Buongiorno a tutti. Mentre i due Mattei si danno appuntamento in tv nel salotto di Vespa, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, i protagonisti degli unici scontri televisivi diretti che si siano visti fino ad oggi, si prendono la ribalta dei giornali con due importanti interviste. Al centro delle quali ci sono i due Mattei. Tutto si tiene. Buona lettura a tutti.

Matteo contro Matteo. Salvini-Renzi, sfida fra acerrimi rivali per dominare la scena. Scintille sul duello tv, il match a Porta a Porta a metà ottobre. Primi insulti: “Vendutello, hai paura”. “Lascia perdere i mojito”. Il confronto arriverà prima della Leopolda e della manifestazione della Lega a Roma. Renzi: «In televisione gli dirò che bere fa male: un mojito in meno e un dibattito sull’economia e l’Iva in più». Accetta la sfida elettorale? «Quando si va a votare lo decide il capo dello Stato, e in genere si fa ogni 5 anni, quando ci si vede in tv lo decide Vespa. Spero che Salvini abbia chiara la differenza». Mattia Feltri sulla Stampa a pagina 4.. Mattia Feltri sulla Stampa a pagina 4.

 

Protagonisti. Ma i protagonisti dei finora unici scontri diretti in tv della Prima e della Seconda Repubblica degli unici confronti diretti dall’introduzione del maggioritario, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, oggi si prendono la ribalta dei giornali. Occupano la scena con due interviste al Corriere e Repubblica che non a caso hanno al centro i due Mattei.

 

Berlusconi 1. Un figlio mancato? «Perché figlio, perché mancato? Il percorso di vita di Matteo Renzi è all’antitesi del mio. Lui fin da giovanissimo ha vissuto e vive nella politica, nell’apparato di un partito. E si è sempre collocato nella sinistra. Io ho seguito e seguo un percorso esattamente contrario. Per questo i moderati non lo votano anche se è moderno europeo e lontano dalle ideologie».. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 9.

 

Berlusconi 2. Su Salvini che sul referendum chiede al Cavaliere la prova d’amore Berlusconi è netto: «Dopo la prova d’amore viene il matrimonio riparatore o il delitto d’onore, tutte cose che non farebbero bene al futuro del centrodestra. Questi temi richiedono invece serietà, perché la legge elettorale è il cuore della democrazia rappresentativa. In attesa che i nostri tecnici approfondiscano la proposta referendaria, sarebbe piuttosto opportuno che il centrodestra definisse una proposta unitaria da presentare in Parlamento».. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 9.

 

Berlusconi 3. Il Cavaliere chiude l’intervista affermando di apprezzare il garbo e la competenza di Conte e negando problemi all’interno di Forza Italia.. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 9.

 

Prodi 1. Sulla legge elettorale il leader dell’Ulivo risponde indirettamente al Cavaliere: «Sono per il maggioritario perché la legge elettorale deve avere l’obiettivo di dare un governo al Paese, non di fotografarlo. È impressionante vedere come nemmeno la buona esperienza di Comuni e Regioni (un tempo perennemente in crisi) possa essere di insegnamento».. Luciano Nigro su Repubblica a pagina 3.

 

Prodi 2. L’ex leader del centrosinistra critica Renzi per la scissione e lo irride sul nome del nuovo partito: «Bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema. Parlo su serio: attenzione che i partiti personali funzionano la prima volta. Ripeterli crea problemi. Questo vale per tutti, per Renzi e forse anche per Salvini».. Luciano Nigro su Repubblica a pagina 3.

 

Le Iene. Due interviste a specchio, come l’intervista doppia delle Iene. E se l’uno – Prodi – parla di lotta all’evasione fiscale, l’altro – Berlusconi – ribadisce la lotta contro l’oppressione fiscale. Ma entrambi sembrano ottimisti per il futuro.

 

Prodi: «Siamo andati in vacanza avendo bruciato il passaporto, e forse anche la carta d’identità. Adesso abbiamo di nuovo in tasca il biglietto dell’EuroRail, per viaggiare in tutta Europa. Ci resta ora da costruire treni ad alta velocità e ferrovie migliori».. Luciano Nigro su Repubblica a pagina 3.

 

Berlusconi: «Il nostro centrodestra è da sempre chiarissimo: liberale, europeista, garantista, cristiano, riformatore. Un centrodestra di governo. Sta a noi rafforzare il profilo liberale della coalizione. Noi saremo, come sempre, il cervello, il cuore, la spina dorsale liberale della coalizione».. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 9.

 

Capotavola è dove mi siedo io. Una ricostruzione esclusiva della Stampa scopre qualche altarino. Casaleggio jr,  D’Alema e un colloquio segreto dietro l’accordo sulla Sanità. I due si incontreranno a Tirana in ottobre. Ilario Lombardo ricostruisce la rete dei contatti che ha portato Speranza al ministero. È la storia di un network che si è formato all’ombra della nuova coalizione giallorossa e che racconta alcuni passaggi fondamentali dell’ultimo mese.

 

Commistioni della strana coppia. Lombardo svela i contatti tra una onlus che si occupa di migranti, la Sanità di Frontiera; una società focalizzata sulla tutela legale dei medici che si è allargata al business della blockchain, la Consulcesi Group; un ex premier, Massimo D’Alema; l’imprenditore che ha in mano l’algoritmo di controllo del primo partito in Parlamento, Davide Casaleggio; e un’università privata collegata all’isola di Malta, la Link University. In aggiunta, Michela De Biase, la moglie del capodelegazione del Pd al governo Dario Franceschini e il senatore Sileri, presidente della Commissione Sanità, candidato ministro della Sanità, poi solo vice.. Ilario Lombardo sulla Stampa a pagina 6.

 

Mi fido di te. Conte in versione Jovanotti acclamato alla festa degli ex comunisti. Selfie in completo scuro tra bandiere rosse e salsicce. Attacco a Di Battista che aveva detto “Pd ipocrita”: “Io mi fido dei dem”.. Fabio Martini sulla Stampa a pagina 8.

 

avvisa la «squadra»: niente spazio ai personalismi (Corriere p.6).

 

Io di sinistra. Tra le bandiere rosse il premier alla festa di Articolo Uno: “Io di sinistra. Vengo dal cattolicesimo democratico. Ora servono due anni per le riforme”. L’accoglienza di D’Alema: “Discorso convincente”. Applausi per l’attacco a Salvini, ma non sui migranti.. Goffredo De Marchis su Repubblica a pagina 2.

 

Pd ipocrita. Richiamo all’ordine di Alessandro Di Battista per il M5S di Luigi Di Maio che ha scelto di governare con Nicola Zingaretti e con Matteo Renzi: «Non vi fidate del Pd derenzizzato. È un partito ipocrita».

Di Maio sorpreso dall’incursione. Ma l’ex deputato insiste: «Farò le mie battaglie». Marcucci: “tenetelo a bada”.. Dino Martirano e Monica Guerzoni sul Corriere a pagina 5.

 

 

Partitino no grazie. Tranquillizzante e vasellinosa Maria Elena Boschi in un’intervista a Maria Teresa Meli: «Non saremo un partitino. Arriverà un’altra decina di eletti, c’è una prateria davanti a noi. Rispetteremo i programmi e le scelte della coalizione. Ci sono degli incerti ma ci raggiungeranno in ottobre, alla Leopolda. Capogruppo? No. Ma da noi c’è la diarchia uomo donna, ne sono fiera».. Maria Teresa Meli sul Corriere a pagina 10.

 

Renzi socialista. Grazie ai socialisti Italia viva non finisce al Misto. Il Psi di Nencini si allea con Renzi. E fa nascere il gruppo in Senato. «Sì a una forza riformista».. Monica Guerzoni sul Corriere a pagina 10.

 

Influenze. L’organizzatore della Leopolda, l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente di Open, chiusa un anno fa è indagato. L’accusa è traffico di influenze illecite. Era a capo della fondazione che finanziava le iniziative di Matteo Renzi. I legali: “Ipotesi di reato fumosa”.. Grazia Longo sulla Stampa a pagina 6.

 

Soldi e politica. I conti opachi (e senza controlli) della politica. Finora le contabilità sono state a dir poco opache, con fiumi di milioni distribuiti a leader e correnti attraverso una selva di fondazioni, associazioni e simil-onlus prive di qualunque regola. A volte, come spesso ha denunciato Raffaele Cantone, avevano lo statuto di una bocciofila di paese.. Il commento di Gianluca Di Feo su Repubblica a pagina 4.

 

 

 

 

 

 

Per le regionali in Umbria, stallo tra M5S e dem (Corriere p.5). Oggi Rousseau vota sull’asse.

 

Contro Salvini, ora si aspetta il miracolo di San Francesco dice il Fatto (p.3). Da Perugia a Terni, da Todi a Città di Castello il brand leghista va fortissimo: B. è costretto ad allearsi con Toti.

 

La sfida leghista nell’Emilia rossa sulla Stampa (p.9): “Il Pd cerca l’inciucio coi grillini”. Il voto sarà il 24 novembre o il 26 gennaio. Duello tra la salviniana Borgonzoni e il presidente uscente Bonaccini. La base dei Cinque stelle divisa. E Forza Italia traballa: il recordman bolognese di preferenze Bignami passa a FdI.

 

Diversa la prospettiva che offre Repubblica (p.7). La Lega teme un doppio ko. Borgonzoni in bilico: l’ultimatum di Meloni a Salvini: “In Emilia Romagna non riuscirà a superare Bonaccini”. Martedì il vertice decisivo.

 

Berlusconi felice per aver vinto un altro round nei confronti della ex moglie Veronica Lario a cui ha fatto pignorare i conti (Repubblica p.8) chiama in causa la fidanzata per dire no a Salvini. “Siamo diversi, e Francesca non lo tollera”.

 

Giorgia Meloni invece intervistata dal Messaggero (p.9) parla di «Italiani stufi degli inciuci. E al Centro ci sono più partiti che voti». Inizia oggi la festa di Atreju: «Apprezzo molto che Conte, pur nella diversità d’opinioni, abbia accolto l’invito».

 

Sui migranti Mattarella e Steinmeier sono in sintonia dice La Stampa (p.10): “L’Europa non deve lasciare sola l’Italia”. Von der Leyen apre alla redistribuzione dei profughi: “Il nostro modello non è quello americano”. Ma, avverte il ministro degli interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska sulla Stampa (p.10), “la retorica dei porti chiusi non può trasformarsi in quella dei porti aperti e Italia e Spagna devono cooperare”. Sul Corriere, nell’editoriale (p.1), Federico Fubini chiede cosa fare se l’Europa chiude gli occhi. Non basta la cooperazione fra leader, la redistribuzione deve avvenire fra molti più Paesi. Non solo con Francia e Germania. E l’Unione deve investire nei territori subsahariani per filtrare e prendere il controllo dei flussi.

 

Nuovi sbarchi a Lampedusa (Stampa p.10). In 28 arrivano a bordo di una piccola barca. Mentre Repubblica (p.25) segnala che è allarme degli 007 sui barchini: “Nuova strategia dei trafficanti”.

 

Servono centri di espulsione dice il Viminale, ma è tutto fermo perchè i sindaci non vogliono scrive il Messaggero (p.11).

 

Rivelazione di Repubblica (p.15) sulla vicenda Salvini-Pontida-Bibbiano. La bambina di Pontida non doveva stare sul palco scrive Giampaolo Visetti. “Mai restituita alla madre”. Greta era fuggita il 3 settembre dalla comunità a cui era affidata. Portata anche a Palazzo Chigi.

Procura romana, tutto da rifare. Un ballottaggio per Torino. A quattro mesi dallo scandalo che lo ha travolto, il Csm riprende in mano l’incandescente nomina del procuratore di Roma. La quinta commissione, che a fine maggio aveva selezionato tra i 13 candidati Marcello Viola (4 voti), Giuseppe Creazzo (1) e Franco Lo Voi (1), ha comunicato ieri la revoca del provvedimento. Procedura inusuale: generalmente, la riapertura dell’istruttoria presuppone una decisione del plenum. Invece la commissione ha agito in autotutela, motivando la retromarcia con la necessità di valutare le intercettazioni dell’indagine di Perugia. La prossima settimana la commissione ricomincerà l’esame di tutti i candidati, disponendone l’audizione come auspicato anche dal Quirinale. Il che rimetterebbe in gioco anche Michele Prestipino, braccio destro di Pignatone e attualmente procuratore reggente. Nella stessa seduta la commissione ha affrontato anche la nomina del procuratore di Torino, ferma da nove mesi.Stampa p.20

 

La giustizia vera crepa della triplice alleanza. L’editoriale di Carlo Nordio sul Messaggero (p.1). Qualcuno dirà che il salvataggio del deputato forzista è una forma di autotutela preventiva, perché ogni parlamentare, con i tempi che corrono, è a rischio di imprevisti dolorosi. Ma non è così. Al di là dell’interesse personale alla propria incolumità, crediamo che i numerosi franchi tiratori che hanno sconfessato la linea della maggioranza abbiano voluto affermare, nel senso più squisitamente politico, la centralità del parlamento rispetto all’invadenza del potere giudiziario.

 

Sui fattorini sfruttati ora indagano i pm di Milano dice la Stampa (p.17). Controlli a tappeto tra i rider: trovati in tre senza documenti. “Un clic e si vende la nostra identità”. I lavoratori denunciano lo smercio di account e accusano: “Il vuoto normativo causa il caporalato”.

 

Stop del Tesoro al piano Costa sostiene il Corriere (p.2): decreto per l’ambiente senza fondi, accantonato dal consiglio dei ministri, «va coordinato con la manovra». L’assenza della relazione tecnica al provvedimento e i dubbi sui tagli agli incentivi. Via libera alle misure per cyber security e al potenziamento dell’Agenzia digitale. Scatta la golden power sulla Borsa italiana. Reddito di cittadinanza più flessibile.

 

Ma Costa non molla (Repubblica p.13). “Ci sono le coperture per il pacchetto green”.

 

Democrat, sindacati e aziende fanno saltare il decreto Clima dice il Giornale (p.2). Tutti contro il pasticciato testo del ministro M5s Costa Niente corsia preferenziale anti-imboscate in Aula. La follia verde dei giallorossi: la spesa diventerà un incubo Il governo dichiara guerra agli imballaggi e promette incentivi per i prodotti sfusi. Commercianti in allarme

 

“Se col Green New Deal falliremo, gli ultimi saranno sempre ultimi” dice al Fatto (p.6) l’ex ministro del lavoro e ex presidente dell’Istat Enrico Giovannini. “Sarebbe una buona idea inserire lo sviluppo sostenibile in Costituzione”.

 

Per la lotta all’evasione si guarda ai pagamenti tracciabili con doppio bonus fiscale dice il Sole (p.2). Allo studio un credito d’imposta ai negozianti per coprire i costi di installazione e gestione del Pos. Rimborso per chi acquista con moneta elettronica e per le carte di credito dice il presidente dell’Abi Antonio Ptuelli occorre guardare al modello adottato per i benzinai.

 

Per Carige, oggi è il giorno più lungo per soci e clienti ci spiega La Stampa (p.2 e 3). Battaglia in assemblea per evitare il crac. Il primo azionista Malacalza potrebbe causare la liquidazione della banca. Il commissario Lener tenta la mediazione. In caso di liquidazione ai correntisti toccherà un rimborso di oltre 8 miliardi. Francoforte prende tempo per evitare una crisi. La mediazione di Enria (Bce). La famiglia riunita con consulenti e collaboratori fino a tarda sera. Prima l’incontro con il numero uno della Vigilanza dell’Ue. Il governo prepara il piano B. Salvataggio sul modello venete. Scartata l’ipotesi della nazionalizzazione, si cerca il sostegno di un colosso bancario . Unicredit chiede garanzie. Un miliardo potrebbe essere messo a disposizione per il salvataggio.

 

“Navigator inutili e pochi controlli. Il reddito grillino ora va cambiato”. Parla alla Stampa (p.5), Giampaolo Galli, economista, ex Pd, ex direttore generale di Confindustria, oggi vice direttore dell’osservatorio sui conti pubblici: “Per la manovra limare le voci esistenti”.

 

“Non si governa contro il Nord Italia. Ora tagliare i costi”. Sulla Stampa (p.22) il Ceo di Intesa San Paolo, Carlo Messina: “serve un grande piano di dismissioni”.

 

«Così rischiamo di non crescere» (Libero p.4). Il ministro pd Provenzano invece: «Brava Lezzi a stoppare Zaia e Fontana»

 

Farinetti su Repubblica (p.33) dopo aver venduto Lurisia, risponde alle critiche e alle polemiche: “Ho venduto l’acqua alla Coca-Cola non l’anima al diavolo. È un ottimo segnale per il Paese. Eataly con i soldi incassati dalla cessione di Lurisia potrà aprire altri sei negozi negli Usa”.

 

Mediaset, patto con Peninsula. Stampa (p.22), dal fondo un miliardo di euro per pagare il recesso di Vivendi. L’ad Pier Silvio Berlusconi mette al riparo la holding olandese Mfe. Ora i francesi puntano alla battaglia legale per annullare l’assemblea.

 

Israele, Gantz non cede “Netanyahu ha perso scrive il Corriere (p.16). Tocca a me governare”. Il premier tenta il dialogo, ma il generale rifiuta Rivlin insiste per un esecutivo di unità nazionale.

 

Retroscena del vertice di Biarritz svelato dalla Stampa (p.12). Così Trump cercò di intrufolarsi all’incontro con Zarif. La richiesta rifiutata dal presidente francese Macron al vertice del G7. Il presidente degli Stati Uniti cercò di inserirsi nell’incontro tra Javad Zarif ed Emmanuel Macron tenuto a margine del G7 di Biarritz in Francia. Quando il titolare dell’Eliseo ha avvertito l’inquilino della Casa Bianca che avrebbe incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Trump ha tentato in tutti i modi di inserirsi dando vita ad un tira e molla dal quale il padrone di casa si è dovuto sfilare con destrezza.

Feste e travestimenti razzisti. Trudeau si gioca la rielezione (Corriere p.12). Il premier canadese nei guai per foto e video risalenti al periodo in cui insegnava.

 

Trudeau è vittima del Trudeau Show dice il Foglio (p.1). Ha costruito il proprio brand sul moralismo pol. corr. Ora il premier canadese con la faccia da Aladino finisce come l’addestratore sbranato dalla tigre. Anziché scusarsi, avrebbe dovuto rispondere come Barney.

 

A 83 anni è morto il piccolo satrapo tunisino ci fa sapere il Corriere (p.17). Addio a Ben Alì, padrone della Tunisia. Fu travolto dalla Primavera araba (Messaggero p.12).

 

Il mistero dello sciamano anti-Putin arrestato mentre andava a Mosca racconta La Stampa (p.13). Aleksandr Gabyshev aveva deciso di percorrere a piedi 8000 chilometri per cacciare “il demone dal Cremlino”. È stato prelevato nel cuore della notte nel paesino di Vydrino da una squadra di agenti speciali armati di mitra.