Non gli hanno detto «sei fuori»: gli hanno detto «vai dentro». Non è uscito dalla casa: è entrato in galera. Non l’ha accolto Barbara D’Urso: ma una volante dei carabinieri. Tutto fa pensare che il 23enne Alberto Pastore pensasse tuttavia di essere dentro un reality-show, visto che dopo aver ammazzato il suo migliore amico e coetaneo Yoan Leonardi non si è costituito alle forze dell’ordine, ma ai social network. Comunque è andata così. I due erano entrambi di Cureggio, 2600 abitanti vicino a Borgomanero ein provincia di Novara, in Piemonte, e a quanto pare erano amici da sempre. A un certo punto si sono trovati in un disco-pub a Borgo Ticino (Novara)in zonaCampagnola di Comignago, a due passi dal Lago Maggiore, in una struttura che un tempo ospitava il museo dell’aeroplano e un’ex discoteca. Non è chiaro se abbiano cominciatoa discutere elitigare dentroil pub o se si siano dati appuntamento direttamente fuori, nel parcheggio. Oggetto: una ragazza e dei comportamenti di Yoan che ad Alberto non erano piaciuti. Il padre di Joan racconterà che suo figlio stava semplicemente cercando di riallacciare una relazione tra Alberto e la sua fidanzata, insomma faceva da paciere, o ci provava. Sta di fatto che i due sono venuti alle mani ed è spuntato un coltello con cui Pastore ha infierito tre volte sull’amico, lasciandolo in una pozza di sangue ma ancora vivo. Erano circa le due di notte. «HO FATTO UNA CAZZATA» Alberto Pastore, detto Alby, nel frattempo era già ripartito con la sua Kia Ceed bianca e aveva cominciato la sua confessione: rigorosamente ai social. Prima su Facebook,e riportiamoil testo integralmente perché sembra un commiato da reality show: «Voglio scusarmi con tutti, ho fatto una cazzata per amore, ho scoperto troppe cose dal mio migliore amico, non potevo continuarein questomodo, sono stato preso in giro… Nella mia vita ho commesso troppi errori e il mio errore più grande è questo… Mi mancherete tutti… papà ti voglio solo dire che sei stato un padre fantastico, anche a te mamma che ti sei sempre preoccupata ultimamente, Erika mi sei stata di grande aiuto… Voglio ringraziare con il cuore Valentina Cometti che mi e stata vicina sempre da quando ci conosciamo da bambini, voglio ringraziare mia zia Patrizia, mio nonno… Ele persone chemi volevano bene e che sicuramentemolti nonmi riconosceranno più come prima… È stata colpa di Yoan Leonardi… Mi dispiace a tutti». «SI È INTROMESSO» Poi, dopo, solo dopo, Pastore aveva chiamato la sua fidanzata («Ho ucciso Joan») che aveva chiamato subito il padre di Alberto e da qui la chiamata al 112 e al 118.Ma quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, nel parcheggio, Joan era già in condizioni gravissime ed è morto poco dopo. Alberto non poteva esserne sicuro, ma in ogni caso era impegnato a postare dei brevi video («Instagram stories») nei quali si vede solo un pezzo dei suoi jeans mentre guida la macchina e si sente la sua voce: «Eh, ragazzi, come ben sapete io hofatto una cazzata e adesso sto pensandoacome suicidarmi perché non posso più… non potrò mai vivere con questa cosa che mi tormenterà… con tutte queste decisioni che son state fatte, tutte le cose che sono successe… a me dispiace più che altro per Yoan, per Sara, per tutte le persone che mi conoscono». «Adesso non so se Yoan ci sarà ancora, ma il mio obiettivo era quello di far vedere alla gente che peramore non bisognamaiintromettersinelle faccende altrui. Anzi, è meglio pensare a sé stessi, nonintromettersi nelle relazioni e farsi la propria vita senza tenere nascosto tutto a migliore amico, senza … cioè, quello che ha fatto Yoan è tutto sbagliato, dalla A alla Z, perché, allora: adesso è difficile spiegarvi, perché ho così tante cose da dirvi che non so più da come ove cominciare. Io adesso ho in mente questo pensiero, di averefatto questa cazzata – perché lo ammetto di aver fatto una cazzata – ma non so più come spiegarmi». RAGAZZO NORMALE A suo modo stava scappando: era entrato al casello di Castelletto Ticino dell’Autostrada A/26 (Genova-Gravellona) e aveva imboccato al corsia per Milano. I carabinieri di Arona l’hanno intercettato, lui ha provato ad accelerare ma poi si è schiantato contro la spalletta di una galleria già in territorio lombardo, nel comune di Vergiate. Illeso. Manette. Questo è Alberto Pastore, ragazzo normale per definizione, romantico, appassionato di videogiochi,vagamente grillinoeantileghista. L’altro era Yoan Leonardi, ragazzo davvero tranquillissimo, fidanzato da due anni, appassionato di calcio francese e dell’Olimpique Lyone, suo migliore amico.