Buongiorno a tutti. Il ricatto di Erdogan all’Europa. Il governo che non va sotto per soli tre voti, “messaggio” a Di Maio dei Cinquestelle scontenti. Il piano casa e la web tax. Lo schiaffo dell’Europarlamento a Macron. Il patto M5S-Lega contro l’inchiesta sulle ingerenze russe. Il premio Nobel per la letteratura al romanziere austriaco che negò i crimini di Milosevic. Buona lettura a tutti.

Il ricatto. Erdogan difende l’operazione militare in Siria e minaccia l’Europa. «Basta critiche — ha detto il leader turco — o vi mando oltre tre milioni di profughi». La protesta di Italia e Francia: «Inaccettabile». Di Maio convoca l’ambasciatore di Ankara alla Farnesina. Mentre il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dice: «Contenetevi».

Il diavolo. L’invasione turca del Kurdistan siriano non è cominciata ora che si muovono i tank e sparano i cannoni di Erdogan. L’operazione ha avuto il suo inizio politico dieci giorni fa. Andrea Bonanni su Repubblica.

La lucida follia. I curdi? Mica ci hanno aiutato nella seconda guerra mondiale». Il video dell’ultima uscita di Donald Trump si fonde con le immagini tragiche dal fronte. Federico Rampini su Repubblica.

Il caffè. Sostiene, il Donald, di avere consegnato senza rimorso i curdi nelle grinfie dell’orco turco «perché loro non ci aiutarono durante lo sbarco in Normandia». Per i pochi che non lo sapessero, tra i quali forse lo stesso Trump, lo sbarco risale al 1944. Ora, che un uomo abituato a cambiare opinione nel volgere di un tweet, conservi la memoria implacabile di un avvenimento accaduto settantacinque anni prima, spalanca scenari inediti. Massimo Gramellini sul Corriere.

Se Erdogan invadesse la Germania, Trump avrebbe buon gioco a lasciarglielo fare, dal momento che i tedeschi durante lo sbarco in Normandia si comportarono molto peggio dei curdi, non limitandosi a non aiutare gli americani, ma sparando loro addirittura addosso. Anche se Erdogan attaccasse Londra, Trump non avrebbe nulla da eccepire, considerata l’opposizione degli inglesi alle truppe diGeorge Washington nella guerra di indipendenza. Il bombardamento turco di Parigi lo lascerebbe indifferente, a meno che i francesi non restituissero con gli interessi i soldi incassati da Napoleone per la cessione della Louisiana. Bisogna capirlo, il Donald. Avrebbe voluto scrivere che i curdi intorbidano l’acqua da bere, ma la favola del lupo e dell’agnello non gli stava in un tweet. L’unica aggressione di Erdogan che lo metterebbe in seria difficoltà è quella all’Italia: avendo noi cambiato alleanze di continuo, spesso anche all’interno di una stessa guerra, Trump finirebbe per aiutarci, pur di non farsi venire il mal di testa.

L’accordo. Domenica sera il presidente Donald Trump annuncia il ritiro dei soldati Usa dal Nord-Est della Siria per consentire alla Turchia di invadere. Lunedì sera il dipartimento della Difesa chiarisce che il ritiro riguarda solo una cinquantina di soldati statunitensi presenti in Siria. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l’inizio dell’operazione militare “Fonte di pace” contro i curdo-siriani in barba all’accordo Tra Europa e Turchia sui migranti che tiene sotto scacco l’Unione Europea.

•Cosa prevede l’accordo?
Che cosa prevede l’accordo tra Europa e Turchia sui migranti che tiene in scacco l’Ue?
L’accordo fu firmato il 18 marzo del 2016: l’anno precedente circa un milione di migranti erano entrati in Europa passando per la rotta balcanica, a causa della guerra civile in Siria che dura da 8 anni. Bruxelles promise ad Ankara 6 miliardi di euro per trattenere i migranti sul suo territorio. Lo scorso settembre, all’Assemblea delle Nazioni Unite, il presidente turco Erdogan ha accusato la Ue di non aver rispettato i patti e di aver versato solo 3 miliardi. Ma la Commissione ha smentito: alla Turchia sono arrivati già 5,6 miliardi. Nel 2020 l’accordo dovrà essere ridiscusso.
•Quanti sono i rifugiati in Turchia?
Tre milioni e 600mila: è il Paese che ne ospita di più in termini assoluti, anche se il Libano — dove si stima vivano un milione e mezzo di siriani — è la nazione che ne ospita di più in rapporto alla popolazione.
•Cosa vuole fare Erdogan?
Creare una zona cuscinetto nel Nord della Siria al confine con la Turchia dove “ricollocare” almeno un milione di siriani, cacciando i curdi spingendoli più a Sud. L’Europa ha condannato l’intervento militare turco: Erdogan ha risposto minacciando di “aprire le porte” ai rifugiati siriani se le operazioni nel Nord della Siria verranno presentate come un’“invasione”.
•Come ha reagito l’Europa?
L’Europa ha condannato l’azione militare unilaterale turca, ma dipende da Ankare per il controllo della sua frontiera orientale. Dopo le parole minacciose del presidente turco, i ministri degli Esteri di Francia, Italia e Belgio hanno convocato gli ambasciatori turchi nelle rispettive capitali per chiedere spiegazioni. Luigi di Maio ha definito “inaccettabile” il “ricatto” di Erdogan. La Francia, che ha forze speciali impegnati sul terreno in Siria nella caccia ai leader jihadisti, ha chiesto una “riunione d’emergenza” della coalizione internazionale a guida statunitense impegnata nella lotta contro lo stato islamico. La Norvegia e la Finlandia hanno deciso di bloccare le esportazioni di armi verso la Turchia.
•Qual è la posizione dell’Onu?
Ieri si è riunito a porte chiuse il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I Paesi europei che siedono nel Consiglio — i membri permanenti, Francia e Regno Unito, e quelli di turno, Germania, Belgio e Polonia — chiedono la fine delle operazioni militari in Siria e la ripresa di un processo politico di pace sotto la guida dell’Onu.

Schiaffo a Macron. L’Europarlamento boccia la candidata francese alla Commissione Sylvie Goulard. Stoppata per i suoi guai giudiziari e per i possibili conflitti di interesse, non supera l’esame di Strasburgo. L’ira dell’Eliseo: “Vittima di un gioco politico”. Ora l’insediamento di Von der Leyen rischia di slittare.

Formalmente Goulard è caduta su uno scandalo legato al pagamento di un assistente quando era europarlamentare e una consulenza da 10mila euro al mese per il think tank Berggruen sempre quando era a Strasburgo. In realtà i popolari si sarebbero vendicati per il comportamento di Macron, che a giugno ha affondato la corsa del loro capogruppo, Manfred Weber, alla presidenza della Commissione alla quale sarebbe legittimamente giunto in quanto portabandiera del partito con più voti alle europee. Ma c’è anche una ritorsione nei confronti di Renew Europe per aver contribuito a bocciare nei giorni scorsi il commissario ungherese (popolare) e quella romena (socialista). Infine uno scontro di potere, con i tedeschi che in modo bipartisan non volevano consegnare alla francese un potere enorme in Commissione dopo avere già incassato Christine Lagarde alla Bce. Alberto D’Argenio su Repubblica.

Ergastolo. Facciamo così. Siccome il cosiddetto “ergastolo ostativo” –cioè vero, senza sconti né scappatoie –l’hanno inventato Falcone e Borsellino e l’hanno ottenuto soltanto nell’agosto del 1992, da morti ammazzati per mano della mafia, chi non è d’accordo la smette di tirare in ballo Falcone e Borsellino quando parla di lotta alla mafia. Per un minimo di coerenza, e anche di decenza, chi lo considera – come la Corte di Strasburgo e la sua Grande Chambre –una forma di tortura, una violazione della Costituzione, una negazione del valore rieducativo della pena, un ricatto per estorcere confessioni, un’istigazione alla delazione, liberissimo: ma deve prima ammettere che Falcone e Borsellino, oltre a tutti i magistrati e i giuristi vivi che ne condividono i metodi, erano aguzzini, torturatori, ricattatori e violatori della Carta. Marco Travaglio sul Fatto.

Cento anni. La tenerissima storia di due centenari. Marco: «Mi dicono continuamente come porto bene gli anni. Ma che bene. Ogni giorno è una conquista, una fatica. Mi dispiace essere un peso per gli altri. E i miei occhi…». Accanto a lui Marisa gli prende la mano: «Vedo ancora io per lui», poi aggiunge: «Ma lui sente meglio di me. Ci completiamo ancora, dopo cent’anni». Stefania Chiaie sul Corriere.