La missione a Roma del segretario alla Giustizia americano Barr è nata dalla denuncia di George Papadopoulos, consigliere di politica estera di Donald Trump all’inizio della campagna elettorale del 2016. Papadopoulos è la persona da cui era partita l’inchiesta sul Russiagate, quando aveva rivelato all’ambasciatore australiano a Londra Downer che Mosca aveva le mail di Hillary Cliton e del Partito democratico. George, condannato a 12 giorni di prigione per aver mentito al procuratore Mueller, sostiene che si è trattato di un complotto per abbattere Trump, nel caso in cui avesse vinto le elezioni. In un’intervista pubblicata da La Stampa il 24 marzo scorso, l’ex consigliere ci aveva spiegato così la sua teoria. Secondo lui il professore maltese Joseph Mifsud lavorava per l’Fbi e i servizi segreti italiani, e durante una conferenza avvenuta alla Link Campus University di Roma aveva rivelato a Papadopoulos l’informazione sulle mail. La sua speranza era che George la passasse alla campagna di Trump, e la campagna contattasse Mosca, creando così l’appiglio sfruttato dall’Fbi per lanciare l’inchiesta sul Russiagate. Una volta tornato a Londra il consigliere aveva incontrato l’ambasciatore Downer, anche lui parte del complotto, che gli aveva estratto l’informazione sulle mail per passarla poi all’Fbi. Papadopoulos ci aveva spiegato così i suoi sospetti politici sull’Italia: «Stiamo parlando del 2016, quando Renzi era il presidente del Consiglio. Mifsud era vicino alla sinistra. A meno che non fosse il più grande doppio agente della storia, è chiaro che gestiva un’operazione per dare informazioni a me sui russi, nella speranza che le girassi alla campagna di Donald Trump. Ora la situazione è cambiata. Trump è presidente e l’establishment cerca di essere amichevole con lui». Il capo della Casa Bianca ha chiesto a Barr di investigare sulla denuncia di Papadopoulos, e il premier Conte gli avrebbe dato accesso ai servizi italiani (due presunti incontri a Roma tra Barr e i vertici dei servizi italiani, il 15 agosto e il 27 settembre) per ingraziarsi il presidente, che ha appoggiato la creazione del suo secondo governo. I critici di George rispondono che non ha fornito le prove della sua teoria, perché non esistono, e infatti nessun inquirente finora le ha trovate.