Buongiorno a tutti. Giura il Conte bis. Primo provvedimento, indica Gentiloni come commissario europeo. Poi stop alla legge del Friuli sui migranti. Il ministro Boccia la impugna: “Discrimina gli stranieri”.

Conte bis. Giura il Conte bis, o il BisConte come lo chiama Il Foglio e Avvenire. Ed è la cerimonia del grande compromesso. Giuramento tra occhiolini, parenti e ritorni di auto blu. È finito il tempo degli arrivi in bici, a piedi o in taxi, rispuntano scorte e Bmw di Stato. Francesco Merlo su Repubblica a pagina 2.

Trombe e tamburi. Lorem ipsum. Carlo Cotarelli sulla stampa in prima.

BisConte. I piani di Conte per il bis: nuova intesa con la Ue per il patto di Stabilità. L’idea di coordinare la comunicazione di tutti i ministri. Massimo Franco sul Corriere a pagina 3. Il premier volta pagina: basta veline e veleni social. Sul Messaggero. Conte suona la campanella. “Dai ministri voglio lealtà basta sgrammaticature”. Su Repubblica.

Stop al Friuli. La prima mossa del nuovo governo. Stop alla legge del Friuli sui migranti. Il ministro Boccia la impugna: “Discrimina gli stranieri”. Il governatore Fedriga: tradite il popolo. Droni e un muro ai confini sloveni. Così funziona il modello sovranista. Sulla Stampa a pagina 4. Lamorgese frena: più umani ma i porti restano chiusi. Indagato per Carola e Lucano torna a Riace, così la magistratura “smonta” Salvini. Sul Messaggero a pagina 2.

Gentiloni commissario. Gentiloni sarà commissario a Bruxelles. In pole per il posto di Moscovici. Ma i governi rigoristi frenano: “No a un italiano in quel ruolo”. L’ex premier potrebbe diventare il primo connazionale a guidare gli Affari economici in 61 anni. Sulla Stampa a pagina 8.

Affari economici. Via libera di Merkel e Macron. Ma l’ex premier: serve una svolta. Su Repubblica. La stima di Ursula, l’asse con Gualtieri e il tedesco studiato in anni insospettabili. E la rete socialista spinge l’ex premier nella casella mai data all’Italia. Sul Messaggero a pagina 4. Ma il M5S si spacca sulla sua nomina. Eurodeputati in rivolta contro Di Maio: il pacchetto europeo al Pd, con Affari Ue e Tesoro, per avere il premier. Sulla Stampa a pagina 8. A Roma 1 si tornerà a votare. Sarà il primo test tra Pd e M5S. Elezioni suppletive a febbraio per il seggio alla camera dell’ex capo dell’esecutivo: tra i dem l’idea di candidare un 27enne. Sul Messaggero a pagina 4.

Casa Pd. Zingaretti: “Non si governa da nemici”. Non ho inseguito l’accordo a tutti costi. Alla meta siamo arrivati a schiena dritta, con i nostri contenuti. Patto temporaneo o alleanza stabile? Credo che, in partenza, siano aperte entrambe le strade. Stefano Cappellini su Repubblica a pagina 7 intervista Nicola Zingaretti. Prima mossa di Renzi verso il nuovo gruppo al Senato. Alcuni dei suoi (come Stefàno) pronti a passare al Misto: così aumenta il loro peso negli equilibri di governo. Il regista è Casini. Insieme ai renziani si sposteranno alcuni eletti di Forza Italia: voti in più per Conte. È l’embrione del nuovo partito che doveva nascere a ottobre, ma adesso è congelato. Sul Fatto a pagina 8.

Bipolarismo. “È tornato il bipolarismo, ma il Pd si gioca la pelle”. Il politologo: “Per il leghista non sarà facile scrollarsi di dosso in fretta lo stigma di questa sconfitta”. Nel M5S dipende tutto da Grillo: abbiamo visto che se lui apre bocca, tutto cambia Questo è ancora il partito del fondatore. I dem possono tornare egemoni nel centrosinistra, in caso di fallimento rischiano di finire peggio della Spd tedesca. Piero Ignazi sul Fatto a pagina 9.

Numeri. La battaglia dei numeri al Senato. Il governo per ora ha 166 voti sicuri. Sarebbero 106 del M5S, 50 del Pd, 7 del Misto e 3 delle Autonomie. Il consenso può arrivare a 181 (Corriere p.6). Il governo è già in pericolo al Senato. È appeso a Casini e ai grillini espulsi. I 161 seggi del Conte bis bastano appena. E fervono i contatti tra Lega e 5 stelle delusi (Verita p.5).

Scontenti. Conclave a Bologna per gli scontenti dei 5 Stelle. A lanciare l’appuntamento di domani, il consigliere laziale Barillari: “Non voglio morire piddino”. L’europarlamentare Corrao critico sulla trattativa con il Pd per i ministeri. Paragone: no alla fiducia. Il deputato Colletti attacca: “Gentiloni alla Ue, primo errore del governo”. Gli ex De Falco e De Bonis attendono il discorso di Conte per decidere sui loro voti. Ma nel Lazio Pd e grillini puntano all’alleanza. Idea Lombardi in giunta. L’intesa alla Pisana test per le Regionali. Al Campidoglio niente accordi (Repubblica p.10).

Interviste. Ministri particolarmente loquaci nel giorno dell’insediamento. Tante interviste. Boccia, Affari regionali e autonomie: «Autonomia, ora il Paese va pacificato Roma riceva poteri e risorse adeguate. Va garantito il principio della perequazione e definiti i livelli essenziali per le prestazioni sociali» (Messaggero p.9). Autonomia a rischio disparità. Parlerò con tutti i governatori (Corriere p.5). Di Maio, Esteri: “Noi leali a Ue e Nato”. Franceschini, Beni culturali: «C’è lo spirito di coalizione». Ma il capodelegazione del Pd marca Conte con un ufficio a Palazzo Chigi. La prima uscita da ministro al museo della liberazione: «Salvini ha seminato odio, con noi torna la convivenza civile» (Messaggero p.7). Amendola, Affari europei: «Basta sbattere i pugni. Con le urla a Bruxelles che abbiamo ottenuto?» (Corriere p.8). Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del consiglio: «Dureremo 4 anni. Ma si parli di temi, non più di poltrone» (Corriere p.9). Costa, Ambiente: “Vantaggi fiscali per chi utilizza energia pulita” (Repubblica p.11). Roberto Speranza, Sanità: “Via il superticket e piano di assunzioni con nuovi finanziamenti. Più fondi. A versarli saranno le banche. La priorità qui come altrove è la lotta alle diseguaglianze rafforzando il sistema pubblico. Troveremo fondi grazie alla riduzione della quota di interessi passivi deducibili per le banche” (Stampa p.11). Paola de Micheli, Trasporti e infrastrutture: “Mi dimetterò da numero due del Partito democratico. Sui cantieri ora basta con i no politici. Avanti con la Tav e la Gronda a Genova” (Stampa p.6).

Infrastrutture. Il post Toninelli. Opere bloccate, sfida da 62 miliardi. La strada del governo passerà da qui. Scompare l’analisi costi-benefici. Sergio Rizzo su Repubblica a pagina13. Grandi opere: vitali per crescere. L’editoriale di Mario Deaglio sulla Stampa in prima.

Autonomia. «Conte dimentica il Nord. Il governo dia un segnale». Il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Sto ancora aspettando che il premier onori l’impegno sull’Autonomia delle Regioni» (Sole p.4). “Mortificare le aspirazioni del Nord bloccherebbe lo sviluppo del Paese. Partiamo con un brutto segnale. Ora il Pd chiarisca sull’autonomia” (Stampa p.5).

Centrodestra. Rifondare il centrodestra, l’ultima chance di Salvini. Il segretario della Lega sarà in piazza lunedì con Meloni (Repubblica p.12). Dice Roberto Maroni: «Salvini ha sbagliato, le Italie sono due. Grazie a Matteo consenso record alla Lega, ma il suo progetto è fallito. Non sono in cerca di rivincite. Oggi seguo la politica da osservatore» (Qn p.3). Matteo punta al Copasir la maggioranza lo gela: piuttosto Fratelli d’Italia. Il leader leghista chiede per sé la presidenza. Dem e grillini: chiarisca prima l’affaire Russia (Messaggero p.3). I dubbi del centrodestra su Salvini. “Fuori dal Viminale perderà voti” Meloni e Forza Italia non riconoscono la leadership del leghista: “Ha problemi interni” (Stampa p.10). «Opposizione ferma a i giallorossi». Il messaggio azzurro al Capitano: se restiamo divisi, vincono Pd e M5s. In Umbria Fi appoggia la leghista. Tesei: il vice deve essere nostro (Giornale p.9).

Rai. Patto anti-sovranista in Rai. “Facciamo saltare Foa. Poi una legge in stile Bbc”. Il piano di M5S e Pd per rimuovere il presidente vicino alla Lega. Quattro gli strumenti: Tesoro, Mise, accesso agli atti e mozione di sfiducia.

L’interessato ostenta tranquillità: posso ricoprire un ruolo di garanzia (Stampa p.10).

Xylella. La Ue bacchetta l’Italia: «Inerzia sulla Xylella. Manca la prevenzione». Roma rischia multe per inadempienze sugli abbattimenti degli ulivi colpiti dal batterio (Giornale p.13).

Grillo figlio. “Violenza sessuale di gruppo”. Indagati il figlio di Grillo e tre amici. La denuncia di una modella di origini scandinave incontrata in discoteca in Costa Smeralda. Il presunto abuso nella villa del comico. La difesa: era consenziente. Ma c’è un video (Stampa p.11).

La chat segreta di Savoini è ancora nascosta ai pm. I cellulari non sono stati riconsegnati: nei messaggi criptati la verità sull’incontro al Metropol, preparato da mesi (Fatto p.11). Il «terzo uomo» ha l’immunità diplomatica. Andrey Kharchenko è entrato nello staff dell’ambasciata russa a Roma 24 ore prima che esplodesse il caso (Corriere p.12).

La morte di Cerciello, anche il suo collega non aveva la pistola. Non risulta che i carabinieri avessero i tesserini (Corriere p.19). “Attento, è una trappola” I messaggi tra carabinieri prima dell’omicidio. I colleghi che intercettarono per primi i due americani: “Sono due polli”. Invece loro fecero pure un sopralluogo sul luogo dell’incontro (Repubblica p.20).

Spioni russi. Spionaggio, manager russo in cella a Napoli. Accusato di furto di informazioni alla General Electric. Gli Usa chiedono l’estradizione. L’ira di Putin. Il timore dell’intelligence: 007 di Mosca attivi in Italia contro le nostre imprese. Il Dis intensificherà un road-show con le imprese italiane per sollecitarle a difendersi dallo spionaggio cyber ma anche economico di attori ostili (Stampa p.13). Una spia cara a Putin tra Mosca e Pomigliano d’Arco. L’arresto di Alexander Korshunov a Napoli su richiesta dell’Fbi fa infuriare il leader russo. Il complotto internazionale per rubare i segreti aeronautici a un colosso degli Stati Uniti. Il presidente russo a Palazzo Chigi: “Possibili ripercussioni sui rapporti bilaterali”. Utilizzati per il furto tecnici della Avio Aero, società con fabbriche nel collegio del ministro Di Maio (Repubblica p.8).

Riace. Lucano, esilio finito torna a casa il sindaco dell’accoglienza. L’ex primo cittadino: “Riparto da qui, dove tutto è cominciato”. L’abbraccio al padre malato che aveva chiesto di rivedere: “Finalmente libero, tu non mollare” (Repubblica p.23). Il Tribunale di Locri cancella “l’esilio” dell’ex sindaco di Riace contro il parere della Procura (Fatto p.10).

Trojan. Blocco e sms da Vodafone: così s’installò il trojan di Palamara. Al pm fu spento forzatamente il telefono con un provvedimento emesso ad hoc. Così, tagliato fuori dal mondo, il magistrato fu di fatto obbligato ad abboccare (Fatto p.14).

Prescrizione. “Così la prescrizione non va”. Parla Alfredo Bazoli, il capogruppo Pd in commissione Giustizia (Foglio p.IV).

La prima del Giornale. Immigrazione senza più freni. Pronti, via: Salvini indagato. Lucano «liberato», stop ai rimpatri. Toghe e governo all’attacco: soldi per accogliere e lotta alle leggi anti-clandestini. Saviano alza l’asticella: vuole legalizzare la cocaina.

La prima di Libero. I ministri giurano…di farcela pagare. Governo raccapricciante. Immigrati in festa. Con la sinistra al potere aspettiamoci invasione di clandestini, lassismo nella sicurezza, intercettazioni a gogò, tasse sulla casa e probabile patrimoniale. Ecco la svolta di Conte. Arrivano i comunisti all’esecutivo e i vescovi stappano le bottiglie.

La prima della Verità. I giallorossi giurano e si mettono a tavola. La grande abbuffata. Con Sace e Ansaldo si apre la stagione delle nomine, motivo fondante di questo governo voluto da Renzi. Ci sono da spartire 140 super poltrone per ridisegnare la mappa del potere. Nel 2022 la ciliegina sulla torta: il Quirinale. Si parte male: via la legge anti clandestini del Friuli Venezia Giulia e Gentiloni alla Ue.

Il vento è cambiato. Salvini indagato per Carola Libero il sindaco pro immigrati Mentre l’esecutivo giura, all’ex ministro arriva un avviso di garanzia per diffamazione della capitana. E Lucano può tornare nel suo paese super accogliente a spese nostre. Libero p.2

Governo agghiacciante. Festeggiano i clandestini e l’Europa che vuole spolparci Con la sinistra al potere ci dobbiamo attendere una nuova invasione, altre tasse sulla casa, magari una patrimoniale e l’abbandono di ogni politica sulla sicurezza Libero p.3

I titoli di Libero. Resta da piazzare la Chieppa destra del premier. Su Libero a pagina 5.

Gualtieri eredita da Tria 20 miliardi. Dalla correzione di luglio 8 miliardi sul 2020 e meno spread. Dossier di 10 miliardi su tagli e sconti fiscali (Sole p.2). Per il Tesoro senza i 23 miliardi di entrate degli aumenti Iva, il deficit va verso il 3% del Pil. La ricerca di risparmi per dare un segnale sulle tasse. Fitch: si riduce il rischio di scontro con la Ue. La prima partita di Gualtieri: negoziare un deficit più alto. Federico Fubini sul Corriere (p.2).  Manovra da 35 miliardi stretta sugli incentivi. Il deficit ancora in calo. Statali, allarme sul contratto mancano quattro miliardi (Messaggero p.8). Tentati dal deficit pubblico. Il programma economico orientato verso politiche espansive. L’editoriale di Carlo Cottarelli sulla Stampa in prima.

In Italia record di evasione Iva. Persi 33,6 miliardi di incasso. Rapporto della Commissione Ue: in tutta Europa mancano all’appello 137 miliardi (Repubblica p.30).

Il Conte bis esordisce con il golden power. Stretta su Huawei e sulla tecnologia 5G. L’esecutivo avvia i poteri speciali e pone condizioni. Chieste verifiche sulla sicurezza alle società di tlc (Stampa p.7). La lente sul 5G. Il governo: sì ai poteri speciali. Dopo Fastweb l’esecutivo esercita la golden power su Tim, Vodafone e Linkem (Corriere p.30).

Crollo degli ordini nell’industria tedesca Recessione più vicina (Repubblica p.30).

Guerra dei dazi. L’obiettivo è crescere. Si aprono spiragli d’intesa tra Usa e Cina. Telefonata tra il vice premier di Pechino e gli uomini di Trump. A ottobre i colloqui (Messaggero p.18). I dazi frenano gli Usa. La Fed pensa di tagliare i tassi. Powell all’angolo dopo gli attacchi di Trump. Possibile riduzione del costo del denaro dello 0,25% (Stampa p.20).

Johnson abbandonato anche dal fratello, ma non cede: Brexit, meglio morto del rinvio. Il premier insiste: fuori dall’Ue il 31 ottobre. E l’europeista Jo si dimette: conflitto tra famiglia e Paese (Stampa p.15). Dietrofront di Londra, diritti garantiti tre anni ai cittadini Ue. Chi entrerà nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 potrà restare per un triennio. Occorrerà un permesso di soggiorno temporaneo, controlli più severi (Sole p.21). La premier scozzese Sturgeon: “Il Regno Unito è destinato a morire”. Presto un nuovo referendum, che ci sia la Brexit o no. E noi sceglieremo di essere indipendenti. Dico no a un futuro con tante sofferenze. Il destino della Scozia non sarà nelle mani di forze esterne. Il nostro obiettivo è rimanere in Europa. Johnson? L’ho incontrato, sembra solo uno spaccone (Repubblica p.15).

La Cina si compra l’Iran. Investirà 400 miliardi in 5 anni. Fondi in cambio di sconti su petrolio. Così Teheran aggira le sanzioni Usa. Pechino costruirà infrastrutture per collegare il Paese alla Via della Seta. La Repubblica popolare ad agosto ha importato 925 mila barili di greggio (Stampa p.15).

Bahamas distrutte. Migliaia di dispersi. Un sito creato ad hoc ne conta 5.500. Ancora irraggiungibili le isole più colpite.Trump e la mappa truccata (Corriere p.15).

Guerra in Afghanistan. Il gran rifiuto di Pompeo. Niente pace coi talebani. Il segretario di Stato non intende firmare l’accordo che chiude la guerra dopo 18 anni (Giornale p.10).

La caduta del guru Negroponte che ha difeso le donazioni di Epstein. Il carismatico fondatore del MediaLab di Boston travolto dalle proteste degli studenti perché accetterebbe ancora i fondi del miliardario per finanziare l’istituto (Repubblica p.17).