le sue parole ed è tornato indietro. L’offerta ricevuta: due ministeri in più se Di Maio fa il vicepremier. Su Repubblica a pagina 3.

Niente diktat. I dem prima si confrontano increduli, poi replicano con durezza: niente diktat e minacce. Zingaretti: «Basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte». Sul Messaggero a pagina 2.

Mercoledì, o il governo o il voto. Conte balla da solo e chiede più tempo: Mattarella dice no. Il presidente incaricato vorrebbe un’altra settimana, il capo dello Stato lo gela: un governo mercoledì o si va alle elezioni. Sul Fatto a pagina 3.

AAA Compro. Scouting della Lega tra i senatori pentastellati: per chi si smarca rielezione assicurata. Le mosse per complicare la vita al nuovo esecutivo. Dalla campagna acquisti al Vietnam nelle commissioni. Sul Messaggero a pagina 3.

Poltrona. I parlamentari grillini bocciano la retromarcia. “Sei troppo egoista, pensi solo alla poltrona”. Patuanelli: Non ci sono ostacoli insormontabili, ma dobbiamo partire dai punti messi sul tavolo. Sulla Stampa a pagina 2.

Berlusconi. La Lega ha consegnato il Paese a due sinistre grazie a un «errore clamoroso» di Salvini; bisogna rilanciare il centrodestra che «non può essere un’alleanza di sovranisti e populisti». E Zaia evoca la rivoluzione. Sul Corriere a pagina 9.

Risparmi. 15 miliardi di risparmi dal calo tassi per i BTp. Se le aste di questa settimana, in cui sono stati collocati 9,25 miliardi di euro, fossero state effettuate il 9 agosto subito dopo l’annuncio della sfiducia al primo governo Conte, i costi per interessi sarebbero stati di 600 milioni in più. Se i tassi restassero ai livelli attuali anche nel 2020, il «bonus» potrebbe arrivare a ridosso dei 15 miliardi di euro. Ma le nuove tensioni e il rialzo dello spread di ieri hanno già bruciato un miliardo. Sul Sole a pagina 4.

Sondaggio. L’effetto Conte: 7 punti in più al M5S. Lega in calo ma resta sopra il 30. Il balzo 5 Stelle nei giorni della crisi: da 17,4 a 24,2. Il Pd cresce leggermente: 22,3. Nel centrodestra Fratelli d’Italia arriva al 7,8% e sorpassa Forza Italia che scende al 6%. Il sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere a pagina 6.

Il premier in Volkswagen. Il premier incaricato ha utilizzato per il breve percorso che separa Palazzo Chigi dal Quirinale, due fiammanti berline Volkswagen. Una di esse lo attendeva nello stupendo cortile del Quirinale. Si tratta chiaramente di un dettaglio, in quella che sembra la crisi più pazza del mondo. Ma ci permette di fare tre considerazioni di contorno, a nostro avviso significative di un certo modo di pensare. Nicola Porro sul Giornale in prima. More

Caro Conte ti scrivo. Alan Fridman scrive al premier: “L’Italia riparta rivedendo la qualità della spesa statale. Il decreto dignità è contro i piccoli imprenditori. Il reddito di cittadinanza ha fallito. Il suo esecutivo precedente ha trascurato gli investimenti. I ministri si astengano dall’insultare i partner europei”. Alan Fridman sulla Stampa a pagina 4.

Padoan. “Lasciamo scomparire Quota 100. Pd-5S vicini sulla crescita green”. L’ex ministro dell’Economia: “Serve un accordo di lungo periodo.

In Europa si potrebbe rivedere il patto di stabilità per agevolare gli investimenti. L’Italia è uno dei paesi più lenti: si lavori su pubblica amministrazione, giustizia e scuola. Il reddito di cittadinanza vuole conciliare troppe cose diverse, perciò non funziona”. Pier Carlo Padoan sulla Stampa a pagina 5.

Berlusconi. Il Cav azzanna Salvini per riacquistare un peso determinante nel centrodestra. L’attacco: «No a sovranisti e populisti». L’obiettivo è recuperare i voti moderati e le differenze tra Fi e l’asse Lega-Fdi. Sulla Verità a pagina 11.

Cassazione. Silvio vince la battaglia per gli alimenti ma lascia a Veronica i sessanta milioni. L’ex moglie del leader di Forza Italia perde il ricorso in Cassazione. Mattia Feltri sulla Stampa a pagina 7. Veronica: dovevo fare le valigie lui in tribunale la spunta sempre. Dario Cresta Dina su Repubblica a pagina 15.

C’è chi dice no.

Giornale. Di Maio da di matto e ora ricatta tutti. Blitz del leader M5s: «Resterò vicepremier costi quel che costi». E minaccia il voto. Panico fra Conte e Pd, Colle furioso. Ma gli stessi grillini lo mollano. Berlusconi: «Non esiste centrodestra senza di noi». Giornale.

Libero. Il quasi premier assediato da orde di postulanti Conte e la corte dei miracoli Non ha combinato nulla ma passa già per salvatore della patria: ambientalisti, vescovi, gay e amici dei migranti lo tirano per la giacca. Eppure non sa nemmeno scegliere i suoi vice. Di Maio fa i capricci, il Pd perde la pazienza. Aria di rottura. Libero.

La Verità. Così Conte ha venduto la manovra all’Ue. Il grande successo sulla procedura di infrazione? Una resa senza condizioni per il futuro. Quando la Lega ha scoperto che non poteva ottenere la flat tax, ha fatto saltare il banco. E un attimo dopo, guarda caso, Bruxelles ha promesso di allargare i cordoni della borsa… Di Maio difende i decreti sicurezza ed evoca il voto. Il governo rischia di morire nella culla. Verità.

La pagina politica.

Migranti. La vergogna dei bimbi trasbordati nel mare in tempesta dalla Mare Jonio. Shock per le scene mostrate nel video di “Repubblica”. Ancora in 34 sulla nave Ong. L’europarlamentare Bartolo a bordo: “Se vogliamo davvero un nuovo umanesimo facciamoli sbarcare”. Il vescovo Pennisi: “Turbato da quelle immagini si è superato un altro limite”. In nome degli elementari principi di umanità e valori cristiani bisogna ora permettere l’ingresso in un porto italiano. Su Repubblica a pagina 9.

Migranti 2. Flussi, navi umanitarie e centri in Libia: il difficile compromesso Pd-5S. Entrambi i partiti condividono solo una posizione: coinvolgere sul tema l’Unione Europea. Il primo confronto sarà sulla posizione da tenere con la Guardia costiera libica. 53.330 sono i migranti arrivati in Europa dal 1° gennaio al 19 agosto. 4.399 Sono i migranti arrivati in Italia nello stesso periodo: 293 tramite navi delle Ong. Sulla Stampa a pagina 9.

Migranti 3. Rifornimenti per la “Mare Jonio” mentre proseguono gli sbarchi fantasma. Sulla “Mare Jonio”, in attesa a 13 miglia da Lampedusa con a bordo ancora 34 dei 98 migranti salvati mercoledì, ieri sono arrivati cibo e acqua. I libici ieri hanno riportato indietro 400 persone; sulla rotta tra Marocco e isole Canarie un barcone si è rovesciato e ci sono 23 dispersi; a Lesbo in mezz’ora sono arrivati in 600 su 13 gommoni. E c’è anche chi riesce ad arrivare in Italia, nonostante i divieti: ieri è stato un gruppo di 62 pachistani, sbarcati dal solito veliero sulle coste di Gallipoli. E altri 51 sono stati bloccati in Friuli appena varcato il confine sloveno. Sulla Stampa a pagina 9.

Migranti 4. “Sbarco negato con dolo”. Il leghista rischia grosso. Non ancora indagato su Open Arms, ma l’accusa è più pesante che per la Diciotti. Sul Fatto a pagina 7.

Tra il dire e il fare… 1. La cannabis “light” vince in tribunale. I negozi delle polemiche restano aperti. Dopo la sentenza della Cassazione, Salvini aveva promesso: “Li chiuderò tutti”. Ma i giudici ordinano i dissequestri. Manca una norma che stabilisca come dimostrare “l’effetto drogante”. L’unico riferimento resta lo 0,5 per cento di Thc. Il giro di affari stimato in Italia della cannabis light è di 44 milioni e sono 2.800 gli esercizi inaugurati nel nostro Paese che danno lavoro a circa 10mila persone. Sulla Stampa a pagina 15.

 

Tra il dire e il fare… 2. Accattonaggio e rifugio di fortuna non giustificano il foglio di via. Provvedimento nullo se il mendicante è senza fissa dimora. Il giudice penale può disapplicare l’atto se non si prova la pericolosità.

L’allontanamento deve essere basato sulla pericolosità sociale e contenere l’indicazione del luogo da lasciare e di quello da raggiungere. Per il senza fissa dimora il provvedimento è nullo, perché manca la garanzia di un punto di approdo: l’allontanamento non può diventare un bando. Il foglio di via in assenza dei requisiti è in contrasto con il diritto alla libera circolazione e al soggiorno. Sul Sole a pagina 15.

Vaccini. Al ritorno a scuola 10% di alunni fuori regola. Le stime sulla copertura: in nidi e asili molti rischiano l’esclusione dalle classi. Elementari e medie, si entra in aula ma c’è la multa. Da quest’anno niente più certificati. D’ora in poi saranno gli istituti a verificare la profilassi fatta, consultando l’anagrafe vaccinale delle regioni. Addio “obbligo flessibile”, con la Lega via dal governo torna il rigore anti no-vax. La ministra uscente Giulia Grillo ha sempre tenuto una posizione prudente. Il Pd: impossibile tornare indietro. Sul Messaggero a pagina 15.

Sarà un paese per vecchi. Allarme Ocse: “Fra trent’anni più pensionati che lavoratori. Nel 2050 saranno più di 20 milioni gli italiani over 65. Senza flessibilità è a rischio il sistema previdenziale”. Saranno 4 milioni gli ultra 85enni nel 2050 secondo le proiezioni dell’Istat e 2,5 milioni gli italiani in meno rispetto agli attuali 60 milioni di abitanti. Sulla Stampa a pagina 18.

Disoccupazione. L’Istat conferma la crescita zero. La disoccupazione torna a salire. Meno posti per agricoltura e industria. Abbiamo meno ingegneri e scienziati dei grandi Paesi Ue. L’Istat segnala occupati in calo fra i 35 e i 49 anni. Stessa tendenza fra gli over 50 dove pesa l’effetto di Quota 100. Sulla Stampa a pagina 18.

Industria. Perché recuperare l’industria del nord dovrà essere la priorità. Dopo l’ignoranza gialloverde la Lombardia metalmeccanica comincia a soffrire il contraccolpo tedesco. Rispetto agli ultimi sei mesi del 2018 la cassa integrazione ordinaria ha registrato una variazione del 64 per cento mentre quella straordinaria del 71. Preoccupa anche il ricorso alle procedure di licenziamento collettivo che hanno visto un aumento del 189 per cento. La recessione in Germania peggiorerà la situazione. Sul Foglio a pagina 3.

Argentina. L’economia Argentina ancora nel baratro. Torna il fantasma della bancarotta. Sarebbe la nona volta in 200 anni. Fallite le politiche di austerità e contro la corruzione del presidente Macri. La Chiesa cattolica argentina ha chiesto al governo di dichiarare l’emergenza alimentare. Sono 15 milioni i poveri in Argentina, il 35% della popolazione. L’ammontare della prossima rata (in dollari) in arrivo a settembre dal Fondo monetario è di 5,4 miliardi, mentre è di 57 il prestito concesso l’anno scorso dal Fmi in cambio di maggior austerità e che ora dice: “Pericoloso rinegoziare il debito”. L’allarme dell’agenzia di rating Standard & Poor’s: default selettivo. Sulla Stampa a pagina 10.

Maurizio Landini. «Meno tasse in busta paga e una cura vera d’investimenti. Abbiamo bisogno di un governo, il problema è capire che scelte farà. Nessuno ha la bacchetta magica ma servono segnali di cambiamento, di equità e di giustizia sociale, serve un governo chiaramente antifascista e antirazzista. Serve un cambiamento delle politiche, mi riferisco sia a quelle dell’ultimo esecutivo sia dei governi precedenti sul terreno degli investimenti, delle politiche industriali, della creazione del lavoro e della lotta all’evasione fiscale per recuperare le risorse necessarie da investire in infrastrutture materiali e sociali». Il leader della Cgil rilancia anche l’articolo 18. Sul Sole a pagina 2.

Dazi Ue sulle bici asiatiche. Le imprese: salvi 100mila posti. In Gazzetta la proroga fino al 2024 delle tariffe contro l’import cinese. In Italia il settore coinvolge 250 Pmi, 15mila addetti e oltre 1,2 miliardi di fatturato. Prodotto interno bici: in Italia può valere fino a 23 miliardi l’anno. Il valore della bike economy in Europa è stimato in 513 miliardi, la produzione e l’export di biciclette e accessori valgono poco più di un decimo, circa 63 miliardi. Sul Sole a pagina 6.

Cina. Crisi politica e tensioni commerciali: recessione più vicina a Hong Kong. Anche i mercati accusano il colpo, ad agosto nuova flessione per la Borsa (-7,4%). Sondaggio della Camera di Commercio italiana: il 30% cita danni rilevanti. Sul Sole a pagina 13.

Cina-Stati Uniti. La guerra dei dazi passa alle monete. Ha superato “quota 7”, una barriera psicologica. E poi ha continuato a deprezzarsi, fino ad arrivare ieri a 7,16 yuan per un dollaro. Il renminbi cinese, il cui cambio ha una banda di oscillazione limitata attorno a un punto fissato dalla Banca centrale, si avvia a chiudere agosto con un calo del 3,8%, il più pronunciato da un quarto di secolo. Le ragioni sono tutte nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. Su Repubblica a pagina 28. More

Piange il telefonino. Rincari fino al 56%. Nel mobile forti aumenti nell’ultimo anno, specie fra luglio e agosto. Salgono del 20% anche le tariffe del fisso. E l’Adsl tende a costare più delle fibra ottica. Su Repubblica a pagina 30.

Brexit. Boris Johnson ieri è passato al contrattacco. Il premier ha dichiarato che i deputati che puntano a impedire un’uscita dall’Unione Europea senza un accordo in realtà stanno rendendo il “no deal” più probabile. «Più i parlamentari provano a bloccare un no deal più è probabile che si arrivi a quella situazione – ha detto Johnson -. Il modo migliore per uscire con un accordo è se i nostri amici e partner oltre Manica non pensano che Brexit possa essere bloccata dal Parlamento perché se lo pensano non ci concederanno mai l’accordo che vogliamo». Il premier insiste che un compromesso con la Ue è ancora possibile. E l’ex premier Major porta Johnson in tribunale. La denuncia dopo l’annuncio di chiusura del Parlamento. Oggi Londra in piazza. Sul Sole a pagina 12. More

Hong Kong. Protesta decapitata. Fermati alcuni leader della rivolta: c’è anche Wong. Si temono scontri per i divieti alla manifestazione di oggi. Su Repubblica a pagina 17.

Altre notizie dal Mondo. Silvia Romano è in Somalia. Intervista al commissario alla concorrenza Margrethe Vestager. Le elezioni in Sassonia domani. Continuano le proteste in Russia. Assad avanza verso la Turchia e avverte l’Europa che i profughi possono essere un problema. Vai alla pagina Mondo.

Letture.

Mappe digitali. Così le mappe digitali trasformano le nostre città. Carlo Ratti sulla Stampa a pagina 23.

Abbracciatevi e fate sesso. Vittorino Andreoli: “Così curo il vostro autismo digitale. Sono nemico della felicità e pessimista attivo. I social network hanno decretato la nostra morte. Da anni nessuno mi invita a una cena. Al secondo piatto temono che abbia fatto una diagnosi. La tecnologia ha cambiato la violenza: come in un video si pensa che la morte si possa scegliere”. Nicola Pinna sulla Stampa a pagina 31.

La malattia torna privata. Quel muro a difesa di Xana. La figlia di Luis Enrique morta a nove anni: il mondo del calcio ha protetto il suo segreto. Un modo diverso di vivere la sofferenza dopo i casi di Mihajlovic e della Toffa. Elena Marisol sul Messaggero a pagina 16.

Leggere. “Leggere è l’unico vero antidoto contro la solitudine”. Angelo Molica sul Fatto a pagina 21.

Achille Occhetto. A tre giorni dal massacro a Pechino, il segretario del Pci commenta: “Questi regimi non li riconosciamo più come socialisti. Noi siamo dalla parte degli studenti”. L’intervista ad Achille Ochetto del 16 giugno del 1989. Antonio Padellaro sul Fatto a pagina 20.

Ambasciatrice in tacco sedici. A Londra con Eriksson la stagione della celebrità, oggi l’incarico per la Puglia. Incontro con Nancy Dell’Olio. Michele Masneri sul Foglio a pagina VIII.

Il suono del mondo. Cantare “fuck” come se fosse “honey”. Il nuovo album di Lana Del Rey, pop star ipnotica che nella musica cerca la natura nascosta delle cose. Simonetta Sciandivasci sul Foglio a pagina X

Incendi. Facile fare gli ambientalisti con le foreste degli altri. L’Europa era coperta di boschi; per svilupparsi li ha abbattuti. Ma ora pretende che il Brasile non lo faccia a sua volta. E che i sudamericani restino nella miseria. Francesco Bertolini su Libero a pagina 8.