Buongiorno a tutti. La partenza del governo Conte Bis, la telefonata col presidente Trump e i primi contrasti fra i due partner di governo • La revoca o la revisione delle concessioni a Autostrade e la riforma della giustizia che non piace al Pd • Gentiloni ha incontrato Ursula Von der Leyen che deve decidere entro martedì la composizione della Commissione. Per l’ex premier italiano in ballo gli affari economici, la concorrenza o il commercio. Una battaglia fra i rigoristi del nord da una parte e popolari e socialdemocratici schierati su fronti contrapposti • Per la Brexit dopo la sconfitta di Jhonson, resta da decidere la data del voto anticipato • Buona lettura a tutti.

Trump. Dall’estero continuano ad arrivare al premier attestati di stima. Anche Donald Trump ha telefonato a «Giuseppi», come lo aveva ribattezzato il presidente Usa in un tweet di endorsement. Si è discusso di rapporti tra i due Paesi, ha fatto sapere la Casa Bianca, ed è possibile che Conte e Trump si incontrino in un bilaterale a margine dell’Assemblea generale dell’Onu di fine settembre. Sul Corriere a pagina 2.

Contrasti. Il governo affronta i primi problemi. Ed è subito tensione su immigrazione, sanità, infrastrutture e giustizia fra M5S e Pd. Sul Corriere a pagina 2.

Giustizia. Al vicesegretario del Pd Andrea Orlando non piace la riforma della giustizia di Bonafede. “Ho sempre pensato che nel M5S ci siano spinte interne compatibili con il Pd. La riforma della giustizia ora va ridiscussa da capo. Errore la drastica cancellazione della prescrizione, ma dobbiamo discuterne. Siamo dentro un’esperienza inedita, con mille incognite. Vedo le condizioni per durare”. Francesca Schianchi intervista Andrea Orlando sulla Stampa a pagina 5.

Autostrade. “Su Autostrade la ministra del Pd Paola De Micheli ha subito chiarito la sua posizione: «La Gronda e la Tav si faranno», mentre sulla revoca della concessione alla società Autostrade, chiesta dai 5 Stelle, ha precisato: «Nel programma di governo c’è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione». Sul Corriere a pagina 2.

Autostrade. Zingaretti e Di Maio provano a spegnere il primo incendio alla vigilia della fiducia. Di Maio dà la linea ai suoi ministri: dite ai dem di non fare come la Lega. Sul Corriere a pagina 3. Ma traspare l’irritazione del Pd nei confronti del suo ministro alla vigilia del voto di fiducia. Di cui parla Giarrusso: «Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che avrà il Pd rispetto alle dichiarazioni fatte dal ministro De Micheli». E Gianluigi Paragone, unico M5s che ha già detto che comunque non voterà la fiducia, commenta: «Sta venendo fuori la vera natura del Pd». Sulla Stampa a pagina 5.

Decreto sicurezza. Si annunciano tempi lunghi per riscrivere il decreto. Le modifiche, sollecitate lo scorso agosto dal presidente Sergio Mattarella con una lettera ai presidenti delle camere, non arriveranno immediatamente. Una scelta politica. L’obiettivo è chiaro: evitare altri strappi, percorrere la via della “sommersione” su un tema come l’immigrazione, che per quattordici mesi di fila ha tenuto banco ed è stato il perno della politica di Matteo Salvini, e cambiare rotta con discrezione, lentamente, disinnescando così anche i possibili attacchi dell’ex titolare del Viminale. Sul Messaggero a pagina 7.

Superticket. Un altro scoglio per il nuovo governo viene dal ministro della Salute Roberto Speranza, unico rappresentante Leu nel governo. La sua prima idea è quella di abolire il superticket da 10 euro sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Per realizzarla, però, bisognerebbe trovare 600 milioni di euro. Sul Corriere a pagina 2.

Grillini. Di Maio riunisce il “suo” governo. Tutti i ministri grillini alla Farnesina. Conte irritato chiede più collaborazione: “Un’invasione di campo”. Nel discorso per la fiducia il premier rivendicherà: “Io sono il garante ma anche il primo responsabile”. Fabio Martini sulla Stampa a pagina 4.

La Nota. Le divisioni preannunciano una convivenza non facile. Di Maio riunisce i ministri grillini per mandare un messaggio al presidente del Consiglio. La Nota di Massimo Franco sul Corriere a pagina 10.

Il Patto. Tra i due Mattei c’era un patto: dividersi le spoglie del Movimento. Ma il patto prevedeva che la legislatura sarebbe continuata, e quando il ministro dell’Interno ha chiesto il voto, l’altro Matteo si è sentito sciolto dall’accordo. «E ci ha fregati».
Così affiorano i dubbi del premier sugli equilibri nella maggioranza: che cosa farà Renzi? Dopo averlo chiesto ai dirigenti del Pd, dopo aver cercato di capire attraverso i suoi compagni di partito quali potrebbero essere le mosse dell’ex premier, alla fine Conte ha deciso di cercarlo. Francesco Verderami sul Corriere a pagina 2.

Coordinamento. L’addio al sovranismo del nuovo esecutivo italiano crea un clima di fiducia nell’Unione. Su migranti e crescita economica Roma punta a un maggior coordinamento tra i 27. Lavoro e ambiente, la svolta per ricucire con l’Europa. Si torna a parlare di corridoi umanitari per fronteggiare i flussi migratori. Sulla Stampa a pagina 3.

Bankitalia. Conte fa la pace con Visco. I consigli di Bankitalia per non allarmare l’Ue. Pranzo col Governatore ad agosto, il premier ha visto ieri anche Gualtieri e Savona in previsione della manovra. Tra i temi anche Panetta in Bce. Claudio Tito su Repubblica a pagina 4.

Europa. Intanto in Europa, i 5S sono vicini all’intesa con i Verdi ma crescono i malumori sul governo. Caduta l’alleanza con la Lega, prende corpo l’ipotesi di entrare nel gruppo ecologista, che però ha votato contro von der Leyen. La mossa anche per lanciare un avvertimento a Conte. Su Repubblica a pagina 6.

Gentiloni. Faccia a faccia di quaranta minuti con la presidente. Tre ipotesi: Affari economici, Concorrenza o Industria. Sul Corriere a pagina 5. Gelo dei rigoristi Ue su Gentiloni agli Affari economici. Finlandia, Olanda e Visegrad non vogliono che quel ruolo vada all’Italia ma la sua candidatura è solida grazie a Francia, Germania e Paesi del Sud. Si apre il fine settimana dei veleni, delle alleanze e dei tentativi di siluramento, poi martedì Ursula von der Leyen ufficializzerà le deleghe. Su Repubblica a pagina 7. Forte la rete dell’ex premier tra i leader. Gentiloni deciso a improntare il suo mandato nel segno di una revisione del patto di stabilità. Marco Conti sul Messaggero a pagina 4.

Patto di stabilità. Il Patto di stabilità va modificato. Flessibilità in cambio di riforme. L’ex membro del board Bce Vitor Constancio: Le regole non aiutano sempre la crescita. L’economia europea dipende molto dall’export. Una recessione mondiale ci contagerebbe. L’Italia non dimentichi il suo debito elevato. Ignorare i mercati porta conseguenze. Marco Zatterin sulla Stampa a pagina 2.

Intese regionali. Lazio e Umbria, Pd e 5Stelle ora hanno aperto i tavoli. Zingaretti potrebbe sostituire due assessori in Regione con tecnici graditi al M5S. A Roma possibile desistenza per votare il sostituto di Gentiloni. Sul Fatto a pagina 10. Patto di desistenza Pd-M5s per salvarsi alle Regionali. Gli alleati eviteranno scontri diretti in Emilia, Umbria e Calabria. Grillo spinge per un’intesa. Sul Giornale a pagina 5.

Salvini in piazza. Salvini si prepara alla piazza. E lancia la campagna in Umbria. Lunedì il presidio insieme a FdI davanti alla Camera. Salvini e Meloni soli in piazza. Gli azzurri: opposizione in aula. Forza Italia si smarca dalla manifestazione di lunedì. Toti: io ci sarò. E il leader leghista prepara pure Pontida. Sul Giornale a pagina 9.

Copasir. I dem offrono il Copasir a Fi contro il pericolo Salvini. Le trattative per chi controllerà i Servizi: tutto purché non tocchi alla Lega. Il favorito sarebbe Urso di Fratelli d’Italia, ma il Pd vuol premiare l’opposizione responsabile di Berlusconi. Sul Fatto a pagina 7.

Accoglienza. Il grillino Giuseppe Brescia: “Non possiamo più ignorare i lager in Libia. Salvare le vite in mare ma modificare Dublino. L’accoglienza sia diffusa. I primi cambiamenti al decreto sicurezza devono essere sulla protezione umanitaria. Il leghista Massimiliano Fedriga: “A Roma sono amici di Soros. Immigrazione selvaggia se sarà smantellato il decreto sicurezza”. Sulla Stampa a pagina 8.

Sondaggi. Pagnoncelli sul Corriere. Il Conte bis inizia in salita: no dal 52%. Il 45% prevede un governo di pochi mesi. Il provvedimento più atteso (71%) è una manovra in favore dei ceti deboli. Solo l’11% chiede un cambio sui migranti. Sul Corriere a pagina 6.

Sondaggi. Per Nicola Piepoli, sulla Stampa, la Lega è in calo, il M5S recupera 4 punti e per Conte fiducia record. Superati i premier degli ultimi tre anni. Sulla Stampa a pagina 9.

Sondaggi. Fiducia degli elettori, c’è il sorpasso di Conte. Il segretario della Lega paga l’effetto Papeete secondo Repubblica. Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, ha condotto un’analisi del sentiment degli elettori nei confronti della crisi: «A prevalere sono stati confusione e rabbia, unite allo sconcerto per non aver capito. Ai più questa rottura del sodalizio gialloverde è apparsa personale, non sui temi. E Salvini ha pagato in termini di fiducia: dal 40 per cento è sceso al 37 ma soprattutto è stato scavalcato dal premier Conte». Su Repubblica a pagina 10.

Sondaggi. Emg Acqua di Fabrizio Masia ha fatto una prima rilevazione del consenso delle forze politiche, proprio sul finire della crisi: «Il Pd non è distante dal voto delle Europee (22,7%) e dunque non ha subito sconquassi, mentre i 5Stelle hanno avuto un rimbalzo positivo, attestandosi al 19-20%. La Lega è scesa rispetto alle rilevazioni di inizio agosto, dal 38 al 34: ha perso quello che aveva guadagnato dopo il voto per Strasburgo. Fi e Fdi sono entrambe attorno al 7 per cento». E soprattutto, conferma Masia, gli ultimi sondaggi testimoniano le perdite di Salvini negli indici di popolarità e fiducia: «Quaranta giorni fa superavano il 50 per cento. Ora siamo 8 punti più giù. Su Repubblica a pagina 10.

Sondaggi. «Il dato certo – commenta Pietro Vento (Demopolis) – è che allo stato attuale Salvini per essere competitivo ha bisogno di Berlusconi. Fino a un mese fa non era così». Demopolis ha stimato non solo la fiducia in Conte (pari al 53%) ma ha sondato anche il giudizio degli elettori “rosso” e “giallo” nei confronti del nuovo esecutivo: «Lo valuta positivamente il 75 per cento di chi vota il M5S e quasi l’80 per cento degli elettori del Pd». Su Repubblica a pagina 10.

Rai. Prove di ribaltone in Rai. I giallo-rossi sono maggioranza. In cda solo Lega e FdI con il presidente Foa, che però non può essere sfiduciato. Si rafforza l’ad Salini appoggiato da Pd, 5S e dipendenti. Freno ai programmi sovranisti ma niente cambi ai vertici dei Tg. Giornalista su Fb: “Salvini, ti spari”. L’azienda interviene. Scatta il procedimento disciplinare. Su Repubblica a pagina 11.

Haters. Gli insulti a Bellanova, lei replica con ironia: mi sentivo blu elettrico. Offese sull’aspetto al giuramento e sulla licenza media. Solidarietà bipartisan. E la ministra posta un’altra mise. Maria Teresa Meli sul Corriere a pagina 10. Bellanova zittisce gli odiatori. “Nel blu c’è il mio entusiasmo”. Conte chiama la ministra finita nel mirino degli haters per il suo look e per il suo titolo di studio. “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo”, risponde. Gli applausi alla festa del Pd. Su Repubblica.
Storia di Teresa che da bracciante Cgil mise in fuga i caporali. Giuliano Foschini su Repubblica a pagina 8. Se i like cancellano la politica. Il Commento di Concita De Gregorio su Repubblica a pagina 30.

I giornali di destra. Gara spettacolare tra Feltri, Belpietro e Sallusti per salutare nel modo migliore il debutto del governo Conte II. “Terroni”, “mafiosi”, “Addams”: i fogli di destra l’han presa bene. Sul Fatto a pagina 11.More

Giornale. Governo già spaccato. Primo testacoda. Botte tra pd e grillini sulla concessione delle autostrade. Guai per grillo: figlio accusato di stupro. La prima del Giornale.

Libero. Il vero lavoro di Conte: Avvocato del popolo africano. Prima il premier diceva all’Europa di non volere migranti, ora prende ordini da Ue e Pd e boccia le norme anti-clandestini leghiste. E Di Maio: il continente nero è un’opportunità. La prima di Libero.

Verità. Come si dirotta la democrazia. Deficit e giornali usati come manganelli. Adesso che la Lega è stata fatta fuori, il debito non è più un problema e i conti non destano allarmi: si può spendere. A segnalarlo sul Corriere lo stesso Fubini che vaticinava sfracelli e fu smascherato da un collega. Che dice: anche altri quotidiani mentono. Il figlio di Grillo accusato di stupro di gruppo. Ma la notizia esce solo dopo che è nato il governo. La prima della Verità.

Cerciello. «Qui niente telecamere». La trappola per Cerciello. Sul Messaggero a pagina 8. Le bugie del collega del carabiniere ucciso: “Temevo una punizione”. Varriale prima sostiene di essere disarmato poi lo nega. E depista sui due americani. Su Repubblica a pagina 20. Quell’omissione sul caso Cerciello. Il commento di Carlo Bonini su Repubblica a pagina 31. I duemila contatti del pusher con un collega di Cerciello. La chat tra gli americani e Brugiatelli: «Devi venire da solo». Sul Corriere a pagina 21.

Pensione. Ilda Boccassini, la pm dei processi ai mafiosi e a B., va in pensione. Sul Fatto a pagina15. Da Falcone a Berlusconi. Quando la settimana prossima il Csm adotterà il provvedimento con il quale sarà collocata a riposo, Ilda Boccassini avrà ancora quasi due mesi di lavoro prima di andare in pensione. Avverrà il 7 dicembre. Quel giorno si chiuderà una carriera che ha rappresentato un capitolo importante nella storia della Procura di Milano e della magistratura italiana. Sul Corriere a pagina 23.

Spioni. Il russo arrestato a Napoli ha un complice italiano. Spionaggio industriale, Mosca attacca gli Usa: rinunciate all’estradizione. Sul Corriere a pagina 20.

Batterio killer. Paura da super batterio, 17 morti sospette negli ospedali toscani. Il New Delhi resiste agli antibiotici: da inizio anno 64 infettati. Allarma il picco di decessi. La Regione: correlazione da provare. Su Repubblica.

Crescita. Italia e Germania non crescono più. Istat: segnali di peggioramento per l’economia italiana. Ma da Cernobbio il business apre al Conte due: «Ora aspettiamo la manovra». Da banchieri e imprenditori aspettative positive per l’esecutivo ma il banco di prova sarà la legge di bilancio: tra le urgenze taglio al cuneo, innovazione, istruzione, tasse e giustizia. Gros-Pietro: il debito pubblico una tassa sull’economia. «Il vero cambiamento? Serve più attenzione verso aziende e Nord» dice Orsini di Federlegno: «Il Conte bis può essere un’occasione». Su Corriere e Sole.

Landini. “Meno tasse sul lavoro e un grande piano per gli investimenti” chiede il segretario della Cgil Landini. “Ci voleva finalmente un governo, dopo tanto tempo perso, quattordici mesi di campagna elettorale, intanto che i problemi si aggravavano. Anch’io, come Bellanova, ho solo la licenza media. È una colpa provenire da famiglie che non potevano permettersi di far studiare i figli? Contro le diseguaglianze serve una misura per affrontare la concentrazione di ricchezza patrimoniale”. L’intervista di Gad Lerner a Maurizio Landini su Repubblica a pagina 3.

Landini. Giudicheremo i giallo-rossi dai fatti: “Nessuno sconto. Non ci sono governi amici. Ora rivediamo la Fornero. Per un lavoratore dipendente la svolta c’è se può pagare meno tasse e aumenta lo stipendio. Il programma è solo un titolo, il problema è lo svolgimento: non si parla di riforma delle pensioni” dice sempre Landini. Sulla Stampa.

Cina. La Cina a Roma: non discriminateci sul 5G. Pechino chiede al governo di assicurare condizioni eque per le sue imprese dopo l’esercizio del golden power. Sulla Stampa a pagina 10. Cina, tensione con Roma: «Sia equa con noi sul 5G». Dai grandi accordi al grande freddo s’inverte il clima col Celeste Impero. Sul Messaggero a pagina 5.

Dazi. Sei imprenditori su 10 hanno paura dei dazi. Prodi: “Alla fine tutti pagheranno lo scotto”. A Cernobbio si parla di una nuova guerra fredda. Il vero scontro tra Usa e Cina è sulle tecnologie. Sulla Stampa a pagina 18. Dazi e tecnologia, è economica la «seconda guerra fredda». Nel confronto sulla situazione internazionale cresce l’allarme per lo scontro Usa-Cina. Per risolvere le crisi forse le armi delle banche centrali non bastano più, spazio per la politica. Sul Sole a pagina 5.

Usa Cina. «Crisi Usa-Cina? La soluzione è il multilateralismo». A dirlo David Petraeus, a colloquio con il generale americano, in passato direttore della Cia, ora presidente del fondo di private equity Kkr. Sul Sole a pagina 6. «L’escalation non fa bene a nessuno, gli americani rispettino la parola data». La posizione di Pechino spiegata dal nuovo ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia Li Junhua. Sul Sole a pagina 6.

Google e Facebook. Tempi duri per Google e Facebook. Pioggia d’inchieste dell’Antitrust Usa. L’attacco è bipartisan. Degli otto Stati che indagheranno sul social network quattro sono guidati da democratici e quattro da repubblicani. I procuratori generali, da New York al Texas, vogliono far luce su comportamenti anticompetitivi e sugli effetti della loro posizione dominante in termini di concorrenza e tutela dei consumatori. Si allarga l’inchiesta su Facebook e Google ora New York apre il fronte della pubblicità. Su Stampa Repubblica e Messaggero.

Contanti. Con carte e bancomat solo 13 operazioni su cento in Italia. Il contante domina ancora nei pagamenti quotidiani d’importo ridotto.  Riaperta la partita sul contante. Lotta al sommerso. Tassazione e BoT obbligatori. La proposta avanzata da un gruppo di professionisti: per il denaro in cassette di sicurezza tassare una quota tra il 30 e il 50% delle somme, più vincolo quinquennale sul residuo. Sul Sole a pagina 7. Un bazooka contro l’evasione fiscale e la criminalità organizzata. Il commento di Donato Masciandaro sul Sole a pagina 7.

Fed. Usa, deludono i dati sul lavoro Powell: «Fed pronta ad agire» e annuncia la riduzione dei tassi. La Fed taglia di un quarto di punto. Scontato l’intervento nella riunione del 17 e 18 settembre. Per il banchiere centrale l’America non cadrà in recessione. Frena l’occupazione. Su Repubblica a pagina 27.

Spread. Sullo spread un’eredità gialloverde che costa 20 miliardi. Su Repubblica a pagina 2. More

Commissione sulle banche. Con il Conte bis è tutto da rifare. Salta la presidenza Paragone, a fine mese la prima seduta con un’agenda condivisa. Su Repubblica a pagina 26. More

Brexit 1. Regno Unito nel caos. Opposizione: no al voto. Johnson spalle al muro. Approvato anche dai Lord: il rinvio della Brexit è definitivo. Un asse contro le elezioni. Sul Giornale a pagina 13.

Brexit 2. Boris nella nemica Scozia a consulto dalla Regina. Ma su Brexit un altro “no”. Su Repubblica a pagina 14. La minaccia secessionista della Scozia. Il Regno non più Unito. Il commento di Enrico Franceschini su Repubblica a pagina 30.

Mugabe. Mugabe, morte di un tiranno. Fondò e distrusse lo Zimbabwe. Si è spento a 95 anni a Singapore. Nel 2017 fu deposto dopo un quarantennio al potere: il dittatore più longevo al mondo. Su Repubblica. Al potere dal 1982 tra brogli e violenza. L’eroe dello Zimbabwe diventato tiranno. Liberatore dell’Africa colonialista diceva: “Il Paese è mio, solo Dio mi potrà licenziare”. Sulla Stampa. Fu l’anti-Mandela. Eroe dell’indipendenza dello Zimbabwe. Mosca e Pechino salutano «un grande uomo». E il suo popolo? In coda per il pane. Sul Corriere.

Allarme profughi. Erdogan pronto a riversare masse di profughi sull’Europa. La metamorfosi turca sul capitolo migranti continua ed è sempre più vicina a trasfomarsi in una virata a 180 gradi. Il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, due giorni fa, ha detto chiaramente che se non si troverà una soluzione rapida sulla questione siriana, la Turchia potrebbe decidere di aprire le frontiere, di mare e di terra e costringere l’Unione Europea ad assorbire un flusso migratorio senza precedenti. Sulla Stampa a pagina 16. More

Dorian inimmaginabile. Migliaia di morti per l’uragano Dorian, «un bilancio inimmaginabile» dicono le autorità. Sul Corriere. Il governo prepara al peggio: “Il numero finale di vittime sarà sconcertante”. Su Repubblica. More

Afghanistan. «Il ritiro da Kabul? Si rischia di lasciare il Paese ai terroristi». L’ex capo della Cia Petraeus: Trump è una colomba bellicosa, non un falco. Federico Fubini intervista Petraus sul Corriere a pagina 13.

HongKong. Gli affari (e i nomi dei panda): la strettoia di Merkel in Cina. Ci sono 200 miliardi di dollari di scambi commerciali tra Germania e Cina. Angela Merkel è sbarcata a Pechino per soccorrere l’economia tedesca in affanno, vendere più prodotti, automobili e tecnologia ai cinesi che sono già i primi clienti delle industrie tedesche. L’analisi di Guido Santevecchi sul Corriere a pagina 13. More

LETTURE

La Silicon Valley c’est moi. Un italiano in America: il genio ribelle che ha inventato microchip e touchpad. Incontro con Federico Faggin. Il Foglio a pagina II.

L’impero digitale. Un tempo la Compagnia delle Indie. Oggi l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose, il 5G: chi ne assumerà la guida, dominerà il mondo. Un libro. Il Foglio a pagina III.

Schiavi. Non lasciamoci sottomettere dalla civiltà delle macchine che divenute intelligenti, non si limitano ad agevolare, ma tendono a sostituire e determinare le scelte umane, spingendo ragione, volontà e immaginazione fuori di noi. Le implicazioni antropologiche, politiche, etiche di tale trasformazione sono immense. Repubblica, pagina 35.

La soffitta dei simboli inutili. È stato il trionfo della democrazia digitale? No. Sotto i nostri occhi è avvenuto un incredibile cambio di scena: Rousseau è diventato inservibile e non fa più paura. Storie di macchine da consenso passate di moda. Il Foglio, pagina V.

Il palmo diventa bancomat. Faremo la spesa con la mano. Il sensore guidato dall’intelligenza artificiale lo confronta con quello in memoria e ci identifica: per ora un errore su diecimila. Repubblica a pagina 23.

Gianni Brera. Sarrismo, vegani, selfie, Salvini: a cent’anni la penserebbe così. Gianni Mura immagina cosa penserebbe oggi il Giuan del calcio del mondo della politica. E domani alle 21.15 su Sky Arte “C’era una volta Gioann”. Repubblica a pagina 45.