Stavolta, dopo il successo del maggio scorso degli striscioni fai-da-te appesi spontaneamente in migliaia di balconi italiani ma soprattutto a Milano, gli hanno dato proprio un nome, quasi fosse una disciplina: le “Balconiadi”. Contro la Lega e contro il sovranismo. Oggi I Sentinelli di Milano, seguitissimi agitatori “laici e antifascisti” con 180 mila fan solo su Facebook, sui propri canali social lanceranno una nuova mobilitazione di risposta alla piazza leghista del 19 ottobre a Roma. «Sarebbe bello esportare l’esperimento delle “Balconiadi” in tutto il Paese – racconta uno dei promotori e portavoce dell’associazione, Luca Paladini – proprio nei giorni della manifestazione sovranista di sabato. Un modo di esprimere il dissenso originale e libero dove ciascuno scatena la propria fantasia e usa il proprio balcone o la propria finestra come palco. Per mostrare che c’è da Nord a Sud una Italia diversa da quella dei porti chiusi e che sclera per le ricette dei tortellini». Oggi sulla pagina social dei Sentinelli verrà pubblicato un invito: «Lanciamo una nuova risposta di lotta e di balcone. Dichiariamo come la pensiamo e quello che desideriamo su striscioni, lenzuola, disegni da stendere ai nostri balconi, ma vanno bene pure finestre e terrazzi. Facciamolo in tutta Italia! Posteremo le voste foto ma sarà necessario che aggiungiate l’hashtag #parlatecidi. Inserite anche città e via». Il “parlateci di” fa ovviamente il verso al battage propagandistico sui fatti ancora tutti da chiarire di Bibbiano, caso di cronaca che negli ultimi mesi è stato utilizzato in lungo e largo da Lega, Fratelli d’Italia e i vari network sovranisti sul web contro il Pd ma più in generale contro il sistema educativo, sociale e cooperativo della sinistra nelle amministrazioni locali. Utilizzando corde arcaiche: se prima i comunisti mangiavano bambini, ora li rubano alle famiglie. “Accoglienza”, “diritti”, “prima le persone”, “Ius soli”, “omofobia”, “49 milioni”, sono alcune delle parole scelte e consigliate per gli striscioni. Cinque mesi fa in soli tre giorni sulla pagina dei Sentinelli arrivarono 4.300 foto di lenzuoli e bombolette spray. «E chissà quanti ce ne siamo persi…», sorride Paladini. Certo allora influì anche il voler protestare contro i casi di censura verso alcuni striscioni da parte delle forze dell’ordine, fatti togliere in occasione dei comizi del leader della Lega: Matteo Salvini era ministro dell’Interno, appariva invincibile e il tam tam partito sul web mostrò che nel Paese c’era invece un importante pezzo di opinione pubblico che avversava le sue ricette. Oggi Salvini si è relegato da solo fuori dal governo ma «la sua egemonia politica e culturale non si manifesta solo quando ha un posto di potere – chiosa Paladini – ma pure quando si trova all’opposizione: il timore di alcuni a sinistra di un provvedimento sullo ius soli ne è un esempio perfetto». Le “balconiadi” insomma non sono state pensate solo per dire no a qualcuno, ma anche per sollecitare i giallorossi.