Sotto al monumento di Karl Marx, nella città tedesca di Chemnitz, al confine con la Repubblica ceca, il 15 agosto c’erano centinaia di persone ad aspettare il comizio di Robert Habeck, leader, assieme ad Annalena Baerbock, dei Verdi tedeschi. Quello stesso luogo, la scorsa estate era stato il punto di ritrovo dei manifestanti di estrema destra, protagonisti delle proteste anti immigrazione che hanno trasformato la città nel simbolo del ritorno dell’intolleranza e della violenza razzista. Fino a poco tempo fa sembrava impossibile che il comizio di un politico di sinistra potesse invece riscuotere successo, essere ascoltato e applaudito proprio lì. Ma mentre i Verdi nelle zone orientali della Germania pensavano di non poter ottenere granché, si accontentavano anzi di superare la soglia di sbarramento per accedere ai parlamenti dei Länder, stava succedendo qualcosa: anche l’est iniziava interessarsi alla loro politica. Racconta l’Atlantic che qualche giorno prima, a Zwickau, sempre in Sassonia, Habeck aveva tenuto un altro comizio, questa volta in un ex deposito di gas e gli organizzatori, avevano preparato la stanza per 250 persone, ma non era stato sufficiente, e più ci si avvicinava all’orario del comizio, più la gente continuava ad arrivare, stava in piedi, si accalcava sulla porta, lo stesso Habeck era sorpreso, tanto che prima di iniziare l’evento si era assicurato che le persone avessero capito che quello fosse un evento dei Verdi. Infatti il partito, che negli ultimi anni sta conoscendo un’ascesa politica molto rapida, finora contava soprattutto sul voto della parte orientale della Germania, dalle grandi città, con un elettorato urbano, benestante, di sinistra. Invece i sondaggi hanno iniziato a mostrare che in Sassonia i Verdi sono arrivati all’11 per cento e in Brandeburgo al 14, più del doppio rispetto a cinque anni fa. Domenica nei due Länder ci saranno le elezioni e le statistiche danno in vantaggio l’AfD, il partito di estrema destra fondato nel 2013, ma nonostante i voti ha poche speranze di governare. Per farlo dovrebbe entrare in coalizione con altri partiti, che però hanno già tutti escluso la possibilità di formare dei governi di coalizione con l’estrema destra. I Verdi, invece, potrebbero entrare a far parte dei governi di tutte e due le regioni. Robert Habeck è un politico molto popolare, secondo alcuni sondaggi è il più popolare del paese, anche più della cancelliera Angela Merkel, ed è stato proprio lui a prendersi a cuore la causa orientale e la passione dell’ex Germania comunista per i problemi legati all’ambiente. L’ex scrittore convertito alla politica, secondo alcuni potrebbe diventare il futuro cancelliere, c’è chi invece rimane scettico, come il quotidiano Spiegel, secondo il quale, Habeck piace, e anche tanto, ma è la sua forma che cattura, la sua capacità di trasformare in performance i comizi e gli eventi, non tanto i contenuti. Le differenze tra l’est e l’ovest, dall’unificazione della Germania, stanno aumentando. Studi e sondaggi dimostrano come le due parti votano, ragionano, lavorano in modo diverso. Ma nei Länder orientali dove almeno un elettore su quattro vota AfD, è strano notare l’ascesa di un partito come quello dei Verdi che propongono una politica di apertura e di accoglienza con l’immigrazione e accelerare la chiusura delle centrali inquinanti a carbone, la maggior parte delle quali si trova proprio nella parte orientale.