“Incauto ma non delinquente”. Così nell’ultimo libro di Bruno Vespa – Perché l’Italia diventò fascista, in uscita il 4 novembre – Matteo Salvini definisce il suo ex portavoce Gianluca Savoini in relazione all’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. E nello stesso libro, c’è anche il commento sulla vicenda dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: “Che cosa penso dell’incontro al Metropol? Savoini e D’Amico sono due sprovveduti avvicinati da mediatori d’affari che li immaginavano dotati di poteri magici. Altri pensavano che arrivassero fino a Salvini. Figurarsi. Però, ogni loro passo era monitorato, erano polli lasciati correre in libertà”.