Toti perché lo fai? L’insalata era nell’orto, pan e vin non ti mancavan, e te ne vai. A far che? A fare la fine diMaramao della filastrocca: a morire inmodo persino buffo, perché nessuno associa né tragedia né dramma a chi somiglia come te (e come me) al ladro di salsicce nei cartoon. Che peccato. E dire che eri e saresti una bella promessa in mezzo a tanti brocchi. Dinanzi alle scialbe silhouette del 90% di ministri e politici dell’ultima generazione rifulgi come una rosea ortensia sopra una distesa di ortiche. Ed invece eccoti qua a somigliare a tuttii disperati che si preparano una zattera per evitare di condividere (…)(…) la sorte del tuo Geppetto-Berluscain bocca alla Balena. Non diciamo che avresti potuto essere un Maradona o un Tardelli,ma un Tacchinardi senz’altro, anche per la disgraziata assonanza del nome di questo bravo mediano con il tacchino dal grosso pettoe dailunghi bargigli, quale tu sembri a tanti (anchea quelliche tilusingano, come i leghisti). Convinto di essere presto sacrificato a Natale (Berlusconi alla fine tende a mettere allo spiedo il suo pollame) hai cercato di metterti in salvo. Comprensibile. Magari ci sbagliamo, e sei il nuovo genio del poker. Ma guarda che afarman bassa di culo e culi è passato già Conte. Insomma. La notizia è questa:GiovanniTotiha presentato ufficialmentein conferenza stampa alla Camera il suo partito, che si intitola “Cambiamo!”. Per intanto cava sangue alla già anemica Forza Italia. Intende con ciò costruire una casa dei liberali, con l’ambizione di convogliare verso di sé chi ha l’animo di centrodestra ma non vota più per la delusione. O non vota più Forza Italiama Lega o Fratelli d’Italia per la incapacità del movimento berlusconiano di essere attrattivo, per la stagionatura eccessiva del fondatore e per la sua latente (e presunta) ostilità a Salvini e a Meloni, titubante nella contrapposizione alla sinistra e da ultimo a questo governo. Non è che abbia tutti i torti. Ma perché andarsene? Bettino Craxi, per fare un nome che sappiamo caro a Toti, quando affrontò la sua battaglia nel Partito socialistaerain nettaminoranza,intorno dominavanoi nostalgici del Fronte popolare, con il collo girato soprattutto verso l’estrema sinistra. Non si scisse, non costituì un partitinointitolato “Cambiamo!” per soccorrere la Democrazia cristiana che, come la Lega oggi, campava benissimo da sola e semmai li avrebbe fatti lei gli accordi con il Partito comunista. LA STORIA INSEGNA Craxi conquistò conla sua idea di autonomia riformista e con alleanze impensabili (conquistò a sé Gianni De Michelino) la guida del Partito, tenendosi ben stretto il padre putativo Nenni. I satelliti sono schiavi di un pianeta, è una ben meschina fine per chi adora – come tutti coloro che sono stati direttori di giornale o di Tg – esibirele belle gambe da ballerina di prima fila. L’intendimento, conoscendo Toti che è più bravo amentire a se stesso che agli altri,è nobileeil nomemanifesta ambizioni ciclopiche: è lo slogan tipico di chiannuncia di voler spostare la terra dal suo asse, di avere l’idea giusta e la forza necessaria, maintanto cambia soloil biglietto da visita, e si porta via gli infissi della casa in cui è nato. Non dirò che Giovanni somiglia al topo che abbandona la nave, che ormai è piuttosto un canotto e fa pure acqua. Ma insomma siamo lì. Non stiamo parlando di un tizio minore. Giovanni Toti è un ottimo governatore della Liguria, non penzola a sinistra, sa tenere insieme una coalizione che arriva da destra fino al centro, e non fa toccar palla ai vecchi padroni rossi della Riviera. Il suo problema è che gli si è incendiata nella testama soprattutto nella pancia la miscela tipica dei giornalisti che hanno cambiatomestiere: ambizione, presunzione e fretta. Siccome Giovannino cosciagrossa nonnascein politica come un “nessuno”, ha una carriera di rango nel giornalismo Mediaset, anche se nessuno si ricorda di lui un aggettivo, non morirà nessuno. Diventerà un personaggino, uno che si distinguerà per il naso profilato nella tribù del gruppo misto che andrà a dire cose inutili al Capo dello Stato. Ma non è questo il peggio. Il fatto è che fa del male all’intero centrodestra e con questo agli italiani che lui vorrebbe aiutare a sconfiggerela pelosa alleanza giallo-rossa. CI RIPENSI Non ferisce solo Forza Italia che per lui è stata la gallina dalle uova d’oro, a cui per ora ha strappato quattro penne ma a cui si ripromette di tirareil collo; sta già rendendo meno credibile e forte l’intero centrodestra cui crede di dare un contributo. C’è qualcuno che ne sentiva il bisogno oltre ai cacciatori di un raggio di luce effimera e al Pd? I sondaggi assegnano percentuali di elettori che vanno dall’1 al 2,3 per cento.C’è chiazzarda un potenziale del 5-6 per cento. Magari Toti è il genio della lampada, ma persino Salvini alla cui irresistibile ascesa si ispira non ha fondato un’altra Lega, ha fatto come Cossiga il quale con la corrente dei Giovani Turchi uccise i vecchi ras della Dc. Lui ha fatto la stessa cosa con BossieMaroni,eamepersonalmente dispiace: la lotta politica in un partito sifa così, spietata,ma senza scismi. Ci ripensi Toti, faccia un giretto e poi ritorni. Andandosene renderà più plausibile la strategia di Renzi che cercherà di assorbire una Forza Italia privata di un paletto sulla destra. Ma anche personalmente non sarà una storia di gloria. Giovanni finirà per trasformarsi in un Tredicino,furbetto e persino abile, un Puffo che non giocain squadra, un trottolino loquace alla corte del gigante Salvini che se non fai il bravo ti mangia, insieme ai tuoifratellini strappati alla chioccia di Arcore (in questo caso per ora cinque sconosciuti parlamentari sui 166 berlusconiani). Salvini ha la bocca molto grande.