Il governo è pronto a rimodulare la plastic tax, che di tutte le cosiddette «microtasse» è quella che in questi giorni ha creato più polemiche. «Ascolteremo le opinioni di tutti» ha spiegato ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una intervista a la Stampa, riferendosi in particolare alle obiezioni sollevate dal presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, preoccupato per un settore che proprio nella sua regione conta 270 imprese e ben 17mila occupati. Il governatore emiliano, intervenendo alla trasmissione Mezz’ora in più di Raitre, ieri ha confermato che «tra pochi giorni sarà convocato un tavolo dal ministro, che poi verrà in Emilia Romagna. Non so se si potrà togliere tutta la tassa ma si può rimodulare, si può ridurre l’impatto». Al Tg3 della sera lo stesso ministro dell’Economia ha confermato la disponibilità a rimodulare la tassa: vuole farlo «bene» e per questo si è detto «pronto a discutere con gli operatori del settore». Matteo Renzi, che da subito ha sparato a zero contro plastic tax, sugar tax e auto tax, ovviamente è passato subito all’incasso: «Per 24 ore un fiume di polemiche contro di me – ha scritto su Twitter -. Ora retromarcia in corso sulle nuove tasse (plastica e auto aziendali) Bene! Apprezzo il buon senso del ministro Gualtieri. Per Italia Viva conta solo il risultato #NoTax». Due gli scogli da superare: uno tecnico, perché la plastic tax farà incassare 1,1 miliardi nel 2020 e 1,8 nel 2021, per cui più di tanto non si potrà smontare; ed uno politico, perché i 5 Stelle la difendono a spada tratta. «Chi si oppone a questa imposta è contro il futuro» scrivono in una nota congiunta deputati e senatori. «Serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta – scrive Di Maio su Facebook -. Non promuovi l’ambiente parlando, lo promuovi facendo delle scelte». Paolo Baroni sulla Stampa a pagina 4.