Prendiamo due notizie degli ultimi giorni: la contestata risoluzione del Parlamento europeo sull’equiparazione di crimini nazisti e comunisti, e Berlusconi indagato per mafia. Nel suo ultimo libro Paolo Mieli, giornalista e storico, non ne parla. Eppure in qualche modo se ne occupa perché il saggio prende in esame falsi storici, credenze infondate e rivelazioni che illuminano di luce diversa trenta casi di verità nascoste, che danno il titolo al libro. La risoluzione del Parlamento europeo ha fatto molto dis c u te re . Se si vuol dire che il patto Molotov-Ribbentrop è stato la causa scatenante della Seconda guerra mondiale, si dice una colossale sciocchezza. Quindi nazismo e comunismo sono equiparabili, o no? No perché un essere umano – è capitato anche a me – che voleva aderire all’id eologia comunista poteva farlo con il desiderio di difendere gli oppressi, senza nessuna idea di nuocere al prossimo. Chi aderiva all’idea nazista sapeva che il presupposto era fare del male ad altri. Nelle intenzioni sono cose completamente diverse. Certo: ovunque l’idea comunista sia stata messa in pratica – con l’unica eccezione del Kerala –ha prodotto morte. Un capitolo si occupa dell’origine rivoluzionaria della mafia. Il tema – c oraggi osame nte portato alla luce da Salvatore Lupo –, della mafia postunitaria che ha radici nella sinistra storica è imbarazzante, il senso comune la vuole legata alla destra. Addirittura all’epoca dell’impresa dei Mille, quando gran parte degli agrari misero a disposizione dei garibaldini i loro picciotti, che furono decisivi in alcune battaglie come a Calatafimi. Due volte la storia d’Italia s’è fatta dalla Sicilia risalendo verso il Nord, nel 1860 e nel ’43 quando la mafia si alleò con gli Alleati: sempre dalla parte ‘giusta’. Che effetto le fa la notizia del l’indagine su Berlusconi per le stragi del ’92- 93 ? C’è una verità ufficiale che non convince e siamo in attesa di ulteriori verità, che forse arriveranno per via giudiziaria. Quello che sembra essere uno scontro tra Berlusconi e De ll ’Utri potrebbe produrre nuove rivelazioni. Certo, da questa vicenda dipenderà quale reputazione futura avrà Berlusconi: se venisse fuori qualcosa di decisivo farebbe dimenticare le ragazze e le condanne. Non si libererebbe mai dello stigma della mafia. Per ora, però, supposizioni molte, evidenze zero. Quello che è in gioco è la sua immagine nei libri di storia, ormai politicamente è fuori dai giochi. Ne Le verità nascoste l ei cerca di smontare molti luoghi comuni che sono passati per verità insindacabili, tra cui il proto-fascista D’A nn u n z i o. Mussolini lo ha irretito, mettendolo ai margini, rubandogli molte idee e molti slogan, come Eia eia alalà. D’A n n u nzio passa per essere un precursore del Duce, per il quale aveva una nettissima antipatia fino all’impresa di Fiume. A Trieste c’è stata molta polemica per la statua commemorativa dei cento anni dell’i m p re s a . Perché ancora adesso viene vissuta come la prova generale della marcia su Roma, cosa che non fu! Tanto è vero che molti dei legionari che parteciparono all’i mp r es a non aderirono mai al fascismo. Nel libro svela anche alcuni retroscena, per esempio il rapporto difficile di De Gasperi con la Chiesa. Nel suo diario si legge quanto ha sofferto per i cedimenti della Chiesa al Fascismo. Come quando nel 1932 le suore della scuola Pio X a cui erano iscritte le sue due figlie pretesero che le ragazze prendessero la tessera del Partito fascista: lui non accettò e le spostò all’Istituto francese delle suore di Nevers. Sul diario annota la parola “lacrime ”. La Storia deve sapere attendere, guardare da vicino ci fa cadere in errore. Facciamo un esempio? La crisi politica di questa estate è gravida di punti oscuri. Ci sono cose che non si spiegano: prima o poi usciranno dettagli che ci faranno capire di più. Quando un politico si muove di solito ha anche un piano B. L’8 agosto il piano A di Salvini erano le elezioni. Ma i giornali già parlavano della possibilità di un avvicinamento tra Pd e 5 Stelle: Franceschini, dieci giorni prima, aveva rilasciato un’i ntervista in cui la auspicava. Perché un politico navigato come Salvini non ha preparato un piano B? Su quello snodo saremo costretti a tornare, lo dico da storico.